La moglie ha scoperto la verità troppo tardi
È questo che stai cercando? gli porse la lettera con unirritante calma.
Nicola impallidì.
Giulia, tu… non fraintendere… Stefano Questa cosa
E cosa non dovrei pensare, Nicola? Che la madre di mio marito è viva e sta in carcere? Che mi avete sempre presa per una povera ingenua?!
Come sarebbe, un mese? Giulia, avevamo detto che fino allautunno stava tutto a posto!
Il piccolo appena ha iniziato lasilo, io ho trovato lavoro proprio qui vicino…
Cosè successo?
Paghiamo puntuali, siamo tranquilli…
Non è per voi… Giulia esitò. Devo tornare nel mio appartamento.
Perché? Hai litigato con tuo marito?
Non farmi altre domande, per favore.
Esattamente un mese da oggi!
Calcolo di nuovo laffitto, restituisco la caparra.
Scusami…
Giulia chiuse la chiamata e tremò leggermente. Desiderava solo mettere la parola fine a quellincubo…
***
Giulia non riusciva a staccare gli occhi dalla busta sul tavolo della cucina.
Una semplice busta, che pochi minuti prima aveva pescato dalla cassetta delle lettere insieme a pubblicità e alla bolletta del gas.
Stefano di solito andava lui a recuperare la posta, ma oggi era capitato a lei…
Il timbro postale. Lindirizzo di ritorno. Casa circondariale di San Vittore.
E il nome del mittente: Lodovica Bernardini.
Quel nome Giulia laveva sentito qualche volta da Stefano era il nome di sua madre. Sua suocera, che Giulia non aveva mai visto.
Mai avrebbe pensato che la donna che aveva messo al mondo suo marito fosse ancora viva.
Non ho nessuno al mondo, Giulia aveva detto Stefano al terzo incontro, quando sedevano in quel bar sperduto per ripararsi dalla pioggia. Mio padre è sparito prima che io nascessi, mai conosciuto.
E mamma… mamma è morta quando avevo ventanni. Il cuore. Quindi sono sempre stato come una foglia al vento.
Davvero solo? Giulia allora aveva dovuto trattenere le lacrime. Nessuna zia, nessuno?
Qualcuno sperduto in Sicilia, ma non ci siamo mai frequentati.
Così va meglio, sai? Niente drammi, niente pranzi forzati la domenica dalla suocera. Solo tu e io.
Aveva pensato:
Dio, che uomo forte. Ha passato tanto, eppure non è diventato cinico…
Laveva avvolto in una cura e unattenzione quasi materna, come a compensare tutto lamore che gli era mancato.
Poi il matrimonio, sobrio, solo per pochi intimi.
Dalla sua parte i genitori e due amiche. Per Stefano, solo Nicola, lamico dinfanzia, che quella sera si era tenuto sulle sue e evitava lo sguardo di Giulia.
Lei aveva attribuito tutto alla timidezza. Ora sapeva che Nicola aveva solo paura di lasciarsi scappare troppo.
Ma dovè sepolta? aveva chiesto Giulia mezzo anno dopo le nozze. Potremmo andare a sistemare la tomba… E pur sempre tua mamma…
Stefano aveva avuto una reazione scattosa. Sera girato, aveva aggiustato nervosamente il colletto della camicia.
Sta lontana, Giulia. Fuori città. Un vecchio cimitero quasi chiuso.
Vado io a sistemare. Non ci pensare. Non voglio portarci nessuno, è un luogo pesante.
Pensiamo piuttosto ai vivi, va bene?
E lei ci aveva creduto. Sciocca!
***
La porta si aprì, Giulia scattò e nascose la busta nel cassetto del tavolo, sotto una pila di scontrini del supermercato.
Ciao amore! la voce di Stefano dallingresso era allegra come sempre. Come sta il nostro campione? Oggi ha fatto il matto?
Entrò in cucina, le si avvicinò, cercò di baciarle la testa ma Giulia si tirò indietro distinto.
Che hai? Sei stanca? lui la fissò, preoccupato. Non ti ha fatto dormire nemmeno stanotte Davide?
