– Restiamo per un po’ da te, non possiamo permetterci una casa in affitto! – Mi ha detto la mia amica. Ho 65 anni, sono una donna molto attiva, viaggio spesso e adoro incontrare persone interessanti. Con nostalgia ricordo le estati della mia giovinezza, quando con pochi soldi si poteva andare ovunque: al mare, in campeggio con gli amici, o fare una gita in barca sul Po. Tutto ciò ormai è solo un ricordo. Da sempre sono stata curiosa di conoscere nuove persone: sulla spiaggia, a teatro, o nelle mille occasioni della vita. Alcune amicizie sono durate anni. Un giorno ho conosciuto una donna, Laura, in una pensione durante una vacanza. Siamo diventate amiche e, dopo qualche anno, abbiamo continuato a scriverci lettere e scambiarci auguri per le feste. Finché un giorno ricevo un telegramma anonimo: “Il treno arriva alle tre del mattino. Aspettami in stazione!”. Sorpresa, non sono andata da nessuna parte con mio marito, ma alle quattro del mattino suonano alla porta. Apro e rimango impietrita: Laura, due ragazze adolescenti, la nonna e un uomo, con una montagna di valigie. Siamo rimasti scioccati, ma li abbiamo fatti entrare. Laura: – “Perché non sei venuta a prenderci? Ti ho mandato un telegramma! La corsa in taxi costa!” Io: – “Non sapevo chi fosse!” Lei: – “Avevo il tuo indirizzo, eccomi qui.” Io: – “Pensavo ci saremmo scritte solo lettere, tutto qui!” Laura mi spiega che una delle ragazze ha finito la scuola e inizierà l’università, e la famiglia è qui per starle vicino. – “Vivremo qui da te! Non abbiamo soldi per l’affitto! E tu abiti vicino al centro!” Non potevo crederci. Non siamo nemmeno parenti! Dovevamo cucinare per tutti, loro portavano qualche cosa da mangiare ma non cucinavano mai. Dopo tre giorni li ho invitati ad andarsene. Laura ha cominciato a urlare e a rompere piatti. Quando se ne sono andati, mi accorgo che hanno rubato il mio accappatoio, alcuni asciugamani e persino la pentola grande con la zuppa di cavolo! Chissà come l’hanno portata via! Così è finita la nostra “amicizia”. Meglio così! Non li ho più rivisti né sentiti. Ora sono molto più cauta quando incontro nuove persone.

Ci fermeremo da te per un po’, perché non abbiamo soldi per affittare una casa nostra! mi disse la mia amica.

Sono un uomo molto attivo, nonostante abbia 65 anni. Riesco ancora a visitare diversi posti e incontrare persone davvero interessanti. Ricordo con un misto di gioia e malinconia i tempi della mia giovinezza. Allora si potevano trascorrere le vacanze dove si voleva! Si poteva andare al mare, fare campeggio con gli amici, oppure imbarcarsi per una crociera sul Po. E tutto questo costava davvero poco.

Ma ormai quei tempi sono acqua passata.

Mi è sempre piaciuto conoscere gente nuova. Facevo amicizia in spiaggia, a teatro, nei caffè del centro. Alcuni di quei rapporti sono durati anche anni.

Un giorno, in una piccola pensione in Liguria, conobbi una donna di nome Rosalia. Durante le ferie diventammo amici e ci ripromettemmo di tenerci in contatto. Passarono degli anni; a volte ci spedivamo lettere e cartoline per Natale o Pasqua. Poi un giorno ricevetti un telegramma anonimo: Alle tre di notte arriva il treno. Aspettami in stazione!.

Non capivo chi potesse avermi mandato quel messaggio. Ovviamente io e mia moglie non ci muovemmo di casa. Però, verso le quattro del mattino, suonarono al nostro campanello. Aprii la porta e rimasi senza parole: davanti a me cerano Rosalia, due ragazze adolescenti, una signora anziana e un uomo. Avevano con sé uninfinità di valigie. Io e mia moglie eravamo esterrefatti, ma alla fine li facemmo entrare. Rosalia mi disse:

Ma perché non sei andato a prenderci in stazione? Ti avevo mandato il telegramma! E poi il tassì costa caro!
Scusa, non sapevo fosse da parte tua!
Beh, avevo il tuo indirizzo. Eccoci qua!
Pensavo che saremmo rimasti solo amici di penna, tutto qui!

