Ma che sei una fabbrica di bambini? Quanti figli ancora pensate di fare? la voce pungente di mia suocera, Rosa Manfredi, tagliava laria come una lama affilata.
Buongiorno anche a te! Rosa, evita queste battute, per favore rispose Caterina, cercando di mantenere la calma e un sorriso appena accennato. Lorenzo ti ha detto che aspettiamo un altro bambino e ti ha turbata?
Certo che sì! Dopo il terzo nipotino ti avevo pregata di smetterla di mettere al mondo figli! E tu niente, nemmeno ascolti una donna con esperienza! Ti ho pure regalato un pacchetto di preservativi a Capodanno, così magari ci davi un taglio, ma guarda qua, non ti fermi mai! brontolò Rosa, il volto paonazzo di stizza.
Caterina ricordò quella scena imbarazzante: la suocera che, tra lo spumante e la torta del compleanno del primogenito, le aveva infilato in mano unenorme confezione di preservativi sotto lo sguardo attonito degli invitati. Un gentile invito a fermarsi.
Abbiamo compreso il messaggio, ma non si comanda alla natura, ribatté Caterina con una dolcezza ferma, quasi sorridendo.
Ah, ti prendi anche gioco di me? Allora pensa tu ai tuoi figli, io non ti aiuto più… E in realtà non lo fai già… sussurrò Caterina tra sé, ma proprio in quel momento il tono acuto della chiamata interruppe la conversazione.
Caterina poggiò il telefono sul letto con gesto deciso. Accarezzò il ventre ancora piatto e sorrise, mentre leco delle parole di Rosa sfumava nellaria. Il quarto bimbo stava arrivando, ed era come se in casa si fosse scatenato un temporale per questo.
Non capiva la ragione di tanta agitazione: Rosa non aveva mai custodito i nipoti, né aveva mai dato una mano in casa o offerto un sostegno economico. Al massimo, faceva capolino una volta al mese a portare dei cioccolatini per Pasqua o un regalino a Natale. Mai qualcosa di più. Caterina lo sopportava in silenzio senza mai coinvolgere Lorenzo: i bambini erano sereni, vestiti, mai mancava loro nulla ed era quello limportante.
Lorenzo portava a casa uno stipendio più che buono e Caterina, da qualche tempo, aveva avviato una piccola attività artigianale di bomboniere: ora che le cose andavano bene, aveva anche potuto assumere una tata che portava i bambini al parco e li faceva giocare, lasciandole qualche ora di tranquillità per lavorare.
Erano felici, una vera famiglia italiana, ma la velenosa ostilità di Rosa rischiava di intaccare quella serenità tanto faticosamente costruita. Lei non laveva mai amata e, ad ogni nuova gravidanza, diventava sempre più distante e rancorosa.
Quando era nata la terza bambina, Rosa aveva addirittura insistito perché Caterina interrompesse la gravidanza, e solo col tempo si era affezionata. Appena le acque si erano calmate e la famiglia aveva trovato il proprio ritmo, la scoperta della quarta attesa era arrivata inaspettata non era stata nei piani, ma, come diceva il parroco, se Dio manda una vita, i genitori avranno la forza di allevarla.
Questa gioia, però, per Rosa era solo motivo di lamento. Caterina era convinta che la suocera temesse di perdere laiuto economico di Lorenzo, che le passava ogni mese una buona somma di euro per darle una mano: le aveva già rifatto i denti, portata alle terme a Ischia, pagato la tinteggiatura della casa in centro a Firenze.
Caterina non era contraria che il marito pensasse anche alla madre, ma non doveva mai essere a discapito dei bisogni dei loro figli. Finché i soldi bastavano, spronava Lorenzo a fare il bene e non negare mai nulla a mamma. Ma sapeva che, con un figlio in più, le spese sarebbero cresciute e la madre di lui, probabilmente, avrebbe visto meno denaro.
Ecco allora i continui ammonimenti e le scene teatrali, che rischiavano di minare la tranquillità della giovane madre. Ma nessun pianto né minaccia avrebbe mai fatto cambiare idea a Caterina e Lorenzo: ormai avevano deciso, il quarto figlio sarebbe arrivato e nessuno poteva stabilire per loro quanti bambini avrebbero dovuto avere.
Solo una domanda rimaneva sospesa tra le mura di quella casa fiorentina: quale diritto aveva una suocera di decidere sul destino della famiglia di suo figlio?