Dai, mi cambio e lo porto a fare una passeggiata. Tu riposati.
Preparo io la cena.
Lascia stare, non ho fame. Stefano, è arrivata la posta oggi
Per un attimo rimase sospeso, una frazione di secondo, che però Giulia colse.
Ah sì? E che cera? Bollette ancora?
Bollette. Un po di pubblicità. Tutto lì.
Si rilassò, fece un gran sospiro.
Allora bene! Vado a lavarmi le mani e corro dal piccolo. Mi è mancato tantissimo.
Giulia lo fissò di spalle. Luomo con cui aveva condiviso una casa, anni, la vita intera, le stava mentendo in pieno.
E mentiva così a cuor leggero, da far venire la nausea.
Considerami un orfano, diceva.
E dal carcere di San Vittore scriveva Lodovica Bernardini.
Ma per che cosa? Aveva ucciso qualcuno? Rubato? Truffato? E quanto le restava da scontare?
Giulia si vide già la scena: tra uno o due anni qualcuno suona alla porta, e lei si trova davanti una donna dagli occhi duri, con le ombre del passato addosso.
Che dice: Buongiorno, figlio mio. Buongiorno, nuora. Il mio nipotino dovè? Ora vengo a vivere con voi!
Giulia non temeva per sé, ma tremava per Davide.
Come crescerà con una nonna ex detenuta?
Come si fa a lasciare un bambino con una criminale?!
Giulia, vuoi un tè? urlò Stefano dal salotto. Al supermercato ho trovato lofferta sui pannolini, cera il volantino nel cassetto. Bisogna prenderli domani.
Non rispose. Ormai aveva già aperto lapp della banca per controllare il saldo sul suo conto personale.
I soldi bastavano per un po. Lappartamento in un altro quartiere era libero dal prossimo mese. Limportante era tenere duro e non farsi scoprire.
***
Stefano era uscito per andare al lavoro, dopo aver riempito Davide di baci e promesso un rientro presto.
Giulia assisteva a quella scenetta con disgusto crescente. Come si può mentire così spudoratamente? Certe cose non si nascondono!
Appena sola, riprese la lettera. Le sue mani tremavano, era tentata di aprirla subito. Ma aveva paura.
Chissà, se la leggeva forse non avrebbe più avuto la forza di andarsene. Magari cera scritto qualcosa di…
No, si disse decisa. Non importa cosa cè scritto. Mi hai mentito per quasi due anni!
Qualcuno suonò alla porta. Giulia sussultò. Chi poteva essere?
I genitori avvisavano sempre prima. Amiche? Guardò dallo spioncino sul pianerottolo cera Nicola.
Si muoveva nervoso, si guardava costantemente attorno verso lascensore.
Giulia aprì.
Nicola? Stefano è al lavoro.
Lo so, Giulia… Nicola infilò le mani in tasca, in imbarazzo. Passavo di qui. Credevo Stefano avesse lasciato le chiavi del garage a casa?
Diceva che dovevano stare sul mobiletto.
Le chiavi? lei alzò un sopracciglio. Sul mobiletto non cè niente. Nemmeno in ingresso. Sei sicuro le abbia lasciate qui?
Così diceva… Senti, Giulia, Stefano mi aveva detto di recuperare qualcosa dalla posta. Sono andato a vedere ma non cera niente. Non avresti preso tu la posta oggi?
Lho presa io. Perché?
Nicola deglutì a fatica.
Così Aspettiamo un avviso per dei pezzi di ricambio, Stefano mi ha detto di controllare se fosse arrivato qualcosa.
Giulia tornò in cucina senza fretta, prese la busta grigia dal tavolo e la portò sulla soglia.
È questo che cerchi? gli tese la lettera.
Nicola sbiancò.
Giulia, tu… non fraintendere Stefano non è come pensi…
Cosa non dovrei pensare, Nicola? Che la madre di mio marito è viva e in galera, e che mi avete presa per una scema?
Che ho fatto un figlio con uno che non so nemmeno da dove viene?
Giulia, lui voleva solo il meglio! Nicola parlava agitato, quasi sottovoce. Desiderava una vita normale, senza tutto questo disastro.
