Quando Giulia scoprì di essere incinta, la sua famiglia rimase di stucco. Lidea che stesse con qualcuno che, a loro dire, sarebbe sparito nel nulla entro breve, non li faceva dormire la notte.
Giulia era una ragazza come tante di Bologna, cresciuta in una famiglia “così-così” – mamma, patrigno che alla fine si è rivelato molto meglio del padre biologico, e tanti pranzi di domenica rumorosi. I genitori la sostenevano in tutto: Giulia non aveva mai dubbi di essere amata, e su di loro poteva sempre contare, almeno fino al primo fidanzato. Dopo il diploma, aveva preso la maturità, ma il suo inglese lasciava parecchio a desiderare, quindi luniversità sembrava una meta lontana come la luna.
Così, la nostra eroina decise che delle ripetizioni private le avrebbero evitato figuracce internazionali. Dopo vari annunci, scelse Idrissa, ragazzo venuto dal Senegal per studiare a Bologna. Idrissa parlava inglese come un lord e da anni dava lezioni private per arrotondare qualche euro. Allinizio, per Giulia, imparare linglese era un incubo peggio che la sveglia del lunedì, ma col tempo cominciò a vedere Idrissa con occhi diversi. E prima che qualcuno potesse dire pasta e fagioli, i due erano inseparabili.
La notizia della gravidanza di Giulia fu un fulmine a ciel sereno per la famiglia. Pensavano solo che alla fine si sarebbe ritrovata sola con un bebè e che quel bambino, così particolare sotto tanti aspetti, avrebbe attirato troppi sguardi curiosi tra i banchi dellasilo bolognese.
Non appena prese la laurea, Idrissa dovette davvero tornare in Senegal, ma mantennero il contatto: telefonate, videochiamate su WhatsApp, e tanta nostalgia che quasi si poteva affettare col coltello. Giulia partorì una bellissima bimba, ma la freddezza della famiglia era tale che alla fine decise di seguire Idrissa in Africa, pur di stare tutti insieme.
LAfrica però si rivelò più impegnativa del previsto. Il clima da sudata perpetua non era per loro se fosse stato per Giulia, avrebbe barattato tutto il fufu del mondo per una granita siciliana, senza pensarci due volte. Così fecero le valigie e tornarono a Bologna. Col tempo arrivò unaltra bambina. La famiglia continuava a tenere il muso, ma Giulia non aveva intenzione di abbandonare Idrissa per rincorrere lapprovazione di nessuno. Adesso sognano il Canada: sperano che lassù, tra neve, sciroppo dacero e qualche italiano nostalgico, trovino finalmente un po di tolleranza e magari qualcuno che non faccia troppe domande strane.






