Sarò sempre con te, mamma. Una storia a cui si può credere
Nonna Rosa non vedeva lora che arrivasse la sera. La sua vicina di casa, Annalisa, una donna sola sui cinquantanni, le aveva raccontato qualcosa che le aveva talmente sconvolto la mente da non farla più stare tranquilla.
E per dimostrarle ciò che aveva detto, laveva addirittura invitata per la sera stessa, promettendole che le avrebbe fatto vedere qualcosa di incredibile.
Tutto era iniziato in modo semplice. Annalisa quella mattina andava allalimentari e si era fermata a bussare alla porta di nonna Rosa:
Vuoi che ti porti qualcosa, nonna Rosina? Sto andando al negozio qui sotto. Voglio preparare una crostata e prendere anche qualcosina di sfizioso.
Sai, Annalisa, sei proprio una brava donna. Buona, gentile. Ti ricordo ancora ragazzina. Peccato che la vita non ti abbia portato compagnia Sempre sola, sempre tu. Però non ti vedo mai triste, mai una parola di lamento. Non come certe altre.
E perché dovrei lamentarmi, nonna Rosina? Luomo che amo ce lho, ma per ora non possiamo vivere insieme. E se vuoi, ti racconto il perché. Guarda, non lo direi mai a nessuno, ma a te sì. Volevo poi raccontarti anche unaltra cosa
Perché so che sei una che bada ai fatti, e anche se chiacchierassi un po, tanto nessuno ci crederebbe mai! rise Annalisa Allora, che ti serve dal negozio? Dopo, se vuoi, mi fermo da te, beviamo un po di tè e ti dico come va la mia vita. Penso che sarai contenta per me e magari smetterai di compiangermi.
Alla fine, a nonna Rosa non serviva quasi nulla, ma le chiese del pane fresco e qualche caramella per il tè.
La curiosità la divorava: cosa mai poteva volerle raccontare quella vicina?
Arrivò Annalisa portando pane e dolcetti, nonna Rosa mise a bollire lacqua e si preparò ad ascoltare.
Nonna Rosina, te lo ricordi quello che mi è successo più o meno ventanni fa? Ero ormai vicina ai trentanni. Avevo un uomo, volevamo sposarci. Mi sembrava un bravuomo, anche se non lo amavo davvero ma potevo fare a meno di una famiglia, dei figli? Così, abbiamo fatto domanda per lappartamento e si è trasferito da me. Poi sono rimasta incinta. Allottavo mese è nata una bambina. Ma è vissuta solo due giorni, poi se nè andata. Pensavo di impazzire dal dolore. Io e il mio compagno ci siamo lasciati, ormai non ci legava più nulla. Dopo un paio di mesi, pian piano ho ricominciato a vivere, ho smesso di piangere.
Ma poi.
Annalisa guardò la nonna con uno sguardo carico di attesa:
Non so neanche come raccontartelo Avevo già preparato la culla per la bambina nella mia camera da letto.
Si dice che porti sfortuna preparare tutto prima, ma io non ci credevo. Avevo comprato tutto, sistemato le lenzuola, messo i giochini.
Poi, una notte, mi sveglio sento piangere un bambino. Penso: Sto sognando, sono le mie ossessioni. Ma no, era proprio pianto. Mi avvicino alla culla e ci trovo dentro una bimba!
La prendo in braccio, quasi smetto di respirare dalla felicità. Mi fissa, poi chiude gli occhi e si addormenta.
E così è stato: ogni notte, la mia bambina torna da me.
Ho persino comprato il latte in polvere e il biberon. Ma mangiava pochissimo. Se piangeva la prendevo in braccio, mi sorrideva e poi si metteva a dormire.
Ma comè possibile una cosa così?, chiese nonna Rosa incantata, una caramella in bocca, Si può credere a queste cose?
Nemmeno io ci credevo! Annalisa era tutta rossa dallemozione.
E poi?, domandò incredula nonna Rosa, sorseggiando il tè.
E da allora va avanti così, Annalisa sorrise radiosa, Vive ormai in un altro mondo, ha una mamma e un papà anche lì, ma non si dimentica di me. Torna ogni notte, anche solo per poco.
Una volta mi ha detto persino:
Sarò sempre con te, mamma. Siamo unite da un filo invisibile e nessuno può spezzarlo!
A volte penso di sognare, ma mi porta persino dei regalini da quel mondo. Purtroppo durano poco qui da noi, svaniscono come la neve in primavera.
Davvero?, la voce di nonna Rosa era roca, come se una storia così le seccasse la gola.
Ecco perché voglio che tu venga a casa mia. Così vedi anche tu e mi confermi che non sono sola a vedere certe cose.
Anche se ci credo, sai comè
La sera tardi, nonna Rosa andò da Annalisa. Si sedettero in soggiorno, in semi-oscurità. In casa non cera nessuno, solo Annalisa e Rosa. Dopo un po venne sonno, ma allimprovviso si accese una luce soffusa. Laria prese a tremolare, e nella stanza comparve una giovane ragazza dal viso dolcissimo:
Ciao mamma! Oggi ho avuto una giornata bellissima, volevo condividere la mia gioia con te! Ecco, questo è per te, e depose sul tavolo un mazzo di fiori.
Oh, buonasera, disse la ragazza vedendo nonna Rosa, Mamma mi aveva detto che volevi conoscermi. Mi chiamo Angelica
Poco dopo la ragazza salutò gentilmente e sembrò svanire nellaria.
Nonna Rosa rimase zitta, stupita, quasi senza parole. Solo dopo qualche minuto trovò la voce:
Incredibile, Annalisa, succedono davvero queste cose.
Che bella ragazza la tua figlia, ti somiglia tanto.
Sono felice per te, Annalisa. Sei una donna fortunata! Non sei peggio degli altri, anzi, magari sei più felice tu!
Pensa, chissà come gira il mondo. Non ci avrei mai creduto se non lavessi visto. Ma è tutto così bello!
Ti sono grata.
Mi hai aperto gli occhi. La vita continua, ovunque si guardi. Adesso non ho più paura nemmeno di morire.
Tanta felicità, Annalisa cara!
I fiori sul tavolo si facevano sempre più pallidi e poi, piano piano, sparivano del tutto.
Annalisa, salutata la vicina, sorrideva felice ai suoi pensieri. Domani sarebbe stata unaltra giornata splendida. Avrebbe rivisto Tommaso, che amava con tutto il cuore, ed era certa che anche lui amava lei.
Come lo sapeva?
E cosa volete che vi dica.
Un giorno li farà conoscere: le due persone più care della sua vita Angelica e Tommaso.






