Ciao, tesoro, ti racconto un po quello che è successo con Lorenzo e Ginevra, così ti senti un po più vicina a loro.
Lorenzo, stanco della vita frenetica di Milano, ha proposto a Ginevra: Che ne dici di tornare a vivere in un paesino? Qui laria è più pulita, e chissà, magari potremmo anche farci un bimbo. Ginevra, sorpresa, ha risposto: Non ci credo, ma ieri stesso ho pensato che potrei tornare a insegnare nella scuola del nostro villaggio. Magari cambiare ambiente ci aiuta davvero. Lorenzo, con un sorriso, ha detto: Sei la mia gioia, è deciso!.
Lorenzo e Ginevra si sono sposati quattro anni fa. Dopo la laurea, Ginevra è venuta a vivere con lui in campagna e ha iniziato a insegnare nella scuola locale. Lì è sbocciato un grande amore tra loro, e poi si sono sposati. Dopo un anno di vita in paese, la madre di Ginevra si è gravemente ammalata, così hanno dovuto trasferirsi di nuovo a Milano. Un anno fa, la mamma è venuta a mancare.
Lorenzo e Ginevra vivono sereni, si amano tantissimo, ma cè una nuvola: non hanno ancora figli, e entrambi lo desiderano. Ginevra si è fatta visitare, ma i dottori dicono che sta tutto bene.
Così hanno impacchettato in fretta, noleggiato un furgone e sono tornati al villaggio, nella casa della suocera Rosetta, che viveva sola.
Grazie al cielo, ha esclamato Rosetta con le mani alzate, non avete cambiato idea per sempre! E finalmente ho sentito le mie preghiere esaudite. Ci ha invitato: La stanza è libera, accomodatevi, cè posto per tutti; qui siamo sempre stati una famiglia, anche se mio figlio Lorenzo è partito lanno scorso mi manchi tanto, ma ora siete di nuovo qui.
Lorenzo ha trovato lavoro in una piccola officina del paese, ben accolta da tutti, e Ginevra è tornata a insegnare. Buongiorno, Prof.ssa Ginevra, ha salutato il preside della scuola, Federico, che bello rivederti, cè ancora un posto, perché non tutti vogliono trasferirsi in campagna.
Venerdì sera Rosetta ha organizzato una cena a casa sua, sapendo che i vicini, gli amici di Lorenzo, gli alunni e i loro genitori sarebbero venuti. Tutti erano felici di rivedere Ginevra, che nel paese tutti chiamavano Ginevritta. Il più contento di tutti era Sergio, il vecchio compagno di bevute che Ginevra aveva aiutato a smettere di bere, tirandolo fuori dal fondo della bottiglia. Nessuno credeva che avrebbe davvero smesso, ma Ginevra gli ha dato una mano e lui, appena entrato nella casa di Rosetta, ha abbracciato Lorenzo e il fratello più grande, dimenticandosi persino di salutare.
Lorenzo, è vero? Ho sentito in tutto il paese che siete tornati a vivere qui con Ginevritta. È una sorpresa, perché tu sei del posto e lei è una prof di città!
Lorenzo ha annuito, e Sergio è corso dentro, ha preso Ginevra per mano, lha girata qualche volta e lha posata sul pavimento. Ginevritta, Ginevritta, che gioia vederti! ha esclamato.
Lorenzo, appoggiato alla porta, ha sorriso: Adesso ho capito tutto, vi aspetto a casa nostra. Veretta sarà felice. Devo correre, ho promesso di stare con la moglie e la figlia. Domani vi aspettiamo, non mancate! con un gesto ha salutato e se nè andato.
Non beve più? ha chiesto Ginevra a Rosetta.
No, non lo fa più da un attimo. Ama sua figlia, ormai quasi due anni la tiene in braccio.
Come si chiama la bambina?
Ginevra, non è difficile da indovinare, ha risposto Rosetta ridendo. E per te, cara, perché eri sempre al suo fianco. Sergio ha confermato: Ho dimenticato comera, ma tu lhai cresciuta come una seconda madre, nessuno credeva potessi farne una brava persona.
