SEI LA MIA FELICITÀ?
A dire il vero, il matrimonio non era nei miei piani. Se non fosse stato per la corteggiamento tenace del mio futuro marito, sarei ancora una rondinella libera a svolazzare sopra i cieli di Milano. Arturo, come una falena impazzita, mi girava intorno, non mi perdeva di vista, cercava di soddisfarmi in tutto, mi soffiava via la polvere dalle spalle insomma, a un certo punto ho ceduto. Ci siamo sposati.
Arturo è diventato subito di casa, intimo e familiare. Con lui era facile, quasi rilassante, come indossare delle ciabatte pelose di feltro. Facile da abituarsi, insomma.
Dopo un anno è nato nostro figlio, Emanuele. Arturo lavorava a Torino, quindi tornava a casa una volta la settimana. Arrivava sempre con qualche prelibatezza per me e Emanuele: cannoli, biscotti di Novara, salumi… Una volta, mentre preparavo il bucato e come da abitudine frugavo le tasche, ho scoperto un foglietto nei pantaloni. Da quando ho lavato la sua patente, ispeziono ogni tasca come un detective. Questa volta cade fuori una lista chilometrica di materiale scolastico (era agosto, si capisce). In fondo, una scritta infantile: Papà, torna presto.
Ah, quindi il mio marito si diverte così fuori? Bigamo!
Non mi sono messa a scena isteriche; ho afferrato la borsa, il piccolo Emanuele (che non aveva ancora tre anni) per mano e sono andata dalla mamma. Per un bel po. Mamma ci ha dato una stanza tutta nostra:
State qui finché non fate pace.
Si è fatta largo dentro me unidea vendicativa verso il marito ingrato. Mi è venuto in mente Alberto, un mio compagno di liceo. Lui non mi lasciava mai in pace. Lo chiamo.
Ciao, Alberto! Sei ancora scapolo? attacco lentamente.
Sveva? Che sorpresa! Ma che importa, sposato o separato… Ci vediamo? Alberto quasi saltellava per telefono.
Il mio romance non programmato con Alberto durò sei mesi. Arturo ogni mese portava gli alimenti per Emanuele. Li dava a mia madre e svaniva senza aprir bocca.
Sapevo che mio marito viveva con una certa Caterina Esposito. Lei aveva una figlia dal primo matrimonio. Caterina pretendeva che la bimba chiamasse Arturo “papà”. Tutti si erano trasferiti nel nostro appartamento di Milano. Appena Caterina scoprì che io me ne ero andata, fece le valigie e da Firenze si trasferì da Arturo. Lo idolatrava: maglioncini di lana fatti a mano, calzini di pecora, pranzetti da trattoria… Lho saputo successivamente. Per tutta la vita rinfaccerò a mio marito la Caterina Esposito. Ma allora pensavo solo che il nostro matrimonio fosse ormai cotto e mangiato, insomma, una carbonara bruciata.
Eppure, presa un caffè insieme (lincontro era in previsione del divorzio), io e Arturo ci siamo ritrovati immersi nei ricordi piacevoli. Lui mha confessato un amore celestiale, si è pentito. E ha detto che non sa come liberarsi della Caterina, troppo appiccicosa…
Me lo sono proprio ritrovata tenero, e ci siamo rimessi insieme. Ah, e mio marito nulla sapeva di Alberto. Caterina con figlia ha lasciato Milano per sempre.
Passano sette anni di pressoché felice vita di coppia. Poi Arturo ha un incidente in macchina. Operazioni, fisioterapia, bastone: ci vorranno due anni per tornare in piedi. Queste cose lo esauriscono. Arturo comincia a bere. Si trasforma completamente. Sembra un ombra: silenzioso, sempre più chiuso. Era dura da vedere così. Le mie parole non servono. Lui fa soffrire se stesso e noi.
Un po di respiro lo trovo al lavoro, in compagnia di Paolo, il mio giubbotto salvagente per le lacrime. Mi ascolta in pausa caffè, passeggia con me dopo il turno, mi consola. Paolo è sposato, la moglie aspetta la seconda figlia. Ancora non capisco come siamo finiti a letto insieme, davvero: lui un mini-uomo, più basso di me di una spanna, neanche il mio tipo!
E si comincia! Paolo mi porta a mostre, concerti, balletti. Poi, dopo la nascita della figlia, Paolo smette di divertirmi. Lascia lazienda e cambia lavoro. Forse pensava lontano dagli occhi, lontano dal cuore? Non mi importava, lho lasciato andare tranquillamente. Fu solo il mio analgesico emotivo, nessuna voglia di rubare amori altrui.
