Quando lei stava servendo qualcosa dalla pentola, io ho tirato fuori le salviettine disinfettanti dalla borsa e ho iniziato a strofinare le forchette. Se nè accorta, eccome.
Ultimamente sono passata a casa di zia Lucia per lasciarle dei documenti. Di solito ci vediamo solo a Natale, ma stavolta era una situazione urgente. Lei non se la passa benissimo bé, ma non per questioni economiche. Non che io sia tirchia, eh! Semplicemente penso che pulizia e ordine siano la base della vita civile. Puoi anche vivere con pochi euro, ma il minimo è tenere la casa presentabile.
Sulle pareti ha una quantità imbarazzante di soprammobili che raccolgono polvere: ogni genere di statuetta, servizi da tè, vasetti delle conserve impilati in equilibrio precario. In bagno troneggia la lettiera del gatto Neroneche zia, a quanto pare, pulisce rigorosamente solo una volta a settimana. I rifiuti passeggiano liberamente per la casa, come se giocassimo tutti a dove starà lorganico oggi?. Nellaria si mescolano fragranze inedite di fogna e cibo ormai deceduto.
Zia Lucia, con quellospitalità tutta sua, mi propone qualcosa da mangiare e si mette a preparare la tavola. E lì noto che i piatti e le posate non avrebbero superato nemmeno lesame della ASL più clemente. Così, mentre lei versa una roba (dallaspetto misterioso) nel piatto, io con grande nonchalance sfilo dalla borsa le mie amate salviettine e mi do alla pulitura forsennata delle forchette.
Lei mi osserva, poi, quando inizio a smanettare con il cibo, se ne esce:
Ma che succede, Carlotta, non hai fame oppure proprio non ti piace?
E io, che dovevo risponderle? Voi vi siete mai trovati in una situazione simile?






