Promessa di amicizia: Il viaggio di Kirill e Denis tra lavoro, famiglia e destino, l’impegno verso Arianna e la nascita di una nuova vita dopo la tragedia

Promessa

Ricordo come fosse ieri quei giorni dautunno, quando guidavo sicuro lungo la strada provinciale, con il mio caro amico Giorgio seduto al mio fianco. Eravamo di ritorno da Firenze, dove il direttore ci aveva inviato per una breve trasferta di lavoro di due giorni.

Gio’, abbiamo fatto un lavoro incredibile, il contratto che abbiamo chiuso è di una somma enorme, il capo sarà al settimo cielo, dicevo io, Vittorio, con un sorriso soddisfatto.

Vero, siamo stati fortunati, annuiva Giorgio, collega e amico da tanti anni, lavoravamo insieme nello stesso ufficio, a Milano.

Che bello tornare a casa quando cè chi ti aspetta, dicevo, la mia Lucia è incinta, e soffre di nausea tutto il tempo. Mi dispiace per lei, ma abbiamo desiderato tanto un figlio, quindi mi ha detto che sopporterà tutto per il nostro bambino.

Un figlio è una benedizione, rispose Giorgio, io e Laura proviamo da anni, ma niente. Stiamo per fare una seconda prova con la fecondazione assistita, la prima è andata male…

Mi sono sposato tardi, a trentadue anni. Avevo avuto donne, ma mai nessuna mi aveva fatto perdere la testa. Quando incontrai Lucia, invece, mi innamorai subito, così profondamente che non vedevo più nessunaltra.

Presentai Lucia a Giorgio e, il giorno del matrimonio, lui fece da testimone. Ricordo ancora il suo sguardo, un misto di affetto e un pizzico di invidia: Lucia era graziosa, gentile, una ragazza di cui era facile innamorarsi.

La pioggia autunnale picchiettava sul parabrezza, i tergicristalli facevano il loro lavoro e chiacchieravamo spensierati, quando ricevetti la chiamata di Lucia.

Ciao amore, sì, stiamo arrivando, dovremmo essere a casa tra circa due ore. Come stai? Sempre lo stesso? Non sforzarti, appena arrivo faccio tutto io. Ti bacio, a dopo, tesoro.

Giorgio ascoltava, immaginava Lucia che mi aspettava, si preoccupava per me, pensava a Laura che invece non mi chiamava mai, sicura che non mi sarei mai staccato da lei. Laura era diversa, tutto al suo posto: lavoro e casa.

Allimprovviso, vidi che una camionetta stava venendo verso di noi a forte velocità, sbandai e sterzai di colpo. Impattammo con un palo dalla mia parte, la macchina volò fuori strada. Quando Giorgio riprese conoscenza, aveva un taglio alla mano e la testa gli doleva, la porta dalla sua parte era aperta. Guardò verso di me, ma io non mi muovevo.

Alcune persone accorsero, altre auto si fermarono. Giorgio lentamente riprese i sensi: era disteso sullerba umida, aspettavano lambulanza. Mi tirarono fuori dalla macchina e mi posarono sulla barella; Giorgio si chinò su di me e io, a stento, gli sussurrai:

Aiuta… Lucia…

Ci portarono in ospedale. A Giorgio riscontrarono una frattura al braccio e una forte commozione cerebrale, ma era vigile. Chiedeva di continuo:

E Vittorio? Come sta il mio amico?

Fu uninfermiera a dargli la notizia:

Vittorio non ce lha fatta…

Giorgio cadde in una tristezza profonda. Ai miei funerali non poté esserci. Laura andò e poi gli raccontò che Lucia piangeva disperata, non riusciva a credere di aver perso suo marito, a malapena reggeva davanti alla bara.

Dopo la degenza, Giorgio e Laura andarono al cimitero. Davanti alla mia tomba, Giorgio fece una promessa:

Stato tranquillo, amico mio. Tua moglie non la lascerò mai sola, farò come mi hai chiesto…

Due giorni dopo si presentò da Lucia; quando lei aprì la porta, scoppiò in lacrime.

Come posso vivere senza di lui? Non riesco a credere che Vittorio non tornerà mai più…

Lucia, ho promesso a tuo marito di aiutarti. Ci riusciremo insieme. Chiamami per qualsiasi cosa, verrò a trovarti.

Il tempo passava. Lucia, un po alla volta, riprese forze. Temeva che la gravidanza si interrompesse per il troppo dolore, il medico la metteva in guardia, ma Giorgio le faceva visita due volte a settimana, portava spesa dal supermercato, comprava vitamine, la accompagnava in clinica e ovunque avesse bisogno. Lucia non abusava mai della sua gentilezza, chiedeva aiuto solo quando necessario.

Giorgio, mi sento in imbarazzo, prendi troppo tempo per me.

Non mi pesa, soprattutto ho promesso a Vittorio.

Giorgio provava sentimenti confusi per Lucia. Era la donna che sempre aveva sognato, ma la situazione lo lasciava disorientato.

Mentre Lucia combatteva con la gravidanza difficile, Giorgio e Laura continuavano con analisi e visite mediche, grafici e delusioni… Linfertilità era una triste realtà per loro. Laura ignorava che il marito aiutasse Lucia; lui non le aveva mai spiegato niente. Nel telefono, Lucia era salvata come Beneficenza, sapendo che la moglie avrebbe potuto vedere le chiamate.

