Resta tu con il bambino. Vado da sola al matrimonio di mio fratello. Mio marito è tornato ieri dal …

Resta con la bambina. Andrò da sola al matrimonio di mio fratello.

Mio marito è tornato ieri sera dal lavoro, stranamente silenzioso.

Gli ho chiesto della cerimonia e subito ha abbassato lo sguardo. Mi ha detto che andrà solo lui al matrimonio

E io?, ho domandato incredula.

Allora mio marito, sospirando, mi ha spiegato: Cara, ho ricevuto una busta paga quasi vuota questo gennaio. Così penso che andrò da solo al matrimonio. Tu resta con la nostra bambina. Non succederà nulla, sarò via solo tre giorni. Dovrò dormire in albergo, mangiare qualcosa, e ovviamente comprare un regalo agli sposi.

Eravamo una giovane famiglia. Vivevamo in un piccolo monolocale. L’appartamento ce lo aveva lasciato mia suocera. Io ero ancora in congedo parentale. Nostro figlia Chiara aveva quasi due anni. Non avevo fretta di tornare a lavorare, non avendo nessuno a cui lasciare Chiara. I miei suoceri ci avevano dato una casa: grazie di cuore, dicevo sempre.

Mia madre pensava spesso a se stessa. Lavorava anche qualche ora extra. Lei mi aveva detto chiaramente: se un giorno avrai davvero bisogno, se dovrai lavorare, lasciami la bambina e vengo. Ma per andare a comprarmi un vestito nuovo o farmi i capelli quello no, per queste cose non andava bene.

Conosco bene comè fatta mia madre. Tra laltro, ogni estate vola allestero. Passa i weekend nei centri benessere e nei saloni di bellezza.

Tra noi non erano mai successe vere emergenze. Se mio marito era a casa, potevo occuparmi delle mie cose. Però non era certo contento: raramente mi lasciava uscire, e comunque solo per poco tempo.

Poi arrivò linvito per le nozze.

Il fratello minore di mio marito aveva deciso di sposarsi. Era necessario andare a Firenze per tre giorni. Ho chiesto allora a mia madre di restare con Chiara, sua nipotina, solo per quei tre giorni. Dopotutto, era una questione di famiglia! Inoltre, Chiara era una bimba tranquilla, mai capricciosa.

Mia madre ci pensò a lungo, e poi, con uno sbuffo, si prese tre giorni di ferie. Ero entusiasta. Dopo due anni chiusa in casa con la bimba, finalmente avrei respirato un po…

Ma i miei sogni crollarono con le parole di mio marito.

Per me era un momento importante. Avevo allattato Chiara per un anno intero, senza praticamente uscire di casa. Poi si era scoperto che nessuno voleva mai restare con lei. Invece mio marito spesso andava a cene aziendali e viaggi di lavoro.

Non ho mai conosciuto bene suo fratello, e la promessa sposa lavevo vista solo in una fotografia.

Ero profondamente amareggiata. Mio marito però sembrava non capirmi affatto. Secondo lui era tutto normale.

Ascolta, tesoro, tua madre non è contentissima di tenere Chiara. Lasciala riposare, resta tu con la bambina. Non cè motivo di forzare nessuno. Se non vuole stare con lei, pazienza. E poi, non conosci quasi la mia famiglia. Per te che senso avrebbe questa trasferta? Il tuo posto è qui, accanto a nostra figlia. Io vado, torno e basta.

Così ho deciso che nessuno andrà da nessuna parte. Perché mai dovrebbe essere mio marito a decidere per la mia vita?

Chi ha ragione secondo voi?

Io penso che sia la madre della bambina che suo marito siano alquanto egoisti. È vero, la nonna non è obbligata a badare alla nipote. Però, ogni tanto, potrebbe pensare anche alla figlia, non solo a se stessa.

E mio marito? Non prova nemmeno a comprendermi. Ho dedicato tutto il mio tempo a nostra figlia. Anchio avrei bisogno di una pausa, di respirare un po…

Se davvero mi amasse come dice, dovrebbe capirmi, no?

La donna in questa storia è profondamente sola e triste. Dipende completamente dal marito, senza nessun vero aiuto.

Vorrei sapere cosa ne pensano le altre donne. Spero che trovi il coraggio di parlare e dire davvero ciò che pensa al marito.

Ragazze, ricordate che viviamo in un paese libero! Potete esprimere la vostra opinione, non accadrà nulla di grave. Non è che il marito vi lascerà solo perché chiedete qualcosa per voi. E se dovesse accadere, forse il suo amore non era sincero. Rispettiamoci a vicenda e impariamo a regalarci un po di felicità.

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