Fuggi da lui
Ehi, ciao amica! Giulia si sedette sulla sedia accanto a quella di Bianca. Non ci vediamo da un sacco. Come va?
Ciao, Giulia, rispose Bianca, la voce un po sfasata, gli occhi altrove. Tutto benissimo.
Allora perché non riesci a guardarmi in faccia? Giulia la fissò con occhi attenti. Di nuovo problemi con Marco? Che hai combinato stavolta?
Dai, non esagerare sbuffò Bianca, pentendosi di essere entrata in quel bar di Trastevere. Davvero, sto bene. E tra me e Marco va tutto alla grande. È gentile, ti giuro. Per favore, cambiamo argomento.
Senza ascoltare le proteste dellamica, Bianca se ne andò lasciando mezzo cannolo e la sedia ancora calda. Non voleva ascoltare nessuno, convinta nella sua ingenuità che tutti le invidiassero la fortuna.
Marco era un tipo Fantastico. Bello, elegante, generoso. Ogni tanto aveva solo qualche richiesta strana. Per esempio, aveva vietato a Bianca di tingersi i capelli di chiaro.
Fu il loro primo vero litigio. Rischiarono di lasciarsi, per una sciocchezza!
Era andata da un parrucchiere a sistemare il taglio. Un amico del quartiere diceva sempre che con i capelli biondi sarebbe stata bellissima. E quella volta Bianca cedette. Tornò a casa con una chioma platino.
Lui impallidì come il latte. Alzò di scatto il romanzo che stava leggendo e glielo lanciò addosso. Mille parole storte, un ordine secco: devi tornare castana. Subito. Niente bionde a casa mia.
Bianca, mentre tratteneva a stento le lacrime, corse dal primo parrucchiere. Allinizio cercarono di dissuaderla il colore le stava dincanto. Ma appena si mise a piangere, fecero come chiedeva.
Marco poi si limitò a scuotere la testa, senza dire altro. Al mattino dopo, però, le fece trovare un bracciale doro sul cuscino, come se volesse risarcirla.
E poi, niente vestiti bianchi. Rosso, blu, verde tutto, ma non il bianco. Un giorno, per scherzare, Bianca gli chiese che colore avrebbe avuto il suo abito da sposa. Nel suo sguardo apparve una stranezza tale che ogni domanda le morì sulle labbra.
Devi fuggire da lui le consigliava spesso lamica Giulia. Devi farlo senza voltarti. Oggi non puoi mettere il bianco, domani? Ti vieterà di uscire? Per quanto bravo possa sembrare, devi lasciarlo. Trova qualcuno di più normale.
Ognuno ha le sue fissazioni scrollava le spalle Bianca. Tra noi è tutto serio. Voglio anche un figlio con lui. Anzi, Marco desidera tanto una bimba. Ha già scelto il nome Assunta. E tu dici di fuggire!
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Bianca non avrebbe dovuto ignorare i consigli di Giulia. Aveva ragione su Marco e la sua stranezza si rivelò presto.
Cera una stanza nella casa dove Bianca non poteva entrare. Sempre chiusa a chiave. Una volta chiese:
Non sarai mica un parente del Barone Rosso?
Tranquilla, rise Marco in modo strano, non tengo i corpi delle ex in quella stanza.
La conversazione finì lì. Fino al giorno in cui, per caso, Bianca scorse la stanza semiaperta. Tornata prima dalluniversità il docente era fuori città era certa di trovare Marco in casa, ma non lo vedeva da nessuna parte. Passando davanti a quella porta vietata, sentì bisbigli sordi. Spingendo piano la porta, vide qualcosa che le fece gelare il sangue.
Un gigantesco ritratto di una donna, che occupava tutta la parete. Marco inginocchiato davanti a lei.
La donna nel quadro sorrideva e stendeva le mani verso qualcuno. Era identica a Bianca, solo con i capelli biondi. Sembravano sorelle.
Solo poco tempo ancora, Assunta. Presto saremo di nuovo insieme ripeteva luomo. Bianca, incredula, era già pronta a spalancare la porta e gridare la sua rabbia, quando giunsero altre parole.
Lei mi darà una figlia, sicuramente la darà. E allora tu, anima mia, potrai entrare in quel corpicino. E sarai con me, per sempre. Mi prenderò cura di te. E quando crescerai, torneremo ad amarci.
Folle! pensò Bianca, fuggendo in panico. Le amiche avevano ragione, quanto avevano ragione! Ma ora? Come si scappa da un matto? E il peggio era che lei aspettava davvero un bambino. Troppo presto per parlarne, però.
I genitori lontani, lunica amica fidata era Giulia. Corse subito da lei.
Non avrei mai immaginato Marco così, sussurrava Bianca con le mani strette a pugno. Se non lavessi visto, non ci avrei creduto!
Calmati, disse Giulia offrendole un bicchiere dacqua. Bianca lo bevve senza fiatare. Ora devi scegliere. Resti con lui?
Mai! scosse la testa Bianca È pazzo. Ho paura per me e per la bambina. Sorrise amaro. Ora capisco perché mi vietava il biondo e il vestito bianco. Così non gli ricordavo troppo lei.
Meno male che lo hai scoperto prima delle nozze ragionò Giulia. Marco sa della gravidanza?
Volevo fargli una sorpresa
Meglio così. Gli dirai che hai un altro. E te ne andrai lontana. Forse dovresti tornare dai tuoi. Ti iscriverai in un altro ateneo, finirai gli studi. Stai solo lontana da lui.
Credo che farò proprio così.
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Per Bianca gli ultimi sei mesi furono un incubo. Non tanto fisicamente, quanto nellanima. Trasloco, spiegazioni ai genitori Abbandonò luniversità non riusciva a prendere in considerazione laborto, la bimba non aveva colpe.
Anzi, bambina davvero. Una femminuccia, proprio come voleva Marco.
Luomo, contro ogni previsione, lasciò partire Bianca senza quasi parlarle. Una sola minaccia: non parlare troppo, mi raccomando. Non chiese nemmeno dove andasse. Sembrava che non gli importasse nulla.
A volte Bianca si chiedeva se avesse sbagliato a lasciarlo, senza dirgli niente della figlia. Pure quella sera, dopo aver messo Assunta a dormire, fissava la pioggia dalla finestra pensando a tutto.
Il campanello ruppe il silenzio. Un corriere, pizza e supplì appena arrivati. Bianca non aveva mai imparato a cucinare. Appena finito, tornò sui libri decisa a riprendere gli studi.
Le lettere si offuscarono, la stanza girava Bianca cercò il telefono per chiamare unambulanza, ma le mani non rispondevano. Non riusciva a muoversi. Prima di perdere i sensi, vide Marco, chino sulla sua neonata, che la stringeva piano.
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Bianca si svegliò in ospedale. La madre era arrivata a trovarla appena in tempo.
La polizia cercava la bambina, ma invano. Marco, con Assunta in braccio, era svanito nel nulla.
Solo anni dopo, Bianca ricevette un piccolo segno: una fotografia, Marco che abbraccia una splendida bambina dai capelli doro.




