Quando è tornato dal lavoro, il gatto non c’era più: La storia di Patryk, il giovane programmatore milanese che difese il suo micio Princìpio, unico e speciale, contro la durezza degli altri e scelse il vero affetto.

Guarda, ti devo raccontare questa cosa che è successa a Lorenzo. Ti ricordi di lui, no? Un tipo tranquillo, senza vizi, proprio uno che non dà mai di matto. Allora, al compimento dei 25 anni, i suoi genitori gli hanno fatto un regalo pazzesco: lo hanno aiutato con i soldi per la prima rata del mutuo e così si è preso un piccolo appartamento a Bologna. Da quel momento ha cominciato finalmente a vivere da solo.

Lorenzo lavora come programmatore, fa il suo, però tiene una vita molto riservata, non è uno che esce o si vede con tanta gente. A un certo punto però inizia a sentire un po la solitudine e decide di adottare un gattino. Il piccolo aveva i problemi alle zampette davanti. La famiglia che aveva la mamma del gattino voleva portarlo dal veterinario per sopprimerlo, ma Lorenzo proprio non ce la faceva e se lè preso lui. Gli ha dato il nome Belloccio, per il suo sguardo tenero, anche se un po buffo. Si sono affezionati subito luno allaltro: Lorenzo tornava di corsa dal lavoro per stare con Belloccio e lui lo aspettava sempre per terra davanti alla porta.

Dopo qualche tempo, Lorenzo si mette insieme a una ragazza dellufficio: una che si chiamava Giulia, veramente tutta pepe. In meno di un mese si trasferisce a casa sua. Però, appena entra, si vede che non sopporta proprio Belloccio, e subito chiede a Lorenzo di darlo via. Lorenzo non ci pensa nemmeno, le spiega che per lui quel gatto è come una famiglia, non si può separare.

Giulia però insiste di continuo e lo pressa: Dobbiamo trovare una soluzione, Lorenzo, non posso vivere con quel gatto strano! Gli dice che la presenza di Belloccio rovina latmosfera quando vengono gli amici perché le sue zampe fanno impressione a tutti. Lorenzo era davvero tra lincudine e il martello, li voleva bene a entrambi.

Poi, tra parentesi, i genitori di Lorenzo proprio non apprezzavano questa storia. A loro Giulia sembrava troppo arrogante e sgarbata, e gli raccomandavano di non affrettarsi a sposarsi, che dovesse riflettere bene prima di fare passi importanti.

La goccia che fa traboccare il vaso arriva quando vengono i genitori di Giulia a cena da loro. Appena il papà di Giulia entra e vede Belloccio, inizia a prenderlo in giro chiamandolo mostriciattolo. Lorenzo lo difende, ma per tutta la sera Giulia e suo padre, con la madre che rideva assieme a loro, non facevano altro che ridicolizzare Belloccio e inventarsi mille modi per liberarsene. Sembrava che si divertissero più a parlare del gatto che a fare la cena.

Il giorno dopo, quando Lorenzo torna dal lavoro, non trova Belloccio da nessuna parte. Chiede a Giulia che fine abbia fatto, lei gli dice che lha portato in una clinica veterinaria e lha lasciato lì. Lorenzo è sconvolto, esce subito e si mette a cercarlo disperatamente. Gira per Bologna per cinque ore, campanello dopo campanello alla fine, lo trova. Belloccio gli salta tra le braccia, si mette a fare le fusa: sembravano fatti luno per laltro.

Quando tornano a casa, Lorenzo non ci pensa due volte: dice a Giulia di prendere le sue cose e andare via, che non vuole più vederla. Ormai gli faceva solo schifo la situazione, non sopportava più il modo in cui lei trattava il gatto.

La mattina dopo Giulia se ne va, in silenzio, arrabbiata e mortificata. Non si sarebbe mai aspettata di essere messa alla porta per colpa di un gatto. Da allora Lorenzo e Belloccio vivono insieme, e lui è felice: ogni giorno Belloccio lo aspetta davanti alla porta per dargli il benvenuto appena torna dal lavoro.

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Quando è tornato dal lavoro, il gatto non c’era più: La storia di Patryk, il giovane programmatore milanese che difese il suo micio Princìpio, unico e speciale, contro la durezza degli altri e scelse il vero affetto.