Poi Rosalia mi spiegò che una delle ragazze si era appena diplomata e aveva deciso di iscriversi alluniversità. Tutta la famiglia era venuta a Firenze per accompagnarla e sostenerla.

Ci sistemeremo tutti a casa tua! Non abbiamo i soldi per laffitto! E poi tu abiti vicino al centro!

Mi sentii davvero spiazzato. Non siamo nemmeno parenti; perché avremmo dovuto ospitarli? Dovemmo preparar loro i pasti tre volte al giorno. Portavano qualcosa da mangiare, ma non cucinavano mai. Dovevo occuparmi io di tutto.

Dopo tre giorni non ne potevo più. Così chiesi a Rosalia e ai suoi parenti di andarsene. Non mi importava dove sarebbero andati. Rosalia esplose: iniziò a rompere piatti e a urlare come una matta.

Rimasi allibito dal suo comportamento. Alla fine se ne andarono. Si portarono via il mio accappatoio, alcuni asciugamani e ancora non capisco come addirittura la mia pentola più grande che era piena di minestrone! Non so come abbiano fatto, ma è sparita nel nulla.

Così è finita la nostra amicizia. Meno male! Da allora non lho più vista né sentita. Ora sto molto più in guardia quando incontro nuove persone.

La lezione che ho imparato è che, per quanto generosi si possa essere, bisogna sempre ricordarsi che la fiducia va guadagnata e le porte di casa non si aprono a chiunque.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

1 + 3 =

– Restiamo per un po’ da te, non possiamo permetterci una casa in affitto! – Mi ha detto la mia amica. Ho 65 anni, sono una donna molto attiva, viaggio spesso e adoro incontrare persone interessanti. Con nostalgia ricordo le estati della mia giovinezza, quando con pochi soldi si poteva andare ovunque: al mare, in campeggio con gli amici, o fare una gita in barca sul Po. Tutto ciò ormai è solo un ricordo. Da sempre sono stata curiosa di conoscere nuove persone: sulla spiaggia, a teatro, o nelle mille occasioni della vita. Alcune amicizie sono durate anni. Un giorno ho conosciuto una donna, Laura, in una pensione durante una vacanza. Siamo diventate amiche e, dopo qualche anno, abbiamo continuato a scriverci lettere e scambiarci auguri per le feste. Finché un giorno ricevo un telegramma anonimo: “Il treno arriva alle tre del mattino. Aspettami in stazione!”. Sorpresa, non sono andata da nessuna parte con mio marito, ma alle quattro del mattino suonano alla porta. Apro e rimango impietrita: Laura, due ragazze adolescenti, la nonna e un uomo, con una montagna di valigie. Siamo rimasti scioccati, ma li abbiamo fatti entrare. Laura: – “Perché non sei venuta a prenderci? Ti ho mandato un telegramma! La corsa in taxi costa!” Io: – “Non sapevo chi fosse!” Lei: – “Avevo il tuo indirizzo, eccomi qui.” Io: – “Pensavo ci saremmo scritte solo lettere, tutto qui!” Laura mi spiega che una delle ragazze ha finito la scuola e inizierà l’università, e la famiglia è qui per starle vicino. – “Vivremo qui da te! Non abbiamo soldi per l’affitto! E tu abiti vicino al centro!” Non potevo crederci. Non siamo nemmeno parenti! Dovevamo cucinare per tutti, loro portavano qualche cosa da mangiare ma non cucinavano mai. Dopo tre giorni li ho invitati ad andarsene. Laura ha cominciato a urlare e a rompere piatti. Quando se ne sono andati, mi accorgo che hanno rubato il mio accappatoio, alcuni asciugamani e persino la pentola grande con la zuppa di cavolo! Chissà come l’hanno portata via! Così è finita la nostra “amicizia”. Meglio così! Non li ho più rivisti né sentiti. Ora sono molto più cauta quando incontro nuove persone.