Non si discute nemmeno
Giulia verrà a vivere con noi, non si discute nemmeno, disse Massimo, posando il cucchiaio sul tavolo. Non aveva nemmeno assaggiato la cena; si intuiva che si stesse preparando a una conversazione seria. La stanza cè, proprio adesso abbiamo finito di sistemarla. Quindi tra quindici giorni mia figlia si trasferisce qui.
Ti sei forse dimenticato qualcosa? domandò Silvia, contando fino a dieci nella sua testa per non esplodere. Per esempio, che quella stanza era per il nostro futuro bambino? O che Giulia ha una madre, con cui dovrebbe vivere?
Mi ricordo benissimo che volevamo un bambino, acconsentì Massimo con una smorfia. Aveva sperato che la moglie accettasse senza discussioni, mettendo fine alla questione. Ma si può rimandare di un paio danni. Tanto tu devi ancora finire luniversità. Con Giulia invece la questione è urgente: non vuole fratelli e sorelle. Quanto alla madre Massimo accennò un sorriso stanco sto togliendole laffidamento. Per Giulia è pericoloso restare in quella casa!
Pericoloso? Silvia alzò un sopracciglio dubbiosa. Ma non ha dodici anni? È già una giovane donna, sai. E dove sarebbe il pericolo? Che la madre non le permette di uscire dopo le dieci? O che le fa fare i compiti minacciando di toglierle il cellulare o staccarle il Wi-Fi? Se non altro, tua ex è una santa, visto che non ha mai usato la cintura della nonna!
Non sai proprio niente, Massimo serrò la mandibola. Giulia mi ha mostrato lividi, mi ha fatto leggere messaggi pieni di insulti e minacce! Non permetterò che le rovinino la vita!
In realtà sei tu che gliela stai rovinando, accontentandola in tutto.
Silvia si alzò con attenzione, lasciando la zuppa quasi intatta. Lappetito era scivolato via, e la vista del marito spazientito le causava unemicrania incombente. Glielo avevano detto tutti: Non aver fretta di sposarti! State insieme qualche anno, mettete alla prova i sentimenti… Ma lei era la più furba tra tutte! Sapeva cosa faceva! E voleva essere la prima tra le sue amiche a sposarsi…
Chissà perché tutti erano contro la fretta? Era semplice: per Massimo era il secondo matrimonio, era più vecchio di Silvia di quindici anni, e aveva già una figlia abbastanza grande che venerava come una santa. Tre motivi, piccoli se presi separatamente, ma insieme… un disastro.
A conti fatti però, i primi due problemi erano quasi piacevoli: a Silvia piaceva che lui avesse esperienza, e sapeva che il divorzio era stato pacifico, senza pecche.
Il terzo motivo era il peggiore… Giulia. Una ragazzina viziata e ingestibile, cresciuta soprattutto con la nonna, perché i genitori lavoravano duro. Il divorzio dei suoi non la turbava troppo: sapeva che il papà non lavrebbe mai abbandonata, qualunque cosa accadesse. Il nuovo matrimonio della mamma invece… quella era tuttaltra storia.
Il patrigno aveva subito preso in mano la disciplina, e la mamma che ora lavorava meno e passava più tempo in casa lo seguiva in tutto.
Coprifuoco, compiti, ripetizioni, perché Giulia andava male quasi in tutte le materie… Tutto ciò la faceva infuriare, abituata comera a trascorrere ore davanti alla tv o al computer. Così aveva imparato a inventare storie assurde per mettere in agitazione il padre.
Giulia voleva vivere da Massimo, perfettamente consapevole che, per via del lavoro del padre, la libertà sarebbe aumentata, mentre Silvia non la considerava proprio non lavrebbe mai ascoltata, anche perché cerano solo nove anni di differenza tra loro.
Per la vita libera avrebbe fatto di tutto.
