Nonna Emilia arrivò alla stazione ferroviaria di Firenze dalla sua piccola borgata, trascinando due borse che sembravano più adatte a un trasloco che a una breve visita. Benché non facesse spesso queste scappate in città, aveva deciso di prosciugare i suoi ultimi risparmi per comprare regali ai figli e ai nipoti, sperando di portare un po di allegria nelle loro vite monotone. Emilia non era mai arrivata a mani vuote, ma questa volta aveva esagerato: ognuna delle sue borse si avvicinava pericolosamente ai dieci chili una bella fatica, insomma.
Nonostante la rompicapo del viaggio, il pensiero che suo figlio Alberto laspettasse al binario le dava coraggio. Però, scesa dal treno, di Alberto neanche lombra. Nessuna faccia familiare, solo pendolari che correvano come se stessero scappando da una svendita allIKEA. Emilia si trovò costretta ad accantonare le sue pesanti borse sullasfalto e cercò il telefono nella borsa (ovviamente, sempre quello in fondo).
Le ci vollero dieci squilli prima che Alberto, con voce più addormentata che confusa, rispondesse:
Mamma Oddio, scusami! Non ci avevo proprio pensato che oggi arrivavi. Io e Martina siamo saliti dai suoi a Bologna, e restiamo lì tutta la settimana. Guarda, veramente oggi hai fatto il viaggio per niente scusami. Non ci avevamo pensato, siamo partiti dimpulso senza avvertirti
Emilia sentì un nodo in gola. Qualche lacrima provò ad affacciarsi, ma lei rispose secca:
Va bene.
Fece un sospiro così lungo che potrebbe aver smosso le foglie dei platani vicini. Poi regalò le due borse ai senzatetto che bivaccavano allingresso della stazione; non ce lavrebbe mai fatta a riportarle indietro, e poi le braccia ormai le bruciavano come se avesse fatto la maratona di Roma. Non disse nemmeno una parola di rimprovero al figlio tanto, lui non avrebbe mai capito quanto aveva ferito il cuore della sua mamma. Emilia aveva messo anima e corpo nello crescerlo, e adesso il massimo che poteva sperare erano due parole al telefono ogni tanto.
Un mese dopo, la nuora la chiamò chiedendole se poteva occuparsi dei nipotini per un weekend intero perché dovevano andare al matrimonio di unamica. Stavolta, però, Emilia disse di no senza troppi giri di parole. Era stanca di essere ricordata solo quando tornava utile come babysitter, e basta. Anche a una nonna ogni tanto serve essere la protagonista, e non la comparsa che fa da tappabuchi.




