Destate fui trasportata in una sorta di clinica di digiuno terapeutico: lì, in un ambiente bianco e surreale che odorava di erbe e di limone, restavamo sospese tra veglia e sonno, sognando refrigerio dalle nostre scorie interiori. Un pomeriggio, uscita per prendere il sole, vidi una ragazza bellissima sdraiata su una sdraio accanto a me, sembrava appena uscita da una copertina di Vogue.
Così ci trovammo a chiacchierare dei nostri obiettivi in questa esperienza di digiuno.
Devo perdere quattro etti, sussurrò lei con serietà, le ciocche bionde come panna le scendevano sugli occhi. Sorrisi, pensavo scherzasse. No, era serissima.
È un anno che mi trascino questa ciccia, si lamentò. Il mio ragazzo ha detto che mi lascia se non dimagrisco… Guarda qui, strinse la pelle sottile sulla pancia, appena unombra Mi vergogno anche a sedermi!
Per giorni mi portai dentro la stranezza di quellincontro, la chiamai per sempre Lisa Quattroetti.
Pareva che, secondo il fidanzato di Lisa, noi normali fosse giusto gettarci da un precipizio, ché in unideale Sparta italica non cè posto per chi ha curve gentili.
Pochi giorni dopo mi ritrovai invitata in una grande compagnia sconosciuta, nellatmosfera ovattata di un ristorante elegante. Cera una signora splendida, composta sulla sua poltrona con grazia da contessa, le gambe accavallate, le calze velate di nylon brillavano appena, la scarpetta di vernice pendeva sensuale dal piede. Sorseggiava acqua da un calice da vino con una lentezza da attrice e tutti gli sguardi maschili erano calamite sui suoi gesti.
Ad un certo punto arrivò suo marito, si fece rapidamente largo e strinse la mano a tutti gli uomini al tavolo. Poi, rivolto a lei, sibilò tra i denti: Copriti! Metti via ste cosce
Lei si raddrizzò spaventata, si arrossì fin sotto le orecchie, domandò al cameriere una coperta e, pur seduta accanto al camino, si raggrinzì come un passero spaventato.
Mi capitò di aprire le biografie dei classici italiani a cercare la chiave della loro genialità nella loro vita. Presto però lasciai perdere. Faticavo a unire debolezze terrene e capolavori immortali.
Lasciai perdere proprio su Tolstoj. Lo so, non è italiano, ma io stravedo da sempre per la sua Anna Karenina e i suoi tormenti. Ma certi aspetti della sua vita mi erano indigesti: il trapasso, lossessione per la morte, e la moglie, Sofja, esaurita da tredici gravidanze e dal veto dei medici, ridotta a nulla, e lui, Tolstoj, che a quel punto esclama: E allora che me ne faccio di lei?
Mi tornava in mente ogni volta che pensavo a Lisa Quattroetti.
Su Instagram la realtà è ancora più onirica: una sfilata infinita di Barbie in versione napoletana, pomeriggi che scorrono tra palestre, docce solari, massaggi ed estetiste. Ragazze perfette, tutte impegnate a farsi corpi di ceramica: un lavoro serio, questo, e pure costoso. Le rispetto, davvero. Ma in Italia, come altrove, abbiamo confuso tutto: le ragazze cercano la bellezza per essere scelte. Si sono convinte che la felicità stia in un gluteo a mandorla, sopracciglia perfette, labbra gonfie. Non notano che i ragazzi, ora, annaspano a scegliere tra tutte uguali.
Un giorno, tra le corsie storte di un mercatino di giardinaggio, mentre mio marito cercava attrezzi, io curiosavo fra statue di gesso: lanterne, fiori, annaffiatoi, coniglietti, volpi e, fra tutti, i nani da giardino sotto enormi cappelli rossi che li facevano sembrare dei porcini. Due uomini discutevano animatamente: uno li sollevava, li ruotava laltro scoppiò a ridere.
Dai su, decidi in fretta Ieri hai scelto le escort con la stessa espressione!
Mi misi a ridere con il cuore.
Care ragazze, Lisa Quattroetti, Silvia CopriLeCosce, Sofia TrediciFigli… Ma come fate a non amarvi, a non stimarvi, a non rispettarvi? Perché avete scambiato un amore da saldo per accettazione? Chi vi ha assicurato che perfezione fisica significhi felicità damore?
Conosco storie che smentiscono questequazione. Una mia amica trovò lamore in nefrologia, in ospedale, in pigiama, pallida, spettinata e con un sacchetto per la diuresi penzolante sotto il grembiule da notte. Lui si innamorò di lei con tutto questo.
O pensate a Frida Kahlo, lavete presente? Quelle sopracciglia, quellinsieme strano eppure i più grandi uomini del suo tempo la adoravano.
Anni fa, dopo unestrazione dentale andata malissimo, mi trovai a casa esausta, la guancia gonfia, la bocca lacerata, sangue e latte che mi formavano mustacchi biancastri. Uno specchio, una lacrima. Mio marito mi guardò e disse: Sei la donna più bella del mondo, anche ora. Vuoi sposarmi? Sposami adesso.
Quando poi fui guarita ci fu un ristorante, un anello, un ginocchio, applausi, palloncini, fiori, il mio sì. Ma ancora oggi il vero fidanzamento resta per me quello a casa, gonfia e insanguinata: lì ho creduto che la bellezza non sia mai nei dettagli del viso, ma nello sguardo di chi ci ama.
I nostri difetti sono ciò che più rende unici; sono proprio quelli il motivo per cui ci amano!
La perfezione non esiste: esiste solo quel che ciascuno di noi vede come perfetto.
Ho deciso qualche mese fa di mettere lapparecchio ortodontico. Ho i denti storti, è vero. Mio marito però mi ha detto: Io adoro il tuo sorriso, non capisco perché dovresti torturarti così. Se lo fai, fallo solo per te, perché per me sei perfetta così.
Dopo la nascita di nostro figlio, pesavo centodiciotto chili. Mio marito mi copriva di complimenti. Dimagrii solo quando lo volevo io.
Poco fa abbiamo guardato vecchie foto: io enorme, con nostro figlio neonato. Gli ho chiesto: Ma perché non mi hai detto niente? Ero grassissima
Mi ha carezzato: Tu eri morbida e ricca, quando vorrai tu dimagrisci. Io ti amo così.
Quando cinque anni fa destate mi venne una crisi di psoriasi, era ovunque: mi vergognavo a spogliarmi in spiaggia. Lui mi chiese: Ma che succede?
E capii che lui davvero non vedeva quelle chiazze: vedeva solo me.
Non sto qui a pubblicizzare mio marito, sto parlando di relazioni sane: se luomo con cui state vuole che assomigliate ai suoi canoni estetici, questo non è amore: è controllo.
Siete belle, siete una mela sugosa! Se lui vede solo i difetti, allora non vuole la mela, vuole il potere su di voi.
Potete seguirlo per paura di perderlo, ma fermatevi: cosa perdereste davvero? Un tiranno, che vi vede come un nano da giardino con cappello da fungo?
Ogni uomo desidera dominare, certo, ma lamore deve basarsi sullammirazione, sul rispetto reciproco.
La vostra dolcezza devessere scelta, non un obbligo, devessere affidata a chi davvero la merita. Dovete seguire chi vi ispira fiducia, chi vi porta ovunque perché per voi sarebbe un onore seguirlo, un atto di libertà, di coraggio. Chi vuole davvero condurvi per mano, dovrà guadagnarsi quellonore e allora sì, volerete insieme anche nei sogni più strani.



