Quest’estate sono stata in una clinica italiana di digiuno terapeutico per depurare il corpo. Un giorno, mentre prendevo il sole, vicino a me su un lettino c’era una bellissima ragazza dall’aspetto da modella.

Destate mi sono ritrovata in una clinica sulle colline toscane, specializzata nel digiuno terapeutico e nella purificazione del corpo. Un giorno, sdraiata tra il fruscio delle cicale sui lettini al sole, accanto a me, su una chaise longue, riposava una ragazza bellissima, da copertina di Vogue Italia.

Abbiamo fatto conoscenza, ci siamo messe a parlare di motivazioni e obiettivi del digiuno.
Devo perdere quattrocento grammi, mi ha detto con un sospiro. Ho riso subito, pensando scherzasse. Eppure, era seria.
È da un anno che vivo ingrassata. Il mio ragazzo ha detto che mi lascerà se non dimagrisco E guarda qua, si è pizzicata un po di pelle sulla pancia. Mi vergogno perfino a sedermi

Sono rimasta impressionata per ore. Nella mia mente lei era diventata Lisa quattrocento grammi.
A sentire il suo fidanzato, una come me potrebbe essere tranquillamente gettata giù dalla rupe Tarpea, perché nellutopica Sparta qui devono vivere solo magri e le morbidenze non sono ammesse.

Qualche giorno fa sono finita in una compagnia numerosa, sconosciuta, si festeggiava qualcosa in un ristorante elegante di Milano.
Una donna molto raffinata, seduta su una poltrona, sorseggiava acqua dal bicchiere da vino con grazia, le gambe perfette fasciate da collant brillavano alla luce delle candele, la scarpa stava sospesa sulla punta dei piedi, la postura magnetizzava gli sguardi maschili.

Poi è arrivato suo marito. Ha salutato tutti gli uomini con una stretta di mano, a lei invece, sottovoce, tra i denti, ha lanciato un velenoso:
Copriti! Metti via quelle gambe
Lei è scattata, si è fatta rossa in volto, ha chiesto una coperta (pur stando a un metro dal camino), si è avvolta come un passerotto impaurito e non lha più tolta per tutto il resto della serata.

A un certo punto ho pensato di leggere le biografie dei classici italiani e grandi autori per scoprire il segreto della loro genialità e trovare ispirazione. Ho subito lasciato perdere: è troppo difficile far collimare la fragilità umana con capolavori immortali.

Ho gettato la spugna dopo aver letto della vita di Alessandro Manzoni. Amo follemente I Promessi Sposi, ma certi dettagli delle sue traversie private non riesco a digerirli.
Non bastasse il suo travagliato rapporto con la morte, quando dopo la quinta figlia, la moglie Enrichetta ebbe una grave malattia e i medici la sconsigliarono di affrontare altre gravidanze, lui commentò:
E allora che me ne faccio?!
Enrichetta partorì tredici figli

Scorro Instagram: una folla di Barbie italiane, pelle sempre dorata dal solarium, allenamenti, massaggi e spa. Modellano il loro corpo ideale, sostenute da unenorme industria che le aiuta nel lavoro più duro che esista: essere bellissime. È una professione dispendiosa, impegnativa, che rispetto.
Eppure, tutto sembra stravolgendo il senso. Le ragazze vogliono essere belle per essere amate, per essere scelte. Loro riescono a pensare: questa è la bellezza magrezza, sopracciglia sottili, labbra carnose, lato B scolpito. Così vanno docili a conformarsi.

Ora i ragazzi, poveri, fanno fatica a scegliere tra questa galleria di bambole identiche

Non molto tempo fa io e mio marito siamo andati al mercato dei fiori a Firenze. Lui cercava qualcosa per lorto, io invece girovagavo senza meta tra le bancarelle.
Mi sono ritrovata davanti allo stand delle figure da giardino: lanterne, girasoli, annaffiatoi, coniglietti e volpi, e tra gnomi giganti dai cappelli rossi, simili a giganteschi porcini, due uomini discutevano sullacquisto.
Il primo tastava i gnomi, li sollevava, li rigirava tra le mani, quando il secondo, ridendo, ha detto:
Su, fratello, decidi in fretta Ieri sceglievi le escort con la stessa faccia!

