Pensava che suo marito fosse solo un gran mangione, invece scopre che è la cognata a svuotare il fri…

Anna era in piedi davanti al frigorifero aperto, tenendosi la testa tra le mani. Suo marito, ancora una volta, aveva divorato tutto. Non riusciva a capire dove finiva tutto quel cibo: appena cucinato, scompariva in un attimo.

Parlare con lui era inutile finiva sempre in lite. E la faceva infuriare che lui se ne stesse tutto il giorno a casa, ormai era il secondo mese che cercava un lavoro. Nel frattempo, lei sgobbava solo per comprare alimenti che sparivano come neve al sole. Anna si era ormai abituata a masticare pane raffermo accompagnato da un caffè annacquato ogni mattina. Dopo il lavoro era troppo stanca per cucinare, e il marito sembrava pensare che sarebbe rientrata già sazia.

Domani vado da mamma a Milano! Dobbiamo aiutare Riccardo, urlava il marito dalla sala.

Anna neanche ci fece caso si sentiva male. La mattina dopo si svegliò con la febbre e decise di rimanere a casa. Prese qualche medicina e si mise a letto.

Fu svegliata da strani rumori che provenivano dalla cucina: qualcuno sbatteva coperchi, apriva e chiudeva il frigorifero. Il baccano non cessava, e addirittura qualcuno si mise a canticchiare. Anna si alzò e si trascinò verso la cucina. Lì trovò la sorella del marito, Francesca, con cui andava poco daccordo.

Francesca era convinta che suo fratello dovesse provvedere non solo alla sua famiglia, ma anche a lei. I conti della famiglia soffrivano spesso perché il marito aiutava la sorella. Francesca esaminò tutti i prodotti in cucina e li mise nei suoi contenitori.

Ah, ciao allora, disse Anna.
Perché non sei al lavoro? Francesca parve sorpresa e un po spaventata.
Sto male. Sapeva mio marito che tu saresti venuta?

È stato lui a lasciarmi le chiavi.
Allora, non è lui ad avere un gran appetito, ma tu che hai la mano lunga.
È mio fratello, ho tutto il diritto di venire e prendere qualcosa per miei nipoti.
Solo che tuo fratello è disoccupato e non compra nulla. E non mi va di mantenere due famiglie senza neanche saperlo.

Ma dai, dovrei scusarmi per un po di salame? Non vedi che non riesco ad arrivare a fine mese. Vuoi chiamare la polizia per del prosciutto?
Ridammi le chiavi o chiamo davvero i carabinieri. Forse ti sei dimenticata che tuo fratello non ha diritti su questa casa.

Ma pensi davvero di chiamare i carabinieri per della mortadella economica? Madonna mia! Tieni le tue chiavi, tirchia! E adesso vado a dirlo a lui, che moglie che sè trovato!
Fa pure, tanto presto troverà qualcunaltra.

Anna scoppiò in lacrime: per tutto quel tempo lavevano presa per stupida. Nessuno le avrebbe creduto se avesse detto che la cognata le svuotava il frigorifero lasciando solo pane secco. Ma la cosa peggiore era che il marito lo sapeva benissimo e la copriva, fingendo un gran appetito da lupo.

Anna in fondo non era sorpresa: tale madre, tali figli. I parenti potevano presentarsi a casa in qualsiasi momento e portarsi via tutto quello che volevano senza chiedere permesso. Ci pensò a lungo su poi chiamò il marito e gli disse che avrebbe chiesto la separazione.

Lasciami tornare a casa, parliamone con calma. Non tagliarmi fuori così, le disse lui al telefono.
Non voglio più parlare, per me è tutto chiaro.

Queste persone non cambiano, peccato solo per gli anni perduti. In quel momento Anna capì che il marito era ormai uno sconosciuto, e avrebbe dovuto chiudere quella storia molto prima.

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