Paolo era un ragazzo semplice, senza brutte abitudini. Quando compì venticinque anni, i suoi genitori gli fecero un regalo importante: lo aiutarono a pagare la prima rata del mutuo, così poté finalmente acquistare un appartamento a Milano e vivere da solo. Paolo lavorava come programmatore, conduceva una vita tranquilla e preferiva stare lontano dalle persone.
Per combattere la solitudine, decise di adottare un gattino. Il piccolo aveva un difetto alle zampe anteriori. Chi possedeva la madre del gattino voleva sopprimerlo, ma Paolo si commosse e lo prese con sé. Lo chiamò Bello. Da quel giorno vissero sereni insieme: Paolo correva a casa dopo il lavoro per abbracciare Bello, che lo aspettava davanti alla porta con occhi pieni di affetto.
Col tempo, Paolo iniziò a frequentare una ragazza dellufficio. Si chiamava Elettra, ed era determinata: conquistò subito Paolo e nel giro di poche settimane si trasferì da lui.
Ma Elettra non sopportava Bello. Gli chiese subito di sbarazzarsene, Paolo si oppose e spiegò che per lui quella piccola creatura era importantissima. Elettra insistette, sostenendo che la presenza del gatto rovinava la loro immagine: agli ospiti non piacevano le sue zampe storte. Paolo si sentiva diviso tra Elettra e Bello, li amava entrambi.
I genitori di Paolo non gradivano Elettra. La trovavano arrogante e poco educata. Gli consigliarono di non affrettare le cose e aspettare prima di legare la sua vita a lei.
Quando i genitori di Elettra vennero a trovarli, Paolo capì di non voler un futuro con quella famiglia. Appena il padre di Elettra vide Bello sulla soglia, scoppiò a ridere, chiamandolo “strano”. Paolo difese il suo gatto. Ma durante tutta la serata, Elettra e suo padre si divertirono prendendosi gioco della bruttezza di Bello e suggerendo mille modi per liberarsene. Anche la madre di Elettra si unì alle risate.
Il giorno dopo, Paolo tornò da lavoro e Bello non cera più. Chiese spiegazioni a Elettra che, con indifferenza, gli disse di aver portato il gatto in una clinica veterinaria e di averlo lasciato lì.
Paolo si precipitò a cercare Bello. Lo cercò per ore, senza perdere la speranza. Dopo cinque lunghe ore, lo trovò: Bello si rifugiò tra le sue braccia, felice che il suo padrone fosse venuto a salvarlo. Quella sera, Paolo tornò a casa e chiese ad Elettra di fare le valigie e andarsene. Non voleva vederla mai più: il suo comportamento lo aveva disgustato.
La mattina dopo Elettra se ne andò, in silenzio e rassegnata. Non avrebbe mai immaginato che il gatto potesse contare più di lei. Ora Paolo e Bello vivono insieme, ed il gatto è sempre felice di accogliere il suo padrone ogni sera.





