Saluti dalla moglie: Quando l’amore si trasforma in vendetta – La storia di Giulia, che dopo un matrimonio in crisi scopre il tradimento di suo marito Arturo sui siti di incontri e mette in atto una raffinata rivincita tutta italiana, lasciando il marito senza parole e con un biglietto d’addio indimenticabile

Un saluto dalla moglie

Amore, puoi venirmi a prendere al lavoro? chiese Alessia con voce stanca al telefono, sperando che dopo una lunga giornata tra i fornelli non dovesse strizzare quarantacinque minuti su un affollato autobus romano.

Sono occupato, rispose secco Lorenzo. Eppure, in sottofondo, la tele accesa lasciava intuire che lui fosse comodamente in casa.

A Alessia salì un nodo in gola, le venne quasi da piangere. Ormai il loro matrimonio era un fragile specchio pieno di crepe. Solo sei mesi prima Lorenzo la prendeva in braccio per portarla a letto e le sussurrava parole dolci. Come poteva essere cambiato tutto così in fretta? Alessia non sapeva darsi una risposta.

Era sempre attenta alla linea, passava ore in palestra. In cucina era un vero talento, non per niente lavorava in un rinomato ristorante del centro. Mai una scenata, mai una richiesta di soldi, sempre pronta ad assecondare qualsiasi desiderio del marito…

Così lo stancherai subito, scuoteva il capo sua madre, ascoltando in silenzio gli sfoghi della figlia. Non devi sempre dire di sì a un uomo, figlia mia.

Ma io lo amo, mamma… e anche lui mi ama, mormorava Alessia, forzando un sorriso.

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Ormai lo stancavo, pensava stringendosi le labbra mentre scorreva la cronologia del computer. A quanto pare, Lorenzo passava tutto il tempo libero su siti di incontri, chiacchierando contemporaneamente con diverse donne. Perché non aveva voluto semplicemente parlarle? Avrebbe capito, lo avrebbe lasciato andare. A che pro continuare a soffrire, convivendo con una persona che non ti ama più e facendola soffrire ogni giorno?

Divorzio, dunque. Sì. Era forte, ce lavrebbe fatta. Ma così non gliela lasciava passare. Una piccola vendetta se lera proprio meritata.

La sera stessa, Alessia si iscrisse allo stesso sito di incontri del marito, lo trovò in pochi minuti e gli scrisse. Prese una foto da Internet e, con un pizzico di photoshop, era certa che Lorenzo avrebbe abboccato allamo. Così fu.

La conversazione diventò presto frenetica. Lorenzo, nei messaggi, si spacciava per scapolo, pronto per una storia seria, persino a diventare padre. Elencava ogni presunto pregio personale, suscitando in Alessia una risata amara: sapeva bene quanto fosse difficile adattarsi a quelluomo.

Incontriamoci, scrisse Alessia, trattenendo il fiato in attesa della risposta.

Certo! arrivò dopo pochissimi secondi. Però in casa mia cè mia sorella, sta preparando lesame daccesso alluniversità. Possiamo vederci in un posto neutro e poi proseguiamo la serata in hotel.

Davvero? Alessia sussurrò tra sé. Come fa a pensare che una ragazza accetti immediatamente di andare in hotel con uno sconosciuto? Incredibile. Ma in fondo, mi va anche bene così.

Allora, se vuoi puoi venire a casa mia. Vivo da sola in una villetta fuori città, nessuno ci disturberà scrisse, curiosa di vedere se avrebbe accettato.

Ottima idea! Lorenzo si mostrò entusiasta, forse pensando così di risparmiare qualche euro. Mandami lindirizzo e lora, vengo subito.

Via dei Pini 25, alle dieci questa sera. Ti va bene?

Ovviamente! Aspettami.

Verso le otto e mezza, Lorenzo finse una chiamata urgente dal lavoro. Non trovando più le chiavi della macchina, chiese controvoglia ad Alessia se le avesse viste.

Mi pare di averle lasciate sul comodino, disse lei, fissandolo con candore. Nel frattempo le chiavi erano ben strette nella tasca del suo giubbotto. Forse le ha nascoste il gatto?

Pazienza, prendo un taxi. Non aspettarmi, vai a dormire.

E infatti Alessia non aveva nessuna intenzione di aspettarlo. A che scopo? Impiegò la serata a fare i bagagli. Per fortuna aveva una propria casa, ereditata dalla nonna. Lunica cosa che lasciò fu una domanda di divorzio, sistemata in bella vista sul tavolo.

Lorenzo tornò a casa solo al mattino, furibondo. Non solo il viaggio era stato una via crucis di oltre unora, ma della seducente Angela conosciuta online nemmeno lombra.

Certo, lindirizzo era reale, anche la villetta. Peccato che ad aspettarlo non ci fosse la donna mozzafiato della foto, ma un donnone il triplo di lui. Indossava solo una vestaglia trasparente e Lorenzo avrebbe dato tutto, anche i pochi euro rimasti, pur di cancellare quella scena dalla memoria.

Solo dopo indicibili difficoltà era riuscito a scappare da quella casa e a chiamare un taxi. Ci era voluta una vita prima che arrivasse. Ritrovatosi infreddolito, abbracciato al suo giacchino leggero, aveva percorso la periferia romana con un autista svanito che lo aveva portato chissà dove prima di finalmente lasciarlo a casa. Una notte da dimenticare.

Appena entrato in casa, vide la domanda di divorzio in bella vista sul tavolo. E accanto, inciso con un rossetto rosso fuoco, la scritta:

Questa sì che è una dolce vendettaLorenzo lesse, sbiancò e, per la prima volta da mesi, si sentì nudo e fragile davvero, molto più che davanti alla donna in vestaglia. C’era il profumo di Alessia nellaria, in quella casa, ma non lei. E, come una voce in lontananza, gli tornò in mente il calore delle mattine insieme, quelle colazioni improvvisate in cucina, quando tentava goffamente di tagliare il pane e lei rideva, prendendolo in giro. Allora la casa sembrava troppo piccola per contenere tutta la felicità.

Ma ora era rimasto solo il silenzio, denso, imbarazzante, come se il tempo si fosse fermato in attesa di una sua decisione che ormai non poteva più prendere.

Nel frattempo Alessia uscì dalla portineria della sua nuova casa, inspirò profondamente e si sentì improvvisamente leggera. Chiamò sua madre, che rispose subito, e scoprì che era bello non doversi più scusare o chiedere il permesso di esistere. Sorrise al pensiero che forse, da domani, avrebbe cucinato per sé, trovato ancora il coraggio di ridere forte, magari di ballare in pigiama nel soggiorno senza aspettare che qualcuno approvasse o la guardasse.

Il sole era già alto e Roma pulsava di vita, rumorosa e indifferente ai piccoli drammi di chi la abita. Alessia allungò il passo, serena. Si innamorò, per la prima volta dopo tanto tempo, semplicemente di sé stessa.

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