La mia suocera si è offerta di aiutarci con i bambini durante lestate. Ora che è in pensione ha un sacco di tempo libero, quindi abbiamo accettato con piacere. Io e mio marito lavoriamo entrambi e con tre figli in casa, sembriamo dei funamboli alle prove generali per il circo. Vacanze vere? Solo nei sogni più arditi: di solito riusciamo a prenderci qualche giorno alternato giusto quando uno dei bimbi si ammala o cè qualche recita o emergenza scolastica. Ogni tanto, con un allineamento astrale favorevole, scappiamo per un weekend fuori, ma più spesso finiamo a fare la spesa al supermercato come avventura romantica.
Da tre anni abbiamo acceso un mutuo ventennale: non ce la facevamo più a vagare da un affitto allaltro come delle valigie. Così ora paghiamo una rata mensile bella corposa pur di avere un tetto finalmente nostro. Peccato che per una vacanza al mare dobbiamo aspettare di vincere alla Lotteria Italia, perché il mutuo ci lascia giusto quei due spicci per il gelato allangolo. E visto che la scuola destate chiude e non esistono zii o cugini liberi, lidea che i nostri figli siano custoditi al sicuro a casa loro dai nonni è lunica consolazione (oltre allaria condizionata, benedetta sia).
Quando si avvicina lestate e facciamo la spedizione da mamma di mio marito a Firenze, di solito portiamo con noi buste piene di spesa e qualche busta di euro per consentirle di viziare i bambini con qualche bombolone in più. Mia suocera non spende mai dei suoi per i nipotini, ci tiene molto a sottolineare che la sua pensione non le permette follie. Gli euro glieli diamo in contanti: molto più economico del pagare una baby-sitter e in fondo tutti sembrano contenti del patto.
Il problema? Il fratello di mio marito, Alessandro, pure lui padre di tre terremoti, ha pensato che portare anche i suoi figli a casa della nonna fosse unidea geniale. Peccato che i suoi siano più piccoli e allegri come una banda di cinghialetti, quindi la nonna deve corrergli dietro giorno e notte (una specie di versione casalinga dei Giochi senza frontiere). Solo che Alessandro non porta mai né una vaschetta di tortellini né un euro per i suoi, nemmeno per sbaglio. Chi ci pensa alle merende? Sempre io e mio marito, con grande allegria del nostro portafogli.
Capisco benissimo come ti senti. Anche io ho pregato più volte mio marito, Matteo, di parlarne con suo fratello, ma lui niente: Non voglio creare discussioni!. Ma perché devo sgobbare io per mantenere i figli di un altro? Qual è il modo migliore per affrontare la cosa senza scatenare una guerra dei cuginetti di Ferragosto?






