Per diverse ore una donna anziana ha atteso il figlio alla stazione, ma di lui nessuna traccia!

25 maggio
Oggi sento ancora il peso di una delusione che non riesco a togliermi dal cuore. Stamattina sono arrivata alla stazione di Firenze con i miei due borsoni pesanti, venendo dal mio paesino toscano. Non vedo spesso la mia famiglia, ma questa volta avevo speso tutti i miei ultimi euro per comprare dei regali ai miei cari, sperando di portare un po di gioia nelle loro vite. Non mi è mai capitato di presentarmi a mani vuote, ma oggi davvero ho superato me stessa: ogni borsa pesava quasi dieci chili.
Nonostante la fatica del viaggio, la stanchezza e le braccia doloranti, mi sentivo rincuorata dal pensiero che mio figlio, Andrea, sarebbe venuto a prendermi me lo aveva promesso. Arrivata però al binario, di lui nessuna traccia. Non avevo altra scelta che poggiare i borsoni vicino alla panchina e chiamare il suo numero.
Per lunghi, infiniti secondi il cellulare squillava, finché finalmente, dopo il decimo squillo, la voce assonnata e confusa di Andrea rispose.
Ah, mamma, mi dispiace tanto… Mi ero completamente dimenticato che oggi arrivavi. Abbiamo deciso all’ultimo di andare a trovare i genitori di Marta in Emilia Romagna e staremo via una settimana. Quindi, mi sa che ti sei fatta il viaggio per nulla. Torna pure indietro. Te lo giuro, non lavevamo programmato, mi è proprio sfuggito di dirtelo e siamo partiti di fretta.
Le lacrime hanno iniziato a scendermi silenziosamente sulle guance. Con voce calma, faticando a controllare la rabbia e la tristezza, ho risposto soltanto: Va bene.
Non potevo trascinarmi quelle borse di nuovo fino al paese ero stremata. Così le ho donate a due clochard alla stazione, sperando che almeno loro potessero apprezzare quei piccoli pensieri che non avevano mai avuto loccasione di ricevere. Non ho detto nulla ad Andrea della mia delusione: lui non si sarebbe reso conto di quanto mi avesse ferito. Ho dato tutta me stessa per crescerlo, e ora, con la vecchiaia alle porte, mi sembra di essere diventata invisibile, buona solo quando serve.
Un mese dopo, Marta mi ha chiamato chiedendomi se potevo badare ai nipotini un weekend, perché lei e Andrea erano stati invitati ad un matrimonio fuori Roma. Questa volta ho trovato la forza di dire di no. Sono stanca di essere ricordata solo quando cè bisogno di me. Oggi scelgo di pensare un po anche a me stessa.

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