Tu, papà, per favore non venire più da noi! Perché quando te ne vai, la mamma si mette sempre a piangere. E piange fino alla mattina.
Io mi addormento, mi sveglio e poi mi riaddormento, mi risveglio e la mamma è ancora lì che piange. Le chiedo: «Mamma, perché piangi? È per papà?»
Ma lei dice che non sta piangendo, che è solo un po raffreddata, starnutisce. Ma io sono grande ormai, lo so che non esiste un raffreddore così, che ti fa parlare con le lacrime nella voce.
Il papà di Lucia era seduto con lei al tavolino di un bar a Roma, mescolava la sua tazzina di caffè ormai freddo, piccolo piccolo e bianco come si fa qui.
Lucia, invece, non aveva nemmeno toccato il suo gelato, anche se davanti a lei, nel bicchierino, cera una meraviglia: palline colorate, sopra una fogliolina verde, una ciliegina, tutto coperto di cioccolato.
Qualsiasi bambina di sei anni non avrebbe saputo resistere a quel capolavoro. Ma non Lucia, perché lei da venerdì scorso, mi pare, aveva deciso di parlare seriamente con suo papà.
Il papà stava in silenzio, parecchio, poi finalmente le disse:
Allora, che facciamo, figliola? Non ci vediamo più? Come faccio a vivere così?
Lucia arricciò il nasino che le è venuto proprio come quello della mamma, un po a patatina, mi viene da pensare e rispose:
No, papà, anche io senza di te non riesco. Facciamo così: tu chiama la mamma e dille che ogni venerdì vieni tu a prendermi allasilo.
Facciamo una passeggiata, se vuoi prendiamo un caffè o il gelato, ci sediamo qui, ti racconto sempre tutto di come viviamo io e la mamma.
Poi si è messa a pensare ancora e dopo un minuto ha aggiunto:
E se vuoi vedere la mamma, io la fotografo col telefono ogni settimana e ti faccio vedere le foto. Che ne dici?
Il papà guardava Lucia, la sua piccola saggia, si è messo a sorridere e ha annuito:
Va bene, facciamo così dora in poi
Lucia ha tirato un sospiro di sollievo e ha iniziato finalmente a mangiare il suo gelato. Ma non era finita: doveva dire la cosa più importante. Così, quando le si sono formati i baffetti di gelato sotto il nasino dalle palline colorate, li ha leccati e si è rimessa seria, quasi adulta.
Quasi donna. Che già sente di dover pensare al suo uomo. Anche se è vecchio: il papà ha compiuto gli anni la settimana scorsa. Lucia gli aveva disegnato una cartolina allasilo, colorando benissimo un enorme 28.
Il viso di Lucia è tornato serio, ha aggrottato le sopracciglia e ha detto:
Secondo me dovresti sposarti, papà
E con generosità ha mentito:
Non sei così tanto vecchio, dai
Il papà ha apprezzato il gesto di buona volontà e ha fatto una risata:
Sì, certo, non tanto
Lucia si è fatta più convinta:
Davvero! Guarda, lo zio Stefano che è venuto dalla mamma già due volte, lui sì che è un po vecchio, è anche un po pelato qui
E Lucia si è indicata la testa, lisciandosi i ricci con la mano. Poi si è resa conto, vedendo il papà che si è irrigidito e lha guardata fisso, che aveva svelato un segreto della mamma.
Così si è portata tutte e due le mani alle labbra, con gli occhi spalancati quello voleva dire: cavolo, che ho detto? Che guaio.
Zio Stefano? Qual è questo zio Stefano che passa a trovarvi? È quello della mamma il suo capo? ha detto il papà, quasi urlando in mezzo al bar.
Io non lo so, papà ha balbettato Lucia, sorpresa dalla reazione. Forse è il capo, viene, mi porta le caramelle. E la torta, per tutti.
E anche Lucia ci pensa un attimo, poi si chiede se sia il caso di dire anche questo segreto al papà, che sembra fuori di sé, alla mamma porta i fiori.
Il papà, con le mani intrecciate sul tavolo, ha fissato a lungo le dita. Lucia capisce che in quel momento lui sta prendendo una decisione importante.
Così la piccola donna aspetta paziente, non lo pressa per arrivare subito alle conclusioni. Lei, che già lo intuisce, gli uomini sono tutti un po lenti, vanno aiutati a decidere le cose giuste.
E chi se non una donna una delle più importanti della sua vita può dargli una spinta?
Il papà tace, poi si fa coraggio. Sospira forte, alza la testa e dice Se Lucia fosse stata qualche anno più grande, avrebbe capito che il tono era quello drammatico di Otello con Desdemona.
Ma Lucia ancora non conosce Otello e il suo amore, né Desdemona né altri grandi innamorati. Sta solo facendo esperienza, guardando il mondo, vedendo come la gente gioisce e soffre, anche per cose piccole.
Così il papà si alza e dice:
Dai, andiamo, Lucia. È tardi, ti riaccompagno a casa. E magari parlo anche con la mamma.
Lucia non chiede di cosa voglia parlare il papà, ma capisce che è importante, quindi affretta la fine del gelato.
Poi capisce che quella decisione di papà è mille volte più importante del gelato più buono del mondo, così lancia il cucchiaino, scende dalla sedia, si pulisce la bocca col dorso della mano, tira su col naso e, guardando papà dritto negli occhi dice:
Sono pronta. Andiamo
A casa non hanno camminato, quasi correvano. Correvano davvero: lui avanti e Lucia quasi volava, perché la teneva per mano.
Quando sono arrivati allingresso del palazzo, le porte dellascensore si stavano chiudendo portando su qualcuno dei vicini. Il papà guarda Lucia, incerto. Lei lo guarda dal basso e gli chiede:
Dai, cosa aspettiamo? Chi stiamo aspettando? Viviamo al settimo piano, mica è alto
Allora il papà prende Lucia in braccio e parte su per le scale a razzo.
Quando, dopo una serie di citofonate nervose, finalmente la mamma apre la porta, il papà va subito al punto:
Non puoi farmi questo! Chi è questo Stefano? Io ti amo. E abbiamo Lucia
Poi, senza lasciare la figlia, abbraccia pure la mamma. Lucia li abbraccia entrambi per il collo e chiude gli occhi. Perché i grandi si erano messi a baciarsi
Ecco, la vita a volte va così: due adulti un po persi sono riusciti a ritrovarsi grazie ad una bambina che li amava, che loro amavano e pure fra di loro, solo che si lasciavano distrarre dallorgoglio e dai rancori
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