Sei mesi fa, il marito di Giulia lha lasciata, e io ho cercato di starle accanto in quel periodo pieno di lacrime (più delle cipolle tagliate per il ragù della domenica). Ma nellultimo mese, sembrava diventata fredda come la crema al mascarpone dimenticata in frigo, e quasi non rispondeva più nemmeno ai miei messaggi su WhatsApp. Un po preoccupata che le fosse successo qualcosa, ho pensato bene di andare a trovarla di persona e vedere se tutto andava bene.
Quando sono arrivata, Giulia mi ha accolto alla porta con la stessa voglia con cui si va dal dentista, e la faccia tirata che manco dopo una notte a guardare Sanremo. Era impegnata a cucinare qualcosa in cucina probabilmente una parmigiana capace di richiamare in vita anche i morti. Io, per rompere il ghiaccio, le ho detto: Che profumino delizioso! Sarà la tua solita magia? Giulia, però, ha abbozzato mezza risposta e con la grazia di una Vespa nel traffico militare romano, è tornata di corsa ai fornelli urlando che sta per bruciare tutto!.
Mentre ero in salotto a cercare almeno unombra di vecchia complicità, mi è arrivata una chiamata da mio marito. Mi ha detto che avrebbe fatto tardi in ufficio, come ormai succedeva spesso (più spesso di quanto si beve il caffè la mattina). Guarda caso, proprio da quel periodo Giulia aveva smesso di confidarsi con me come faceva un tempo, quando mi raccontava persino il colore delle sue mollette per i panni.
Poi, nemmeno a farlo apposta, un secondo dopo aver riattaccato con mio marito, squilla il telefono di Giulia. Era lì sul divano accanto a me, e sul display compare il nome di mio marito, Matteo. Senza pensarci due volte sarà stato lo spirito della curiosità tutta italiana ho risposto. E chi era? Proprio lui, che con un tono zuccheroso (che di solito riservava solo alle lasagne di mia madre), dice a Giulia che le manca troppo e che sta arrivando.
A quel punto, la consapevolezza mi ha colpita più forte di un tiro di rigore sbagliato: la mia cara amica Giulia si intratteneva allegramente con mio marito alle mie spalle, come in una scena tagliata di una soap napoletana. Confusa e in pieno shock, ho preso la borsa e me ne sono andata. Un misto di rabbia e liberazione: finalmente non dovevo più sopportare quel marito pigro come un gatto al sole, che lavorava quanto un ficus da salotto e guadagnava ancora meno, lasciando a me tutte le spese (persino la bolletta della luce!).
Dopo un po però, presa dallironia della sorte, mi sono detta: Vediamo quanto dura Matteo insieme a Giulia! . E invece ci sono riusciti a convivere pensate un po per sei mesi interi, finché Giulia lo ha scaricato allimprovviso, come si fa con la carta stagnola dopo la grigliata. Lui era convintissimo che lavrei accolto di nuovo in casa con un sorriso e un piatto di pasta fatta in casa. Macché! Questa volta lho cacciato una volta per tutte e mi sono tenuta la mia libertà stretta stretta come una nonna fa con la ricetta dei cannoli.
Adesso mi godo la vita senza il peso di quella relazione tossica appiccicata addosso. E, credetemi, la libertà ha tutto un altro sapore tipo quello del gelato dopo la dieta!