Dopo la seconda falla nel tentativo di avere un figlio, le tensioni dalla coppia crebbero. Laura pensava che la colpa fosse di Giorgio; lui ormai non pensava più nulla.

Laura si accorse che il marito aveva un comportamento strano, era distratto, a volte nervoso, usciva spesso per faccende. Un tradimento le sembrava improbabile: sotto quel profilo, lui non era distante.

Giorgio lo sapeva, la sua vita privata era complicata, ma in ufficio le cose andavano a gonfie vele. Tornò a lavorare al progetto che avevamo iniziato insieme, lo portò a termine, firmando un contratto di successo.

Intanto Lucia, man mano che la gravidanza avanzava, si sentiva sempre più debole. I suoi genitori erano rimasti lontani in Trentino, in città non aveva parenti. Mal di testa, gambe gonfie: sopportava tutto senza lamentarsi.

Un giorno Giorgio arrivò con la spesa e la trovò su una scala, intenta a mettere le tende nuove.

Ho appena pulito la finestra, disse sorridente, volevo sistemare le tende.

Scendi subito, ordinò Giorgio vedendo il pancione, se cadi mandi tutto allaria. Non scherziamo.

La aiutò a scendere, furono così vicini che Giorgio sentì i brividi corrergli sulla pelle.

Grazie, Gio’, ma si precipitò subito in bagno: la nausea tornava a tormentarla.

Giorgio tirò il fiato, si asciugò la fronte e pensò:

Vittorio, dove tu sia adesso, vedi tutto questo? Te la sei cercata, eri tu a chiedere il mio aiuto.

La volta seguente Lucia disse:

Giorgio, potresti aiutarmi ad arredare la cameretta? Dopo non avrò più energie. Ho visto delle belle carte da parati, mi piacerebbe metterle.

Così Giorgio si mise al lavoro. Non poteva lasciare Lucia, incinta, occuparsi del restauro da sola. Fecero le cose insieme per lo più era Lucia a consigliare e sostenere e alla fine la cameretta era pronta. Giorgio era combattuto tra due fuochi: da una parte la moglie triste e ossessionata dallinfertilità, dallaltra Lucia, prossima al parto.

Laura, intuendo che per salvare qualcosa doveva reagire, si lanciò nel lavoro, scriveva per riviste e un giorno le offrirono una rubrica in un famoso settimanale. Accettò subito per distrarsi dalla sofferenza. Il compenso era buono: tornò a casa felice, con la spesa ricca e due bottiglie di vino.

Che succede? Abbiamo da festeggiare? chiese Giorgio appena rientrato.

Sì, ho ricevuto un buon pagamento, finalmente un contratto atteso da tempo.

Sul televisore passava il loro film preferito, Laura cercava di riavvicinare il marito, e quella piccola festa era una delle sue iniziative. Sistemò tutto su un tavolino, stuzzichini, vino, poi si sedettero insieme a guardare la TV.

Improvvisamente squillò il cellulare di Giorgio. Laura curiosa lesse Beneficenza sullo schermo e Giorgio si ritirò in cucina.

Che succede? bisbigliò lui.

Giorgio, scusami, ma credo che stia per nascere… Ho già chiamato lambulanza.

Ma è troppo presto.

Siamo a sette mesi… Può succedere, la sentirono parlare a fatica, tra i dolori.

Va bene, arrivo subito in ospedale.

Si vestì in fretta, Laura osservava preoccupata.

Te ne vai adesso?

Sì, devo andare. È il direttore, mi ha chiamato per questioni urgenti di beneficenza… te lo spiego dopo. Fidati.

Ma Laura non gli credette.

Quale beneficenza, quale direttore? Giorgio mi prende in giro.

Giorgio uscì di corsa, si mise in macchina e partì per la clinica, non vicino. Appena arrivato seppe che Lucia era già lì. Aspettò ore prima che uninfermiera lo informasse che Lucia aveva dato alla luce un maschietto. Tirò un lungo sospiro e andò a casa, esausto, con un pensiero rassicurante:

Grazie al cielo, tutto è andato bene. Mi sono preoccupato tanto.

Laura non dormiva, appena mi vide lo scrutò con uno sguardo duro, notando la sua stanchezza.

La tua beneficenza ti ha davvero sfinito, sibilò ironica.

Giorgio si lasciò cadere sul divano, senza neanche togliersi il cappotto.

Sì, Laura. Sì… Lucia ha appena partorito un figlio, ho promesso a Vittorio che sarei stato al suo fianco. Lei è sola.

Ecco, adesso ho capito tutto… disse piano Laura, ora il prossimo passo sarà aiutare Lucia con il neonato, giusto?

Giusto, rispose Giorgio con sincerità.

Bene… mi conosci, io non lo accetterò. Non permetterò che tu dedichi il tuo tempo a un figlio che non è nostro, specie visto che noi non ne avremo più. Chiederò il divorzio. E magari troverò un altro uomo con cui mettere su famiglia.

Giorgio la guardò sorpreso, capendo che lei lo riteneva responsabile della loro infertilità.

È una tua scelta. Non mi giustifico. Devo aiutare Lucia e il bambino.

Passarono mesi. Laura avviò la separazione e Giorgio si trasferì da Lucia, aiutandola con il piccolo Antonio. Col tempo si sposarono, e dopo due anni nacque anche una figlia.

Grazie per aver letto questo ricordo, per il vostro affetto e sostegno. Che la vita vi sorrida!

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