Mi è sembrato geniale, e amaramente vero.

Ragazze, care, Lisa quattrocento grammi, Sveva coprigambe, Enrichetta tredici figli Come potete non voler bene a voi stesse? Come potete accettare che vi si tratti come frutta ammaccata scambiando tutto questo per amore? Chi ve lha messo in testa che il corpo perfetto sia condizione necessaria per essere felici in coppia?

Potrei portarvi cento prove che laspetto fisico non equivale a amore.

Una mia amica si è innamorata di suo marito in ospedale, reparto nefrologia. Indossava un camice, era pallida e aveva un sacco per la raccolta delle urine in bella vista sotto la camicia da notte.
Guardate Frida Kahlo! Lavete vista? Vi piacciono le sue sopracciglia? Eppure per lei hanno fatto pazzie i migliori uomini del suo tempo.

Molti anni fa mi hanno strappato malamente un dente del giudizio: mi hanno lacerato la bocca, avevo la febbre a quaranta, la gengiva gonfia, la guancia grande come una focaccia.
Stavo male a casa, sputando sangue con il volto deformato, mio marito mi riforniva di kefir, perché nientaltro avrei potuto ingerire, ma le forze mi servivano. Mi si formavano i baffi bianchi del latte, e, specchiandomi, tra le lacrime ho sussurrato:
Oddio
Lui a quel punto:
Sei la donna più bella del mondo, capisci? Più bella adesso di sempre! Mi vuoi sposare? Vuoi diventare mia moglie?
Poi, guarita, ci fu il ristorante, lanello, il ginocchio a terra, applausi, palloncini e fiori, il mio sì.
Però io con emozione ricordo soprattutto quella prima proposta: era lunica vera. Gli ho creduto.
La bellezza non è apparenza. Lamore non è perfezione.

Le nostre imperfezioni ci rendono vivi, unici. Sono quelle che ci fanno amare, quelle che fanno di noi, noi!

A voler essere sinceri, la perfezione è una chimera. Forse esiste, sì, ma diversa per ciascuno.

Ora sto valutando se mettere lapparecchio. I miei denti sono davvero storti.
Mio marito risponde:
Amo troppo il tuo sorriso per capire perché dovresti torturarti. Fallo solo se davvero lo vuoi tu. Se fosse per me, lascerei tutto così comè.

Dopo il parto del nostro primo figlio pesavo 118 chili, ma lui mi faceva comunque mille complimenti nessun incentivo a dimagrire. Ho perso peso solo quando lho deciso io.

Abbiamo rivisto delle vecchie foto: io, sdraiata sul divano con il bambino minuscolo in braccio.
Gli ho chiesto:
Perché non mi hai detto di dimagrire? Ero così grassa
Per me eri la mia gnocchetta, dimagrisci solo se lo vuoi tu. A me piaci sempre.

Cinque estati fa, un attacco di psoriasi mi riempì di macchie il corpo. In vacanza non volevo spogliarmi in spiaggia, ma mio marito mi chiese:
Cosa cè che non va?
E ho capito: davvero, per lui non cera niente di strano. Vede me, non le macchie.

Non sto facendo pubblicità a mio marito, ma a un sano modo di stare insieme. Se il vostro uomo pretende che corrispondiate al suo standard estetico, non è amore. È controllo.

Sei una mela succosa e lui guarda soltanto i piccoli segni della buccia? Non vuole la frutta, vuole comandare.

Se volete seguirlo per paura di perderlo, pensate: cosa perdete davvero? Un despota per cui siete solo uno gnomo da giardino con il cappello a fungo?

Ogni uomo desidera sentirsi capobranco. Ma il suo valore deve poggiare non sulla paura, ma sul vostro rispetto e ammirazione.

La vostra dedizione deve essere una scelta, mai sottomissione cieca. Scegliete chi vi farà venir voglia di seguirlo da un capo allaltro del mondo, perché forte, sicuro e gentile.
Scegliere bene è la vostra responsabilità, la mano quella lui deve meritarsela…

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Quest’estate sono stata in una clinica italiana di digiuno terapeutico per depurare il corpo. Un giorno, mentre prendevo il sole, vicino a me su un lettino c’era una bellissima ragazza dall’aspetto da modella.