A poco a poco abbiamo portato lacqua potabile fino a casa sua, e infine pure il gas. Poi abbiamo sistemato ogni comfort moderno dentro quelle tre mura. Ma la vera sorpresa? Ho trovato la casa di mia zia su un sito immobiliare, mica per caso!
Mia zia Giuseppina ha la bellezza di settantotto anni e ben due sorelle. Una di queste è mia mamma, mentre laltra, la famosa zia Caterina, ha avuto più mariti che cambi darmadio: almeno dieci! Lultimo è passato a miglior vita dieci anni fa. Figli non ne ha mai avuti, ma di storie da raccontare ne avrebbe a valanghe. Lei e suo marito abitavano in una vecchia casa che avrebbe fatto ridere anche il più spartano: due camere e un bagno in cortile, versione country chic.
Il marito di zia Caterina era uno di quei tipi che si ricordano perché sanno farsi ricordare. Ogni due per tre eravamo da loro a sentirne una nuova. La sorella più giovane di mia zia stava in Svezia, ma con le telefonate restavano più vicine di quanto potrebbe fare un autobus extraurbano.
Dopo che lo zio ci ha lasciati, siamo dovuti andare ancora più spesso. Compravamo legna e carbone di tasca nostra, e tra una zappa e una ramazza, aiutavamo zia Caterina a tenere lorto in ordine. Lei, però, mai una volta ci ha offerto qualcosa in cambio. Tutte le volte le proponevamo di venire a star da noi a Bologna, ma figurati: Io? Cittadina? Piuttosto mi iscrivo in convento!
Pian piano, a forza di discussioni col comune e qualche raccomandazione, abbiamo portato lacqua corrente, installato il gas, e dotato la casa di tutti i comfort degni di una signora. Abbiamo rifatto il tetto e messo una bella stanzetta da bagno nel cortile, così la vita in campagna diventava quasi una vacanza. Per ringraziarci, zia Caterina ha promesso di lasciare la casa in eredità ai nostri figli (parola di zia, eh!).
Ogni volta che ci chiamava, si partiva subito. Poi, come nei migliori colpi di scena, è partita per la Svezia a stare dalla sorella minore. Mi domandavo: ma come mai, dopo anni di chiacchiere a mezzo telefono e pochi ponti di dialogo, ora sboccia questo amore fraterno? E la casa? Lasciatela lì per ora! ci ha detto lei, con la classica tranquillità da chi nasconde lasso nella manica.
Ho pensato che magari zia Caterina tornerà, tanto tra sorelle da un giorno allaltro cambia tutto. La sorella svedese ha una sua famiglia, marito e figlia grande. Vivono tutti sotto lo stesso tetto, altro che privacy italiana!
Avevamo ancora le chiavi della casa e abbiamo deciso di fare un salto nel weekend per controllare. Ovviamente la chiave non girava più nella serratura: cambiata! E, sul cancello, bella grande con la vernice bianca: Vendesi.
Una volta tornati a casa, ho cercato online e toh, che sorpresa! Casa di zia Caterina in bella mostra sul sito immobiliare, e chiamando lagenzia scopro che è già venduta per quasi duecentomila euro! Non ho avuto nemmeno il coraggio di telefonare a zia Caterina: ero troppo arrabbiata.
Se non fosse stato per tutti i soldi che ci abbiamo messo, la casa valeva meno di una pizza fredda. Un mese dopo, arriva la chiamata di zia: Ho venduto la casa e ho dato tutti i soldi alla nipote di mia sorella svedese. E ora? Ora non so proprio come guardare in faccia mio marito, che metà della spesa nella casa di zia era stata anche roba sua Non cè tragedia familiare che batta una buona telenovela italiana, alla fine!






