Rita era rimasta sola durante le festività di Capodanno. Non proprio sola per scelta, ma per tristezza
La sua migliore amica, Giulia, era partita per una settimana in montagna con il marito, a Cortina dAmpezzo.
Prima di partire, Giulia aveva affidato a Rita, la più affidabile tra tutte le sue amiche, il compito di annaffiare le sue piante e di nutrire la sua tartarughina.
Abitavano nello stesso condominio, ma in due scale diverse.
Rita aveva accettato subito. Non poteva immaginare, però, cosa le avrebbe riservato il destino.
Sette giorni prima di Capodanno, il suo fidanzato Antonio per lei Toni con cui aveva vissuto due anni in una relazione che le sembrava perfetta, durante la cena le diede una notizia che le gelò il sangue: aveva trovato unaltra donna!
E questa donna era già al quarto mese di gravidanza! Ovviamente, disse Toni, da uomo responsabile era suo dovere sposarla.
La richiesta, secondo lui, veniva dalla donna, dalla suocera e dalla nonna di lei. Toni, senza discutere, aveva accettato.
E io allora? domandò Rita, sconvolta.
Antonio finì di mangiare con gran calma, si pulì la bocca con il tovagliolo e rispose:
Tu? Dai, su, non prendertela troppo. Sii onesta, lo sai anche tu che il nostro amore era svanito da tempo. Restava solo la buccia.
Succede spesso. Dovresti ringraziarmi che ti tolgo questo peso.
Mi dai una mano a fare le valigie? No? Va bene, faccio da solo.
E cominciò a raccogliere tranquillamente le sue cose…
Rita pianse ininterrottamente in casa per quattro giorni. Poi venne a trovarla laltra sua amica, Loredana, e durante la conversazione scoprì che Rita non toccava cibo da giorni, beveva solo caffè.
Con Toni e Loredana avevano prenotato da settimane un tavolo in una trattoria per la notte di San Silvestro, per festeggiare insieme, e adesso Antonio avrebbe portato con sé la nuova moglie.
Rita non voleva assolutamente passare la serata con i genitori. Avrebbero iniziato a commiserarla. Sua madre non aveva mai digerito Antonio…
Il 31 dicembre, come ogni anno, Rita aspettava un miracolo. Perché? Forse per abitudine.
Nel profondo sapeva bene che i miracoli non esistono, ma, come i bambini che esprimono desideri ogni Capodanno, continuava a sperare
La giornata scivolò via tranquillamente verso sera. Niente di speciale successe.
Rita si ricordò di non aver mai consegnato ad Antonio il regalo di Natale che aveva scelto per lui: un bellissimo e morbido maglione azzurro in lana che aveva comprato proprio il giorno prima della rottura. Era costato parecchio.
Lo scartò, se lo provò: troppo grande per lei, spalle larghissime
Forse sarebbe stato grande anche per Toni, pensò Rita, e rimise il maglione nel sacchetto.
Poi si truccò, si ripromise di non piangere e uscì di casa.
Credeva molto che come si passa il Capodanno, così sarà tutto lanno. Meglio una passeggiata per le strade illuminate di Roma che chiudersi in casa a piangere.
Mancava unora e mezza a mezzanotte. Sperava che il tempo scorresse veloce e di poter tornare presto a casa.
Il cuore le pesava di malinconia. Pioveva.
Rita entrò in un supermercato. In tasca trovò il foglietto di Giulia: la lista delle incombenze. In secondo posto, dopo le piante, cera scritto di nutrire la tartaruga due volte a settimana.
Fu presa dallansia.
Caspita! Con tutti questi pensieri me ne sono completamente dimenticata! Giulia mi ammazza se succede qualcosa alla sua tartaruga!
Altro che Capodanno
E così Rita corse verso lappartamento di Giulia per nutrire la tartaruga.
Aprì la porta con la chiave che le aveva lasciato lamica, fece qualche passo nel corridoio e rimase di sasso!
Ovunque era acceso, lalbero di Natale brillava di luci colorate, la televisione urlava a volume altissimo.
Dalla stanza da bagno arrivavano strani rumori. Rita spinse la porta e si portò le mani alla bocca dalla sorpresa.
Nella vasca cera un uomo che si radeva e canticchiava sottovoce una canzone.
Istintivamente, pensò a un ladro ma che ladro si metterebbe a farsi la barba?
Chi è lei?! chiese con tono deciso.
Luomo si sciacquò via la schiuma, la guardò e sorrise.
Non si spaventi! Non sono pericoloso. Sono Leonardo, il cugino di Giulia. Vivo e lavoro a Firenze. Sono venuto a Roma per una riunione e non sono riuscito a ripartire. Fortunatamente ho la chiave di casa di mia cugina, lei lo sa. Ho parlato con Giulia: mi ha detto che potevo restare qui.
E la tartaruga? Lha vista? domandò subito Rita.
Certo, lho anche sfamata. Adesso è lì nellangolo vicino al divano, rispose lui indicando col dito.
Indossò la camicia.
Piacere di conoscerla, io sono Leonardo.
Rita disse il suo nome. Lui le strinse la mano e propose:
Festeggiamo insieme? Mancano solo dieci minuti alla mezzanotte!
Rita ebbe un lampo: uscì di corsa, scese le scale a precipizio. Leonardo la seguì sorpreso:
Dove va? Ho detto qualcosa di sbagliato? Mi scusi!
Ma Rita era già corsa a casa, aveva afferrato il sacchetto con il maglione ed era tornata su, nella casa di Giulia la porta era rimasta aperta.
Era appena mezzanotte quando rientrò, col fiatone.
Leonardo le porse un bicchiere di spumante; Rita gli allungò il sacchetto.
Questo è per lei, buon anno nuovo! disse Rita.
Leonardo aprì il pacchetto: dentro cera il morbido maglione azzurro. Se lo mise sulle spalle: perfetto! Neanche a farlo apposta, soprattutto sulle spalle.
Ho ricevuto tanti regali di Capodanno, ma questo è il più bello, fu la sua prima frase dellanno.
Anchio ho avuto due sorprese: la fine di una storia con Antonio e linizio di una nuova conoscenza con Leonardo, pensò Rita, ma non lo disse, si limitò a sorridere.
Il Capodanno successivo Rita, Leonardo e la loro bimba festeggiavano insieme a casa loroFuori, i botti esplosero nel cielo nero. Le finestre tremarono e il salotto si riempì di riflessi echi di azzurro, rosso, oro.
Rita si sentì leggera, come se avesse finalmente lasciato una valigia pesante nellatrio dellanno vecchio. Leonardo rideva: aveva bollicine sulle ciglia e negli occhi, e il maglione lo proteggeva dal freddo e da tutto il resto.
Restarono per un attimo in silenzio, a guardare la tartarughina che, lenta e incurante dei fragori, sgranocchiava con gusto nella sua vaschetta.
Poi, quasi per caso, Leonardo le sfiorò la mano. Rita non la ritrasse. Non aveva più paura del futuro. Sentiva, per la prima volta dopo mesi, che qualunque cosa laspettasse là fuori, sarebbe andata incontro non più da sola.
Comè che si dice a Capodanno? domandò Leonardo, inclinando il bicchiere verso il suo.
Si dice Auguri, rispose Rita.
Brindarono.
E per una notte almeno, Roma, i botti e il nuovo anno sembrarono fatti apposta per lei.






