Quando sono salito sull’aereo per Roma con mia moglie, ho scoperto che i nostri posti erano già occu…

Guarda, ti racconto cosa mi è successo laltro giorno in aereo per Roma, è stato quasi surreale! Allora, io e mia moglie, Lucia, avevamo deciso di andare a trovare dei parenti che stanno a Roma. Abbiamo prenotato i biglietti con anticipo, scegliendo con cura i posti: io al finestrino e lei accanto a me, sperando di goderci il viaggio con un po di panorama.

Insomma, saliamo sullaereo della Alitalia, che aveva tre sedili per fila, e appena arriviamo ai nostri posti li troviamo occupati! Controllo il biglietto: tutto regolare. Ora, sui nostri sedili cera una signora e, accanto a lei, suo figlio un bimbo che non sarà stato più di cinque anni. Lei tutta tranquilla, come se niente fosse! Quindi, pensando a un semplice errore, le dico con educazione: Guardi, questi sarebbero i nostri posti, ma lei ignora la cosa.

Lucia allora ripete la richiesta con più decisione e la signora, finalmente, si gira e ci fa: Eh, mio figlio voleva assolutamente sedersi al finestrino. Chi prima arriva meglio alloggia, no? Noi i posti non li lasciamo, ma là in mezzo ci sono dei sedili liberi, accomodatevi pure.

Io sono rimasto un attimo senza parole. Le dico pacatamente: Guardi, abbiamo scelto appositamente questi posti, vorrei evitare discussioni, se può cortesemente lasciarci sedere dove abbiamo prenotato. E lei, come se fosse colpa nostra: Non vede che il bambino è tutto emozionato? Se lo sposto ora, fa i capricci. Non avete figli? Tanto voi siete adulti, potete capire.

A quel punto, invece di mettermi a discutere, vado dritto dalla hostess. Lei arriva subito e, a quanto pare, la signora era già abituata a certe scene, perché senza tante storie la fa accomodare ai suoi posti.

Poi dimmi tu! Se per suo figlio era così importante il finestrino, perché non si è organizzata prima come fanno tutti gli altri? Mi sembra solo una gran furbizia, nessun rispetto per gli altri.

Per fortuna la hostess ha risolto tutto con una rapidità incredibile, altrimenti chissà quanto sarebbe andata avanti sta storia. Gli altri passeggeri, tra laltro, mi hanno anche dato una pacca sulla spalla contenti che non avessi alzato la voce e avessi evitato di fare un macello.

La cosa che proprio non capisco è: perché quando uno viaggia con i bambini si sente in diritto di passare avanti a tutti? Anche noi siamo genitori, ma non mi sognerei mai di togliere il posto a qualcuno o insistere per saltare la fila.

Comunque dai, per fortuna il resto del viaggio è andato tutto liscio come lolio. Speriamo che la signora, la prossima volta, prenoti con un po più di criterio e magari la smetta di mettere in imbarazzo gli altri passeggeri!

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