Sua madre Lei è una persona difficile, Stefano ne ha passate tante che non puoi nemmeno immaginare.
Non lo ha fatto per cattiveria, credimi. Lha tagliata fuori per non spaventarti.
Tagliata fuori? Giulia rise amaro. Come si fa a cancellare la madre? E così, pure mentendo.
Mi ha tolto il diritto di scegliere! Dovevo saperlo in che famiglia entravo.
Quale famiglia! Nicola fece un gesto di spalle. Di famiglia non cè niente. Solo lei e i suoi affari oscuri.
Giulia, dai la lettera, ti prego. Non lhai letta, vero? La do a Stefano, sarà lui a spiegarti.
Via Nicola, disse Giulia a bassa voce. E la lettera non te la cedo. È indirizzata a Stefano Bernardini: la riceverà da me. Di persona.
Chiuse la porta in faccia a un Nicola sconcertato.
***
Il giorno scivolò via come in una nebbia. Giulia accudiva il figlio, usciva al parco, lo cambiava ma la testa era altrove.
Cosa portare via per prima? Il passeggino, la culla, i documenti. I mobili, chissenefrega.
Nellappartamento alla periferia cera già una vecchia branda e un armadio. Bastava.
Alle sei di sera era già calma.
Mise la tavola, preparò la cena, addormentò il bambino. E aspettò il marito.
Mmm, che profumino! Stefano, tornando, fingeva tutti i giorni che niente fosse. Guarda che ho preso. Un carillon nuovo per Davide! Ha delle musichette dolcissime.
Giulia taceva a tavola, davanti a lei la famigerata busta grigia. Stefano guardò in cucina e smise di fingere.
Lha trovata Nicola? domandò cupo.
No, lho trovata io. Nicola è venuto per prenderla su tua richiesta, ma gliel’ho negata.
Il marito si accasciò pesantemente di fronte a lei.
Perché, Stefano? Perché hai detto che era morta?
Perché per me è morta davvero dodici anni fa le mostrò uno sguardo stanco, pieno di lacrime. Quando è finita in carcere per la prima volta. Poi è uscita, sei mesi fuori e di nuovo dentro.
Giulia, tu vieni da una famiglia normale, tuo padre è ingegnere, tua madre professoressa. Certe cose non sapresti nemmeno comprenderle. Lei è una truffatrice. Una manipolatrice.
E ti sei arrogato il diritto di mentirmi? Un anno intero? Giulia gridò, non più in grado di contenersi. Capisci che così hai distrutto la mia fiducia?
Avevo paura di perderti! esplose Stefano anche lui. Te ne saresti andata! Avresti pensato: Oddio, suo padre è scomparso, la madre una criminale… chissà che sangue gira in casa loro.
Volevo solo che Davide crescesse tranquillo. Ho pensato che un marito orfano fosse meno peggio che essere figlio di una ladra!
Adesso invece avrà il padre divorziato, disse Giulia gelida.
Stefano rimase impietrito.
Che? Cosa dici? Per una lettera? Perché ho nascosto questa cosa?
Perché non ti riconosco più, Stefano. Se hai potuto inventarti per anni la morte di tua madre, su cosaltro hai mentito?
Chi è davvero tuo padre? Magari anche lui non è scomparso, ma è dentro anche lui!
Giulia, non dire sciocchezze…
Non sono sciocchezze. Ho già scritto agli inquilini. Fra un mese mi trasferisco. Domani avvio le pratiche per il divorzio.
Stefano la pregò, si inginocchiò, supplicò di ripensarci, diceva che era stata una bugia a fin di bene.
Ma Giulia non ascoltava più. Aveva già preso la sua decisione.
***
Gli affittuari se ne sono andati, ora Giulia vive con suo figlio nel suo appartamento. Lei e Stefano hanno divorziato. Lui continua a sperare che lei torni, senza capire dove ha sbagliato: secondo lui ha solo protetto la famiglia…
Continua a vedere e mantenere il figlio. Ma ciò che era tra loro non tornerà più. Giulia non intende più condividere la vita con lui.




