Diario di Lucia, 12 giugno
Ieri abbiamo festeggiato il compleanno di mia cognata. Sofia non ha mai nascosto una certa antipatia nei miei confronti, e sinceramente non ho mai sentito il bisogno di piacere a lei. Tutta la famiglia era riunita: dai nonni ai nipoti, fino alla festeggiata. Ogni parente si sentiva in dovere di complimentarsi con mio marito Marco per la generosità che, a quanto pare, mostrava verso sua sorella. Io e Marco abbiamo ricevuto tanti auguri confusi, senza capirne il motivo. Avevamo appena consegnato una busta con dentro un regalo di duecento euro: secondo me un dono adeguato per l’occasione, niente di particolarmente generoso.
Tutto è diventato più chiaro quando mia suocera, la signora Angela, si è messa a fare il suo discorso alla figlia.
Marco, oggi è il compleanno di tua sorella. Sofia è ancora single e tu, come fratello maggiore, devi proteggerla e pensare al suo futuro. Ora che hai due appartamenti di proprietà, dovresti regalarne uno a Sofia!
Sono rimasta di sasso; tutti hanno iniziato ad applaudire, e io a malapena sono riuscita a non cadere dalla sedia. Non pensavo che potessero essere così sfacciati, ma non era ancora finita.
Fratellino, me lo dai quello nella palazzina nuova, vero? Quando posso traslocare? ha chiesto Sofia senza il minimo imbarazzo.
La situazione andava chiarita. Io e Marco abbiamo effettivamente due appartamenti: uno l’ho ereditato da mia nonna, abbiamo fatto qualche lavoretto e ora lo affittiamo. Gli affitti ci servono per pagare il mutuo della casa nuova, quella dove viviamo adesso. Mio marito non ha diritti sulla casa che ho ereditato; lho sempre pensata per nostro figlio, non certo per mia cognata.
Dimentica proprio, lappartamento che affittiamo è il mio, e in quello nuovo ci viviamo noi! ho risposto.
Figlia, ti sbagli ha ribattuto Angela sei la moglie di mio figlio, quindi tutto ciò che possedete è di entrambi e dovrebbe gestirlo Marco.
A me va bene aiutare, ma non accetto che si tocchi la mia proprietà! Marco, vuoi dire qualcosa?
Marco mi ha guardata e, con una superficialità irritante, ha detto:
Amore, lavoreremo ancora e compreremo un altro appartamento. Questo possiamo regalarlo a Sofia per il suo compleanno.
Non volevo credere alle sue parole.
Dici davvero? ho sbottato. Se proprio vuoi, puoi darle la tua parte di casa, ma solo dopo che firmiamo le carte del divorzio!
Non ti vergogni a parlare così? Se vuoi il divorzio, ecco che lo avrai! ha gridato la suocera Marco, fai le valigie e torna a casa con me! Lucia, sei una donna fredda e avara!
Dopo quel discorso sono uscita da quella casa impazzita: non intendo restare tra chi pensa di avere il diritto di decidere della mia vita e dei miei beni. Piuttosto starò sola che farmi calpestare così.






