– Perché mi disprezzi così tanto? – Ho chiesto a mia suocera

Ho fatto le pulizie in casa: ho spazzato dappertutto e ho iniziato a lavare accuratamente i pavimenti. Mia suocera, però, ha rovesciato di proposito delle bucce di semi di zucca sul pavimento appena lavato. Lho guardata sconvolta. Era evidente che lo aveva fatto apposta.

Mamma, perché hai fatto questo? Ho visto che lhai fatto intenzionalmente!

Mia suocera mi ha fissata con disprezzo e ha risposto:

Lo rifarai! Non ti succede niente!

Soddisfatta del suo scherzo, si è risistemata sul divano. Io sono andata nellaltra stanza, ho preso scopa e paletta e ho ricominciato a pulire il pavimento.

Intanto mia suocera si è messa a leggere il Corriere della Sera, che aveva già sfogliato più volte durante la giornata.

Perché mi odi così? Cosa ho fatto per meritare che tu continui a prenderti gioco di me? Cucino per te, lavo i panni, tengo la casa pulita. Anche mia figlia ti aiuta sempre! Perché mi tratti così?, le ho chiesto tra le lacrime.

Ma lei non si è neanche voltata verso di me, né mi ha risposto. Ormai non mi aspettavo né scuse né spiegazioni.

Sono scoppiata a piangere. Ho finito di pulire i pavimenti e sono uscita dalla stanza. Poi sono andata a fare il bucato e infine al mercato di quartiere a comprare delle verdure.

Cera sempre tanto da fare in casa. Mentre lavoravo non pensavo troppo, e il tempo passava in fretta.

Mio marito è venuto a mancare molti anni fa, proprio quando nostra figlia aveva otto anni.

Subito dopo il funerale, mia suocera mi disse:

Resta qui con me! Non ti lascerò andare da nessuna parte! Non voglio che la gente a Firenze dica che ti ho cacciato.

Naturalmente ho accettato. In fondo, non avevo alternative. Mia sorella con i suoi due bambini viveva già con i miei genitori a Genova. Per me e mia figlia non cera spazio.

Avevo sperato che, nonostante il carattere difficile di mia suocera, avremmo trovato un modo per andare daccordo. Ma purtroppo, quel miracolo non è mai avvenuto.

In pubblico mia suocera si comportava normalmente con me, ma tra le mura di casa mi umiliava di continuo. Dovevo sempre fare ciò che lei voleva.

Sei proprio una sciocca! A chi vuoi che interessi una come te? Nessun uomo ti guarderà mai! Hai già una figlia! Resta qui con me e con Bianca! E quando morirò avrai la mia casa! Ma se non fai come dico io la lascio a qualcun altro, e tu resterai senza niente!

Avevo una grande paura che ciò accadesse, così ho accettato tutto e ho sopportato le sue angherie. Lho fatto solo per il bene di mia figlia.

E mia suocera non aveva alcuna intenzione di lasciarci. Aveva passato abbondantemente gli ottantanni, ma non si lamentava mai della salute. Spendeva la sua pensione 900 euro al mese solo per se stessa. Pretendeva che le comprassi i prodotti più buoni, freschi e di qualità.

Ho capito già da tempo che avevo commesso un errore, tanti anni fa. Non avrei dovuto accettare di restare con mia suocera. E ora, dopo tutti questi anni, sopporto le sue umiliazioni.

Mia figlia ora si sta laureando allUniversità degli Studi di Bologna. Ha un fidanzato col quale presto si sposerà. È un ragazzo gentile e generoso. Dopo le nozze andranno a vivere insieme. Spero tanto che mia figlia abbia successo nella vita.

Mi dispiace tanto per me e per la mia vita spezzata.

In fondo però, ho imparato che bisogna sapersi liberare dal passato e avere il coraggio di cercare la propria felicità. Nessuno ti regala rispetto; devi costruirlo giorno dopo giorno, credendo in te stessa e nelle persone che ami.

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