SCEGLI: O IL TUO CANE, O ME! NON SOPPORTO PIÙ QUESTO ODORE DI CANE IN CASA! — HA SBOTTATO SUO MARITO. LEI HA SCELTO LUI E HA PORTATO IL SUO PASTORE TEDESCO NEI BOSCHI… MA LA SERA LUI LE HA DETTO CHE SE NE ANDAVA DA UN’ALTRA DONNA

SCEGLI: O IL TUO CANE, O ME! NON SOPPORTO PIÙ QUESTO ODORE DI CANE IN CASA! URLÒ IL MARITO. LEI SCELSE LUI, E ABBANDONÒ IL CANE IN UN BOSCO… MA LA SERA LUI CONFESSÒ CHE LAVREBBE LASCIATA COMUNQUE.

Francesca amava suo marito, Matteo, da impazzire. Vivevano insieme da cinque anni, ancora senza figli, ma con Argo un vecchio pastore tedesco che Francesca aveva salvato quandera cucciolo, molto prima di conoscere Matteo.

Argo era di famiglia. Intelligente, fedele, riusciva a capire tutto solo con uno sguardo. Ma il tempo passa per tutti: le zampe gli dolevano, il pelo cadeva a ciocche e il suo odore era diventato pungente.

Matteo aveva sopportato a lungo. Ma quando Argo, esausto e malato, fece un bisogno sullelegante parquet nuovo del corridoio, la pazienza finì.

Basta! È finita! urlò Matteo, trascinando il cane davanti alla pozzanghera. Vivo in una canile! Puzzo di cane, peli ovunque, adesso anche pipì per casa! Francesca, basta: o me o questa rovina!

Matteo, dove vuoi che porti un cane di dodici anni? piangeva Francesca, stritolando tra le braccia il colpevole a quattro zampe.

In canile! Nel bosco! Falle fare lultima puntura, non mi interessa! sbottò lui freddo. Se stasera non è fuori di qui, vado via io. Voglio vivere nella pulizia, non pulire la casa da questa bestia lercia!

Francesca era fragile. La solitudine la terrorizzava. Temeva lidea di perdere Matteo, che assicurava stabilità e progetti condivisi la vacanza estiva già prenotata, il mutuo nascosto tra le scartoffie…

Scelse il marito.

Caricò Argo in macchina e si allontanò dalla città. Il cane salì a stento, guaiva dalle fitte alle giunture, ma le leccò la mano. Credeva andassero a passeggiare.

Francesca pianse tutto il tragitto.

Lasciò Argo tra gli alberi di una fitta pineta, a venti chilometri da Firenze. Gli legò il guinzaglio a un tronco, perché non cercasse di seguirla.

Perdonami, Argo… ti prego, perdonami… sussurrava, incapace di sostenere lo sguardo fedele e velato di vecchiaia.

Argo non cercò di opporsi. Si sedette a fissarla. Aveva capito tutto.

Francesca lasciò la sua ciotola col cibo, salì in macchina e partì di corsa. Nello specchietto vide Argo lanciarsi, dimentico del dolore, strattonare il guinzaglio e abbaiare dietro di lei. Un guaito rauco, disperato.

Quellabbaiare le rimbombava nella testa durante tutto il viaggio di ritorno.

Arrivò a casa distrutta, gli occhi rossi e gonfi.

Matteo stava preparando la valigia.

Ma che fai? balbettò lei. Lho fatto. Argo non cè più. Lho lasciato nel bosco…

Matteo la fissò, una smorfia gelida sulle labbra.

Brava. Veloce come sempre. Ma comunque vado via.

Cosa?! Dove vai?

Da Chiara. Quella della contabilità. Ci vediamo da sei mesi. Aspetta un bambino.

Francesca crollò sulla sedia. La stanza cominciò a girare.

Ma… tu stesso hai imposto la scelta Cane o marito… Perché?

Era una prova sibilò Matteo, cinico. Volevo vedere se avevi un minimo di carattere. Se hai abbandonato il tuo cane, che ti ha voluto bene per dieci anni, domani abbandonerai anche me se sto male? Non posso fidarmi di una come te.

Tirò su la zip del trolley.

Addio, Francesca. E… Argo era lunico vero uomo di questa casa. Tu sei solo una traditrice.

Quando la porta si chiuse, Francesca si accasciò a terra e scoppiò in un grido straziante.

Nel silenzio, capì cosa aveva fatto. Per un uomo che non la amava, aveva tradito lanima che laveva adorata per tutta la vita.

Afferò le chiavi, si precipitò in macchina e tornò al bosco.

Era notte. Pioveva cannella.

Raggiunse lalbero. Il guinzaglio era stato rosicchiato. La ciotola rovesciata. Argo non cera più.

Argo! Argo! Amore mio! urlava, correndo nella boscaglia, i rami che le frustavano il volto.

Lo cercò per tre giorni. Attaccò volantini, scrisse ai gruppi di volontari. Non mangiò, non dormì.

Al quarto giorno, il telefono squillò.

Salve, cercate un pastore tedesco? Ne abbiamo trovato uno sulla statale. Lha investito un camion.

Francesca andò a identificarlo.

Era lui.

Argo, liberatosi da solo, aveva preso la strada verso casa, disperato, dolorante. Coraggio e paura nelle vecchie zampe, ma una sola speranza nel cuore: ritrovare chi aveva amato. Morì sullasfalto, senza mai vedere di nuovo la sua padrona.

Francesca lo seppellì da sola.

Sono passati due anni.

Vive ancora sola. Non si è più risposata non riesce più a fidarsi degli altri, nemmeno di se stessa.

Matteo è felice con la nuova moglie e il bambino. Di Francesca non ricorda più nulla. Per lui fu solo un “test”, una scusa per andarsene senza apparire vigliacco.

E Francesca? Ora fa volontariato in un rifugio per cani anziani. Pulisce, accudisce, cura ferite. Nella fatica cerca di espiare la sua colpa.

Ogni notte sogna la stessa scena: è davanti a un albero, Argo la guarda da lontano. Lei lo chiama, ma lui non si avvicina. La fissa. Non con rabbia. Con unimmensa, silenziosa nostalgia.

In quello sguardo cè la sua condanna.

Morale: Il tradimento non si dimentica. Non sacrificate chi vi è fedele per chi vi pone davanti a ricatti. Chi vi ama davvero non vi costringerà mai a scegliere. E se lo fa, vi ha già traditi, e allontanarlo è lunico rimedio, prima di commettere lerrore più grande della vostra vita.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

five × 2 =

SCEGLI: O IL TUO CANE, O ME! NON SOPPORTO PIÙ QUESTO ODORE DI CANE IN CASA! — HA SBOTTATO SUO MARITO. LEI HA SCELTO LUI E HA PORTATO IL SUO PASTORE TEDESCO NEI BOSCHI… MA LA SERA LUI LE HA DETTO CHE SE NE ANDAVA DA UN’ALTRA DONNA