– Restiamo da te per un po’, non abbiamo soldi per affittare una casa! – Mi ha detto la mia amica. …

Restiamo da te per un po, perché non abbiamo soldi per affittare una casa! disse la mia amica.

Sono una donna piena di vita. Pur avendo 65 anni, riesco sempre a muovermi e vedere posti nuovi, incontrando persone che sembrano uscite da un vecchio film anni Cinquanta. Ricordo i tempi della mia giovinezza, con una gioia che sa anche di nostalgia. Allora le vacanze si sognavano e si vivevano davvero. Si poteva partire per la Riviera Ligure con pochi spiccioli, tuffarsi nellAdriatico, condividere un campeggio sotto pini marittimi con amici e sconosciuti. Bastava qualche vecchia Lire e la voglia di avventura.

Ma tutto questo ormai galleggia come nebbia nel passato.

Da sempre ho amato la gente, quella che incontri per sbaglio nella fila al teatro dellopera o sulla sabbia tiepida di una spiaggia di Viareggio. Quante amicizie sono sbocciate e rimaste accese negli anni!

Una sera surreale, però, incontrai una donna di nome Elettra. Dividemmo una stanza in un vecchio pensionato a Ischia, tra tende a fiori e lodore di fumo di sigaretta. Quando partimmo, ci lasciammo con laffetto che si dona alle compagne di viaggio. Poi passarono vari anni. Ogni tanto, cartoline con auguri di Buona Pasqua, o righe scelte col cuore per Natale, ma nulla di più.

Poi una notte scura e silenziosa, ricevetti un telegramma. Nessuna firma, solo una frase secca: Alle tre del mattino arriva il treno. Aspettami in stazione!

Rimasi confusa, senza capire chi potesse voler venire a quellora. Ovviamente, con mio marito, preferii non uscire. Eppure, alle quattro in punto, il campanello del nostro portone squillò come in un sogno. Aprii con le mani che tremavano. Davanti a me, in una scena improbabile, cera Elettra, accompagnata da due ragazze adolescenti, una nonna dalle spalle curve e un uomo con un basco stropicciato. Trascinavano con sé valigie, coperte, sporte come se dovessero emigrare in Argentina.

Io e mio marito eravamo sgomenti, ma facemmo entrare gli ospiti in casa come si accoglie una tempesta improvvisa. Elettra mi fissò e disse:
Perché non sei venuta a prenderci? Ti avevo mandato il telegramma! Le corse dei taxi costano una fortuna!
Scusa, non sapevo chi fosse… balbettai.
Avevo il tuo indirizzo, eccoci qua.
Ma credevo… insomma… che ci saremmo limitate a qualche lettera, ogni tanto!

Poi mi raccontò, con naturalezza onirica, che una delle ragazze aveva appena finito il liceo e voleva iscriversi alluniversità. Così tutti erano venuti per sostenerla nella grande città.

Staremo qui con te! Non abbiamo Euro per affittare un posto! Tu abiti quasi in centro, che fortuna!

Ero esterrefatta. Non eravamo neanche parenti! Perché avremmo dovuto vivere tutti insieme? Ogni giorno cucinavo per sei, servivo piatti fumanti mentre loro portavano qualche sacchetto di alimentari ma non accendevano mai il fornello.

Dopo tre giorni, sopraffatta dal caos e dallo sfinimento, presi coraggio e chiesi ad Elettra e la sua strana compagnia di trovare un altro rifugio. Non mi interessava dove. Si scatenò una scenata pazzesca: Elettra urlava, lanciava piatti come in una cucina felliniana, e gridava da far tremare i vetri.

Ero sconcertata dal suo comportamento. Poi uscirono. Solo il silenzio e leco dei passi restarono. Ma prima di andarsene, riuscirono a portarsi via il mio accappatoio di spugna, un paio di asciugamani, e magicamente anche la mia grande pentola di coccio con la zuppa di cavolo! Non capisco come labbiano trasportata, quella pesante pentola, ma evaporò insieme a loro come nei sogni più assurdi.

Finì così la nostra strana amicizia: grazie al cielo! Non ne ho più saputo nulla, né lho più rivista. E ora sto molto più attenta quando incontro gente nuova.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

2 × 5 =

– Restiamo da te per un po’, non abbiamo soldi per affittare una casa! – Mi ha detto la mia amica. …