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Giulia arriva oggi. Prepara la sua stanza e ti raccomando, non farla innervosire ancora di più, ha già vissuto troppe cose, annunciò Massimo da dietro la porta mentre abbottinava la camicia nuova. Se avessi immaginato che Alessandra si sarebbe comportata così per colpa di quel tipo… Ma ormai il passato non si cambia.
Quindi non hai cambiato idea, vero? Vuoi davvero portare tua figlia qui? ancora, Silvia sperava che Massimo ci ripensasse. E chi penserà a lei? Tu torni a casa, quando va bene, alle otto.
Potresti occupartene tu, rispose lui scrollando le spalle. Non ha tre anni, sa badare a sé stessa.
Ho gli esami tra poco, sei stato tu a dirmi che devo concentrarmi sugli studi, ribatté Silvia con un sorriso tagliente. Basta che Giulia rispetti il silenzio e non mi ostacoli. Spero sappia almeno lavare i piatti e il pavimento, perché per le prossime due settimane sarà il suo compito donore.
Non è una donna delle pulizie…
Neppure io, lo interruppe Silvia. Ma se vive con noi, deve aiutare in casa. Parla con tua figlia delle regole della convivenza.
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Papà, vuoi davvero lasciarmi nelle sue mani? Nemmeno con le mie amiche posso uscire, tua moglie si prende il lusso di farmi fare tutto a casa e lei se ne sta davanti alla tv felice.
Silvia, che aveva sentito la conversazione per caso, ghignò tra sé. Sì, certo tanto non farai mai niente!
Parlerò con Silvia, te lo prometto. Ma anche tu dovresti cercare di andarci daccordo. Giulia, capisco che sia dura, ma io lavoro tutto il giorno. Cerca di costruire un rapporto con Silvia e dimostrale chi sei davvero.
Va bene, posso provarci, sbuffò Giulia, capendo che dal padre non avrebbe ottenuto altro. Ma è vero che le hai comprato la macchina nuova?
Sì, e allora?
Così, nulla! E a me invece dici che non puoi darmi i soldi per una vacanza allestero! Lo sai quanto ci tenevo!
Da sola non ci vai, hai solo dodici anni. Questestate andiamo tutti insieme. Famiglia intera.
Io non voglio la famiglia intera! E poi non mi vuoi bene davvero! la voce le tremò sul serio. Perché mi hai portata via dalla mamma? A tua moglie do solo fastidio, tu non ci sei mai…
Silvia non ascoltò oltre. Aveva capito: Giulia avrebbe ottenuto tutto, anche più di una vacanza. Quella ragazzina scaltra stava cercando di far fuori unaltra rivale per il portafoglio del papà. E probabilmente ci sarebbe riuscita.
A Silvia era bastato: un altro rimprovero e sarebbe stata separazione. E, alla fine, avrebbe pure tolto un po di dolcezza alla vittoria della ragazza, dicendo che Massimo avrebbe comunque dovuto passarle degli euro ogni mese. Come mantenimento.
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Aveva proprio ragione: la serata era un fiume di lamentele. Lei ascoltò tutto e poi, con calma, annunciò che avrebbe chiesto il divorzio.
Voglio vivere in pace, non ascoltare accuse ingiuste tutti i giorni. E sì, te lo avevo detto che viziare tua figlia era un errore, aggiunse Silvia, arrestando il sorriso trionfante di Giulia. E tu non esultare troppo, non sai cosa ti aspetta. Per esempio potrei dirgli che se vorrà vedere il nostro bambino Silvia si accarezzò la pancia dovrà rimandarti da tua madre. O qualcosa di simile.
Mentre Giulia cercava parole adatte per la sua indignazione e Massimo si rendeva conto di ciò che stava succedendo, Silvia raccolse la valigia già pronta e lasciò lappartamento. In realtà non era incinta, voleva solo mettere in agitazione quella ragazzina e insegnare qualcosa a suo marito, che evidentemente non aveva capito nulla dei ragazzi italiani.






