Pensiamo che la vita sia complessa, mentre in realtà la rendiamo ancora più complicata

Pensiamo che la vita sia già complicata, ma poi la rendiamo ancora più intricata.

Fin dai primi anni di scuola media Ginevra sapeva bene che a Edoardo piaceva, era così evidente che lui non lo nascondeva affatto. Dopo le lezioni, al decimo anno, lui la aspettava fuori e le camminava accanto come un cavaliere fedele. Raccontava qualcosa e lei rideva a squarciagola, ma lo considerava solo un amico.

Allinizio i compagni di classe prendevano in giro sia Edoardo sia Ginevra, e quando lui non era lì chiedevano:

Ma dove vai tutta sola, dove è la tua guardia?

Non lo so, rispondeva lei scrollando le spalle e ridendo.

Ginevra capiva che Edoardo era innamorato e lo lasciava fare come voleva; si sedevano insieme a lezione, lui le dava una mano con i compiti, studiava molto, a differenza di lei che tirava fuori tre.

Con la sua amica Rita condivideva i pensieri: Edoardo è un ragazzo onesto, un buon marito.

Non mi piace che Edoardo sia così timido e viva con la madre. Che futuro ha? Sarà un uomo ordinario. Io voglio passione e scintille, confidava Ginevra in undicesimo anno.

Gine, credi davvero che Alessandro diventerà un vero marito? ribatte Rita. Non mostrare così apertamente al ragazzo che ti piace. In classe tutti sanno, incluso Edoardo, che lo desideri.

E da dove lo sai? Non sei neppure uscita con nessuno, sei così riservata. E perché dovrei nascondere? Alessandro lo sa e noi ci scambiamo sguardi, rispose Ginevra.

Lo so perché leggo, guardo film e mia madre mi dice sempre: meglio che sia il ragazzo a correre dietro a te, non il contrario.

Le due amiche erano inseparabili fin dallinfanzia, senza segreti luna per laltra. Ginevra era vivace, Rita più timida e riservata.

**Amore scolastico**

Alla festa di diploma Alessandro notò Ginevra in un elegante abito, slanciata e quasi eterea. La prese per mano e la condusse al centro della sala. Ballarono insieme, una coppia ammirata da tutti, mentre Edoardo rimaneva da parte, triste, osservato da Rita che ne colse la sofferenza.

Poi Alessandro si avvicinò a Ginevra:

Che ne dici se usciamo insieme? Oggi ti vedo con occhi diversi, sei splendida e il tuo sorriso illumina la stanza.

Daccordo, rispose lei, cercando di nascondere la gioia, ma il suo cuore era al settimo cielo.

Alessandro sapeva da tempo che Ginevra gli piaceva, ma intorno a loro cerano tante ragazze e la scelta era difficile. Quella notte uscirono con tutta la classe fino allalba, poi lui la accompagnò a casa. Non pensò più a Edoardo, perché la madre di Alessandro era malata e doveva tornare presto. Come si suol dire: «Feriamo chi ci ama e non comprendiamo il valore del bene».

Da quel momento Ginevra iniziò a sognare una vita insieme ad Alessandro, nonostante dovesse ancora studiare. Parlava del futuro con lui e lui annuiva.

Alessandro, io voglio studiare al college di medicina, e tu? chiese.

Io non intendo iscrivermi a nulla. Ho appena preso il diploma, gli insegnanti si sono complimentati quando ho lasciato la scuola. Diventerò autista per lesercito e poi servirò in truppa.

Allora aspetterò, non dubitare mai di me, promise Ginevra stringendosi a lui.

Non dubito. Farò il servizio, tornerò e ci sposeremo, le disse, accarezzandola.

Ginevra, però, non sapeva che Alessandro, al ritorno dalla prima giornata di addestramento, avrebbe incontrato unaltra ragazza più spensierata, Anita, e la mattina successiva sarebbe tornato a casa.

Ginevra lo accompagnò alladdestramento e lo aspettò pazientemente. Edoardo la avvicinava spesso:

Ginevra, Alessandro non è quello che ti serve per la vita. Credici.

Lei rise, considerandolo solo un amico.

Edoardo era figlio unico di una madre malata, che non si alzava più dal letto. Lui la curava, a volte chiamava la vicina Vanda per farle il bucato.

Quando la madre sarà di nuovo in piedi, avrò più tempo per me, diceva al suo gruppo di amici, frequentando il college locale invece di trasferirsi a Firenze.

**Attesa e delusione**

Il tempo passò, Alessandro tornò dallesercito. Ginevra, appena finito il suo turno al liceo, corse da lui senza pensarci. Entrò nella sua casa e la trovò tra le braccia di unaltra ragazza, che rideva spensierata. Lo shock la paralizzò; fuggì di corsa verso casa, senza curarsi della strada.

La madre la consolava:

Ti ho sempre detto che Alessandro non è degno di te, Edoardo te lo ha già detto più volte. Ma sei testarda, ti sei chiusa in un guscio pensando che solo lui valesse.

