Metà della mia infanzia lho trascorsa, insieme a mia sorella gemella, in vari istituti per minori. Poi, quando mia zia la sorella di mia madre ha compiuto diciotto anni, ci ha prese con sé. In seguito, anche suo marito ci ha accolto come se fossimo figlie loro e oggi li considero i miei veri genitori. Li amo moltissimo e sono riconoscente per tutto ciò che hanno fatto per noi.
Per il nostro diciottesimo compleanno ci portarono nel centro di Firenze, davanti a un appartamento di tre stanze che un tempo apparteneva ai nostri genitori. Fino a quel momento lo avevano sempre affittato e ora ci proposero di venderlo e dividerci il ricavato, così da poter comprare ciascuna una casa propria. Lidea ci piacque subito. Era un appartamento ben tenuto e alla vendita ricavammo una buona cifra. Io decisi di comprare un bel bilocale, naturalmente facendo un mutuo che sono riuscita a estinguere in un anno. Poi ho iniziato la ristrutturazione e ho comprato i mobili, facendo tutto con grande attenzione alle spese.
I miei zii erano felici che fossi riuscito a sistemarmi, ma si preoccupavano per mia sorella e cercavano sempre di farle capire cosa fosse meglio per il futuro. Lei, invece di comprare subito casa, ha cominciato a spendere i soldi in dispositivi allultima moda, pranzi costosi e viaggi fuori dallItalia.
Alla fine mia zia perse la pazienza e la minacciò di cacciarla se non avesse acquistato un appartamento prima di sperperare tutti i soldi. Alla fine mia sorella si rese conto di non avere più abbastanza per acquistare una casa e così si mise a cercare una soluzione affittando.
Nel frattempo aveva un fidanzato e decisero di convivere per risparmiare. Io ero molto contento che si fosse finalmente dato una regolata. Dal canto mio, ho ottenuto una promozione al lavoro, aiutavo spesso i miei zii, sono andato in vacanza e ho conosciuto una ragazza davvero simpatica con cui avevo iniziato a progettare una convivenza.
Poco dopo linizio della relazione, ci siamo ritrovati tutti a casa mia e mia sorella mi ha annunciato che era incinta. Poi ha cominciato un lungo discorso su quanto fosse difficile trovare case in affitto a prezzi accettabili, soprattutto oggi che gli affitti a Firenze sono più alti degli stipendi Non capivo il senso del discorso finché non si è rivolta direttamente a me.
Regalami la tua casa, tra poco avrò una bambina, tu sei da solo e a casa della zia avresti comunque una stanza tutta per te disse mia sorella, Lucia.
Le ho risposto di no. Lei è scoppiata a piangere, ha preso il suo compagno ed è uscita.
Mi ha chiamato varie volte nei giorni seguenti per chiedere se avessi cambiato idea, ma io sono rimasto fermo nella mia decisione. Mi sono sudato ogni euro, ho passato mesi a sistemare la casa, ad arredarla pezzo per pezzo, e adesso avrei dovuto lasciar perdere tutto?
È stata lei a non pensare al proprio futuro e a non prendersi la responsabilità delle sue scelte.
Oggi ho imparato che amare un fratello significa anche lasciare che raccogli i frutti delle sue decisioni, anche quando è difficile. Devo pensare anche a me stesso e al valore dei miei sforzi.




