Papà, ti presento lei: sarà mia moglie e tua nuora! esclamò Marco, raggiante di felicità.
Cosa?! sbottò il professore, dottore in Lettere, Enrico Bianchi, sgranando gli occhi. Se è uno scherzo, non è per niente divertente.
Luomo osservò con disgusto le dita sporche e unghie incrostate di terra della “futura nuora”. Gli parve che la ragazza ignorasse lesistenza dellacqua e del sapone.
«Dio santo! Meno male che la mia cara Lucia non ha vissuto per vedere questa vergogna!», pensò tra sé, amareggiato. «Abbiamo fatto di tutto per educare questo ragazzo con le migliori maniere»
Non è uno scherzo! replicò Marco con fermezza. Carlotta resterà da noi, e fra tre mesi ci sposeremo. Se non vuoi essere alle nozze, farò a meno di te!
Buongiorno! sorrise Carlotta, avviandosi sicura verso la cucina. Ho portato panzerotti, marmellata di fragoline di bosco, funghi secchi elencò, estraendo il tutto da una borsa logora.
Enrico si portò una mano al cuore vedendo la tovaglia immacolata macchiarsi di marmellata.
Marco! Torna in te! Se è per vendicarti, questo è troppo crudele Da dove hai tirato fuori questa ignorante? Non permetterò che resti in casa mia! urlò il professore.
Io amo Carlotta. E mia moglie ha il diritto di vivere nella mia casa! rispose il ragazzo con aria canzonatoria.
Enrico capì che il figlio lo stava prendendo in giro. Senza aggiungere altro, tacque e si ritirò in camera sua.
Da quando era morta Lucia, i rapporti con Marco erano peggiorati. Il ragazzo aveva lasciato luniversità, si comportava con arroganza e viveva senza pensieri. Enrico sperava che cambiasse, che tornasse il figlio intelligente e gentile di un tempo. Ma ogni giorno lo perdeva un po di più. E oggi aveva portato in casa questa ragazza di campagna. Capì che il padre non avrebbe mai approvato la sua scelta, perciò aveva scelto proprio ciò che lui non avrebbe mai accettato
Poco dopo, Marco e Carlotta si sposarono. Enrico rifiutò di partecipare al matrimonio e non volle accogliere quella nuora indesiderata. Era furioso che al posto di Lucia, perfetta padrona di casa, ci fosse quella ragazza rozza che non sapeva nemmeno coniugare due parole.
Carlotta, fingendo di non badare al disappunto del suocero, cercò di ingraziarselo, ma peggiorò solo le cose. Luomo non vedeva in lei nulla di buono, solo ignoranza e cattive abitudini.
Marco, dopo aver recitato la parte del marito modello, ricominciò a bere e a fare baldoria. Enrico sentiva spesso litigare i due giovani e ne gioiva, sperando che Carlotta se ne andasse finalmente via.
Enrico, vostro figlio chiede il divorzio! E mi butta fuori di casa Sono incinta! un giorno Carlotta irruppe in lacrime.
Prima di tutto, perché in strada? Hai un posto dove tornare E il fatto che tu sia incinta non ti dà diritto di restare qui dopo il divorzio. Scusami, ma non mi intrometto nei vostri affari, rispose luomo, segretamente contento di liberarsi della nuora sgradita.
Carlotta, affranta e senza capire perché il suocero lavesse odiata dal primo istante, iniziò a raccogliere le sue cose. Non riusciva a comprendere perché Marco lavesse trattata con tanta crudeltà, come un cane abbandonato al suo destino. E che importava se era una ragazza di campagna? Anche lei aveva unanima e dei sentimenti
***
Passarono otto anni Enrico viveva in una casa di riposo. Ultimamente si era molto indebolito. Marco, ovviamente, ne approfittò per sistemarlo in fretta in una struttura, evitandosi ulteriori incombenze.
Il vecchio si rassegnò al suo destino, sapendo che non cera ritorno. In vita sua aveva insegnato a migliaia di persone lamore, il rispetto e la cura. Riceveva ancora lettere di ringraziamento da ex allievi Ma con suo figlio non era riuscito a fare altrettanto
Enrico, hai di nuovo visite, annunciò il compagno di stanza tornando da una passeggiata.
Chi? Marco? esclamò il vecchio, benché sapesse che era impossibile. Suo figlio non sarebbe mai venuto, lo odiava troppo
Non so. Mi ha detto di avvisarti. Su, muoviti! rise il vicino.
Enrico prese il bastone e si avviò lentamente verso lingresso. Scorgendola da lontano, la riconobbe subito.
Ciao, Carlotta mormorò, abbassando lo sguardo. Evidentemente, si sentiva ancora in colpa verso quella ragazza semplice e sincera che non aveva difeso otto anni prima.
Enrico! esclamò la donna, sorpresa. Come siete cambiato State male?
Un po sorrise mestamente. Come hai fatto a trovarmi?
Me lha detto Marco. Sapete, non vuole avere nulla a che fare con suo figlio. Ma il bambino chiede sempre di voi Giovanni non è colpevole se non lo riconoscete. Ha bisogno della sua famiglia, disse con voce tremante. Scusate, forse è inutile che vi disturbi
Aspetta! la fermò Enrico. Come sta, Giovanni? Ricordo lultima foto che mi mandasti, aveva tre anni
È qui fuori. Lo chiamo? chiese Carlotta.
Certo! si illuminò Enrico.
Nella sala entrò un bambino biondo, la copia in miniatura di Marco. Giovanni si avvicinò timidamente al nonno che non aveva mai conosciuto.
Ciao, piccolo Sei così grande pianse il vecchio, abbracciandolo.
Passeggiarono a lungo tra i viali autunnali del parco accanto alla casa di riposo. Carlotta raccontò la sua vita difficile, la morte prematura della madre, il dover crescere da sola il figlio e badare alla fattoria.
Perdonami, Carlotta. Ho sbagliato tutto. Mi credevo un uomo colto e intelligente, ma solo ora ho capito che le persone vanno giudicate per la loro sincerità, non per listruzione, disse il vecchio.
Enrico, abbiamo una proposta per voi, disse Carlotta, un po nervosa. Venite a vivere con noi! Siete solo, e noi pure Vorremmo avere qualcuno accanto.
Nonno, vieni! Andremo a pescare, a cercare funghi Da noi in campagna è bellissimo, cè tanto spazio! supplicò Giovanni, stringendogli la mano.
Andiamo! sorrise Enrico. Ho perso tanto con Marco, forse potrò dare a te ciò che non ho dato a lui. E poi non sono mai stato in campagna. Sono curioso!
Ti piacerà di sicuro! rise Giovanni.