Il giorno dopo Ginevra e Lorenzo sono andati a trovare Sergio. Sua moglie Vittoria era già impegnata a preparare la tavola, e dalla stanza più piccola è uscita una piccola bambola con riccioli come quelli di Sergio, occhi azzurri e guance paffute. Guarda un po, chi è arrivata, ha detto Sergio, lui è lo zio Lorenzo e la zia, come te, è Ginevritta. Ginevra ha preso la bambola e se lha data a Ginevritta. La bambina lha stretta, ha afferrato la mano di Ginevra e lha portata nella sua stanza.
Sì, Lorenzo, hai trovato la tua sposa, ha scherzato Sergio, le piacciono le cose semplici, ma il tuo cuore è puro.
Sono arrivati anche altri parenti di Sergio e Vittoria; intorno a otto persone si sono sedute a tavola, poi sono arrivati altri abitanti del paese, perché quando cè una festa in campagna, la gente non manca mai. Ognuno ha portato torte, marmellate, sottaceti, qualche bottiglia di vino e chi ha anche tirato fuori la sua fisarmonica. Latmosfera era allegra nella casa di Sergio.
Sergio si è alzato per fare un brindisi: Un bicchiere per Lorenzo e Ginevritta. Non ha bevuto, perché tutti sanno che lui ormai non beve più. Ha continuato: Io devo tutto a Ginevritta, perché senza di lei la mia vita era un nulla. Molti chiacchieravano alle mie spalle quando andavo a casa dellinsegnante: Ecco di nuovo il ragazzo della prof, non si vergogna, è una giovane donna istruita! Ma non sapevano che tra uomo e donna ci può essere anche una vera amicizia, pura e sincera. Ha raccontato anche del suo amore segreto per Vittoria, che nessuno conosceva.
Poi ha ricordato il primo giorno in cui Ginevritta gli aveva chiesto aiuto per costruire dei casolari per gli uccellini, e lui, con la promessa di restare sobrio, li aveva fatti. Mi è sembrato di avere un compito importante, ma temeva di deludere, così ho sempre evitato di bere. Ha proseguito raccontando che Ginevritta lo aveva incoraggiato a fare il corso per autista, gli aveva trovato lavoro, e da allora ha vissuto una vita sobria.
Io credo che Dio mi abbia messo sulla strada giusta, perché grazie a Ginevritta ho ritrovato la luce, ha detto Sergio, lei è stato il mio angelo custode. Tutti hanno applaudito.
Il tempo è passato. Lorenzo lavora in agricoltura, Ginevra insegna e si prende cura dei bambini. Un giorno Ginevra è tornata a casa pallida, con le gambe che le tremavano. Ginevritta, che succede? ha chiesto Rosetta. Non so, mi sento debole, nausea. Rosetta ha intuito subito: Stai aspettando un bimbo, vero?
Non lo so più, ha risposto Ginevra. Ma proviamo domani a fare gli esami. Il medico di zona ha confermato: Avete un bambino in arrivo, congratulazioni!. Lorenzo, tornando dal lavoro, è rimasto a bocca aperta vedendo la moglie felice, lha abbracciata e ha esclamato: Evviva, non serve nemmeno chiedere, il tuo sorriso lo dice tutto!.
Pochi giorni dopo la hanno portata in ospedale di provincia; Ginevra ha dato alla luce un maschietto. La mattina successiva Rosetta, seduta su una panchina del villaggio, ha guardato il neonato e ha detto: Mamma, è tutto perfetto, Ginevritta ha avuto il suo bambino. Il piccolo ha chiesto: Mamma, è normale amare così tanto? e Rosetta ha risposto: Certo, quando ami davvero, perdi la testa. Poi ha aggiunto: Portiamo Ginevritta e il piccolo a casa, io li aiuterò.
Qualche tempo dopo Ginevra ha avuto anche una bambina, chiamata Ginevra, e tutti hanno festeggiato. Lorenzo ha finito gli studi a distanza e ora è agronomo capo. Le hanno proposto a Ginevra di diventare direttrice della scuola, ma lei non è sicura di voler accettare.
Ecco, amica mia, questa è la nostra piccola storia di ritorni, di speranze e di amore che non smette mai di sorprenderti. Un abbraccio forte!