Qualche tempo dopo, Ginevra scoprì che Anita aspettava un bambino e presto si sarebbe sposata. Allora si rivolse a Edoardo, proponendogli di sposarsi per rabbia. Forse Edoardo sospettava già qualcosa.

Passarono due anni. Ginevra ed Edoardo vivevano serenamente, senza litigi. La madre di Edoardo morì e lui rimase a vivere nella loro casa. Ginevra sentiva lamore di suo marito, ma desiderava qualcosa di più del semplice rispetto; non riusciva a superare la sua timidezza, si chiudeva in sé e a volte si irritava contro il mondo.

Un giorno, tornando dal mercato, incrociò Alessandro. Annunciò:

Ciao Ginevra, scusa per averti ferita.

Già ti ho perdonato, ma le nostre strade sono diverse. Addio, devo andare, rispose, desiderosa di scappare.

Alessandro, più maturo, la trattenne:

Aspetta. Ho capito che ti amo solo, che sei stata la mia unica. Anita non è stata mia, il bambino non è mio. Sono stato ingannato.

Ginevra rimase senza parole.

**Il nodo della porta chiusa**

La vita di Ginevra si capovolse. Pensava solo ad Alessandro, confessò a Edoardo:

Ho incontrato Alessandro, è divorziato. Sto chiedendo il divorzio, lo amo.

Ginevra, cosa fai? Ti pentirai mille volte. Edoardo ti ama davvero, Alessandro non è per te.

Edoardo la ammonì:

Riflettici, ti ha tradita una volta, non sopportare un altro tradimento.

Ginevra, frustrata, rispose soltanto: Vi devo bene a entrambi, ma lo amo. e partì.

Passò del tempo. Ginevra si sentiva la più felice del mondo, anche se Alessandro arrivava a casa ubriaco e con tracce di rossetto sui vestiti. Un giorno la porta dei vestiti rivelò un rossetto sconosciuto.

Spiegami, che cosè questo? le chiese Ginevra, mostrando il segno.

Alessandro balbettò: Non lo so, forse qualcuno vuole farci litigare.

La situazione si ripeteva: arrivava ubriaco, con rossetti, e Ginevra, stanca, ritirò la domanda di divorzio e lo lasciò. Alessandro non la cercò più; lei tornò a vivere con la madre.

Rifletté spesso: Mia madre mi aveva avvertito, Edoardo mi ha detto la stessa cosa. Ho amato, ma ho chiuso la porta al vero amore.

Il rimorso la perseguitò, ma capì che era colpa sua. Quando, pochi giorni dopo, Edoardo apparve sulla porta di casa:

Ginevra, forse è stato un bene che è successo così. Hai capito chi ti ama davvero.

Ginevra lo abbracciò, ringraziandolo. Si risposarono, felici, e nacque il loro figlio, Gabriele. Il matrimonio fu solido, il marito la sosteneva in tutto.

**Un colpo inatteso**

Quando Gabriele aveva cinque anni, tornando dal asilo, unamica della madre lo fermò:

Ginevra, non noti che Edoardo ti tradisce?

Così? Non lho mai visto.

Lamica proseguì: Lho vista più volte con la figlia della vicina, Vera. Spesso entrano insieme.

Ginevra, sconvolta, guardò Edoardo con il figlio in braccio e non riuscì a credere. Senza domande, prese Gabriele e fuggì verso la casa di Rita, presentandosi subito per il divorzio. Non comprendeva come Edoardo potesse fare una cosa del genere.

**Il terzo matrimonio, per sempre**

Il tempo scorse. Edoardo, ormai smilzo e stanco, la trovò nella casa di Rita e la fermò.

Ginevra, dobbiamo parlare.

Non voglio sentirti.

Ho sbagliato, ma la donna con cui ero era la moglie del mio amico Igor, morto in un incidente. Lei aveva una figlia, Alina, malata di cancro. Mi ha chiesto di prendermi cura di lei quando non ce ne sarebbe più stato, così lho accolta. Quando sei uscita con Gabriele, ho pensato di portare Alina a casa.

Ginevra, scioccata, accettò la spiegazione, lo abbracciò e decisero di tornare insieme con Gabriele. Firmarono per lultima volta, e questa volta fu definitivo.

Alina fu adottata, e fratello e sorella crebbero insieme, felici. I figli finirono gli studi, formarono le loro famiglie, e Ginevra ed Edoardo ora sono circondati da nipoti. Spesso ringraziano il destino per aver portato loro lamore, la felicità e la famiglia, sebbene la vita li abbia fatti sposare tre volte sempre lo stesso uomo.

Alla fine, la vita insegna che lamore vero non è quello che ci fa soffrire per vanità o gelosia, ma quello che ci rende migliori, più pazienti e più capaci di perdonare. Il vero valore sta nel riconoscere chi ci ama davvero, anche quando le illusioni ci acceciano.

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