Quando Vera è andata a prendere suo figlio dall’asilo, lui le si è gettato al collo e le ha sussurrato appassionatamente all’orecchio:

Когда Вера viene allasilo a prendere suo figlio, lui le si getta al collo e le sussurra con fervore nellorecchio:
Mamma, mamma, prendiamo la nonna di Matteo a casa nostra!
Come? Quale nonna? Di che stai parlando? chiede stupita Vera. Dai, vestiti in fretta, papà ci aspetta già in macchina.
Quella là! Alessandro indica con il ditino una signora anziana che cammina piano accanto a un bambino verso luscita dellasilo. La nonna di Matteo! Te lo dico io!
Non dire sciocchezze. Quella è la nonna di un altro bimbo.
E allora? si lamenta il figlio. Chiedile tu, mamma, magari accetta di essere anche la mia nonna. Ti prego.
Tu di nonne ne hai già due, tutte tue! Che ce ne facciamo di unaltra? Basta con queste fantasie, su, infila i pantaloni.
Mamma Alessandro fa il visino triste e si infila a fatica i pantaloni pesanti. Ma le mie nonne non sono delle vere nonne. La nonna di Matteo è una vera nonna.
Cosa vuol dire che le nostre nonne non sono vere? Vera sorride incerta. Certo che lo sono! Hanno fatto nascere me e papà, mica quella di Matteo.
Ma che importa sospira il piccolo guardando la mamma. Già, vi hanno fatto nascere. Ma non sono diventate delle vere nonne.
Ma che dici?! Tu sei il figlio nostro, quindi le nostre mamme automaticamente sono tue nonne!
Io non voglio nonne automatiche! ribatte Alessandro, testardo. Voglio delle nonne vere.
E secondo te comè una nonna vera?
Come la nonna di Matteo.
E che cosa la rende speciale rispetto alle tue, scusa?
La nonna di Matteo si fa chiamare nonna ad alta voce spiega il figlio. Invece una mia nonna vuole che la chiami solo Silvia, e laltra mi sgrida se la chiamo nonna in cortile!
Ti sgridano?
Sì. Dice: ma quale nonna, sono ancora giovane! Non farmi fare brutta figura con i vicini!
Ma davvero la mia mamma ti dice così?
Sì. E poi ha detto che tu mi sbologni sempre a lei. E invece la nonna di Matteo dice che Matteo è la cosa più bella della sua vita. Anche io voglio essere il più bello nella vita di qualcuno.
Non ci credo che mia madre ha detto così Vera guarda Alessandro con dispiacere e ora parla più dolcemente: Dai, vestiti svelto, tesoro, papà si preoccupa se tardiamo. Ma nonna Silvia, ti sgrida pure lei se la chiami nonna?
No, però non risponde. Se la chiamo Silvia invece, mi fa pure i complimenti. E poi, mamma, come mai le mie nonne non sanno cucinare le cose giuste, come le nonne vere?
Ma che dici? Vera guarda incredula il figlio. Vuoi forse dire che ti lasciano senza cibo quando stai da loro?
Sì risponde deciso il bambino.
Ma non dire bugie! Ti viziano, da loro hai sempre le cose migliori!
Sì, figuriamoci fa una smorfia. Solo salame, ravioli pronti, insalate Fanno queste cose buone?
E tu cosa vorresti, allora?
Le frittelle!
Frittelle? chiede la mamma sorpresa.
Sì. O i pancake. La nonna di Matteo oggi gli ha detto: torniamo a casa, che ti preparo le frittelle calde, con la panna e la marmellata. E gli ha anche ricordato di quando destate facevano la marmellata insieme E Matteo era così felice! Io con le mie nonne la marmellata non lho mai fatta.
Dio mio, Alessandro La mamma lo guarda con tanta tenerezza. Vuoi che stasera beviamo il tè con la marmellata? La compriamo in negozio, che ne dici?
Dai, non è buona quella del supermercato
E cosa ne sai tu?
Ho già chiesto alle nonne Lhanno già presa.
E le frittelle gliele hai chieste?
Certo Alessandro infila il giubbotto. Mi dicono che è fatica, che è meglio andare in pasticceria. Ma lì sono sempre fredde, la marmellata è troppo dolce. La nonna di Matteo dice che le frittelle appena tolte dalla padella sono la cosa più buona del mondo.
In effetti sospira Vera sognante, prende Alessandro per mano e lo accompagna fuori dallasilo. Sono proprio buone Anche la mia nonna mi faceva quelle frittelle
Mentre camminano verso il parcheggio, dove il papà di Alessandro li aspetta in macchina, Vera prende il cellulare e chiama lamica.
Sveva, sei a casa? domanda con voce quasi colpevole.
Sì, certo! risponde lamica.
Posso chiederti una cosa? Però non ridere
Che succede?
Una volta mi hai detto che le tue frittelle sono spettacolari. Mi ricordo che tuo figlio ne mangia a quantità industriali.
E allora?
Mi daresti la ricetta, per favore? Quando lamica scoppia a ridere, Vera si affretta: Ho detto di non ridere! Per me è importante!
Dai, vieni tu da me, ti spiego tutto.
Quando posso venire?
Ora! Subito!
Non posso, sto portando Alessandro a casa, mio marito ci aspetta in macchina.
Venite tutti! Così i nostri bimbi si conoscono. Vi aspetto, non mancate! E riattacca.
Il giorno dopo, Vera prende un permesso dal lavoro e si presenta dalla mamma. Le propone di imparare insieme la ricetta delle frittelle. La mamma si lamenta un po, borbotta qualcosa sulla vita delle donne moderne e fa la offesa, ma Vera la guarda seria:
Mamma, se ti diamo fastidio, Alessandro non verrà più. Ma tu lo sai che differenza cè tra una nonna vera e una non vera? Perché non hai mai fatto la marmellata, tu, in estate? Adesso hai un nipote!
La mamma vorrebbe rispondere a tono, ma vedendo lo sguardo risoluto della figlia rimane in silenzio. Giusto per sicurezza.

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