8 giugno 2023
Questa mattina, salendo sullaereo per volare a Roma insieme alla mia cara moglie, non pensavo di dover scrivere qualcosa di così assurdo nel mio diario. Avevamo organizzato da tempo questo viaggio per andare a trovare dei parenti nella capitale e, per non avere complicazioni, avevo acquistato con largo anticipo due biglietti con posti vicini e accanto al finestrino.
Sapevo bene che i sedili della nostra fila erano tre in ogni lato, così avevo scelto con attenzione i nostri due posti lasciando il terzo, quello più esterno, libero.
Appena siamo saliti a bordo, ho subito notato che i nostri posti erano già occupati. Ho controllato il mio biglietto più volte: tutto risultava corretto, i numeri combaciavano. Su uno dei due posti era seduta una donna e sullaltro cera un bambino, avrà avuto cinque anni. Apparivano molto tranquilli, perciò allinizio ho pensato a un equivoco.
«Mi scusi, ma questi sarebbero i nostri posti,» ho detto con garbo.
La donna si è girata a guardarci e, con totale indifferenza, ci ha risposto: «Mio figlio vuole stare vicino al finestrino. Chi prima arriva, meglio alloggia. Non abbiamo intenzione di spostarci. Potete tranquillamente sedervi nei posti centrali, tanto sono vuoti.»
A quel punto ho cercato di mantenere la calma e le ho ribadito che quei posti li avevo scelti e pagati appositamente. Non volevo fare scenate. Ho insistito con cortesia: «Mi dispiace, signora, ma abbiamo diritto a sederci qui. Può gentilmente lasciare i nostri posti? Non creiamo disagio agli altri passeggeri.»
Lei, infastidita, ha replicato: «Non vede che mio figlio sta male, se lo sposto adesso fa i capricci! Non avete figli? Siete adulti, fate un gesto di gentilezza.»
Io e mia moglie ci siamo guardati e abbiamo deciso di evitare discussioni inutili. Così abbiamo chiamato il personale di bordo. Solo dopo lintervento del giovane steward, la signora e il piccolo si sono finalmente alzati e hanno raggiunto i propri posti assegnati.
Mi sono chiesto: se davvero desiderava un posto al finestrino per il figlio, perché non acquistare quello giusto per tempo come abbiamo fatto noi? Questa è pura furbizia tutta italiana!
Alla fine, il personale è stato molto bravo a risolvere rapidamente la situazione, che altrimenti avrebbe rischiato di degenerare e rovinare il viaggio a tutti. Addirittura diversi passeggeri ci hanno mostrato solidarietà: era chiaro che non volevamo litigare, ma solo difendere un nostro diritto in modo civile.
Quello che davvero non comprendo è come alcune persone, solo perché viaggiano con dei bambini, si sentano autorizzate a pretendere privilegi. Anche noi abbiamo figli, ma mai ci sogneremmo di occupare il posto di qualcun altro o passare avanti sulle regole.
Alla fine, il volo è proseguito serenamente e posso dire di aver imparato qualcosa: la cortesia e la ragionevolezza fanno molta più strada che la prepotenza. Spero che la signora, la prossima volta, abbia cura di riservare per tempo i posti e si ricordi che tutti abbiamo gli stessi diritti, anche quando viaggiamo con i nostri bambini.