Mio marito continuava nel suo abbraccio con il vino Chianti.
Cinque anni dopo, incrocio Paolo per caso. Mi fa una proposta di matrimonio seria: mi viene da ridere. Ma davvero!
Arturo, per poco, si rimette in carreggiata. Parte per lavorare a Praga, fresco fresco. Io in quel periodo sono la moglie modello e mamma perfetta. Tutto il mio cuore per la famiglia.
Arturo torna dopo sei mesi dallestero. Facciamo la ristrutturazione, compriamo elettrodomestici nuovi, Arturo finalmente ripara la sua amata Fiat. Che bellezza! Ma no! Dopo un po ricomincia a bere. Di nuovo il giro dei peggiori inferni. I suoi amici me lo portano a casa più distrutto che ubriaco, a volte strisciando… Giravo per il quartiere di notte per cercarlo: lo trovavo sempre abbandonato su una panchina, con le tasche rivoltate, lo trascinavo a casa. Insomma, ne ho viste di cotte e di crude.
Una primavera, sono alla fermata dellautobus, malinconica. Gli uccellini fischiettano, il sole ride, e io zero voglia di allegria daprile. Sento un sussurro:
Forse posso aiutarla col suo dolore?
Mi giro. Oddio! Un figurino profumato! E io lì, 45 anni suonati! Forse ritorno fragola? Mi imbarazzo come una liceale. Grazie al cielo, arriva il bus: balzo su e scappo. Meglio non tentare il destino! Lui mi saluta con un sorriso. Tutto il giorno fantastico su di lui. Ovviamente, mi faccio desiderare per due settimane.
Ma Egidio (così si chiamava lo sconosciuto) è implacabile: ogni mattina in attesa alla stessa fermata. Io ormai arrivo puntuale, gli faccio locchiolino da lontano. Egidio, appena mi vede, mi manda baci con la mano e sorride da furbetto.
Un giorno porta un mazzo di tulipani rossi. Gli dico: Ma dove vuoi che vada io al lavoro con i fiori? Le mie colleghe mi smascherano, già mi vedo a fare la colpevole senza colpa!
Egidio ride:
Ops, non pensavo a simili disastri!
Così regala il mazzo a una nonnina che ci osservava con interesse. Lei si illumina: Grazie, giovanotto! Te lo auguro focosa! Io un po mi imbarazzo. Meno male che non mi ha augurato una giovane amante, sarei sprofondata!
Egidio insiste:
Dai Sveva, diventiamo colpevoli insieme! Non te ne pentirai.
Devo essere sincera: la proposta era allettante e pure azzeccata. Anche perché col marito zero rapporti: Arturo, nella sua fase tronco, stava buttato sul letto immerso nelloblio dellalcol.
Egidio era astemio, non fumava, ex sportivo (57 anni!) e ottimo conversatore. Separato. Aveva un magnetismo irresistibile!
Mi sono buttata a capofitto in questa relazione! È stato un vortice di passione. Tre anni di rimbalzo tra casa e Egidio. Lanima mia turbata come lacqua nel Po.
Non cè stato verso di fermarmi, né voglia. Quando finalmente mi è venuta la voglia di chiudere, non avevo la forza. Come si dice, la ragazza caccia il giovanotto, ma lui non va via. Egidio ha conquistato anima e corpo! Quando era vicino, mi mancava il respiro! Tuttavia, avvertivo che quella passione non sarebbe stata la mia fortuna. Lamore per Egidio non cera.
Tornavo a casa esausta (dopo le tempeste amorose) e cercavo il conforto di mio marito. Anche puzzolente di Grappa, anche un po sbornio, tutto sommato così familiare! Meglio pane secco che i pasticcini degli altri! Ecco la verità della vita! La passione fa patire. E volevo solo soffrire, guarire da Egidio, e tornare alla mia famiglia. Così pensava la mia ragione, ma il corpo si tuffava nel burrone della passione.
Mio figlio sapeva di Egidio. Una sera mi vede in ristorante insieme a lui: era lì con la ragazza. Ho dovuto presentare Egidio ad Emanuele. Si sono stretti la mano e salutati. A cena Emanuele mi fissava curioso, aspettava spiegazioni. Sdrammatizzo. Un collega mi ha invitato per parlare di un nuovo progetto. Sicuroal ristorante, annuisce il figlio, furbo. Non condanna. Mi prega di non divorziare da papà: magari papà rinsavisce.
Mi sentivo una pecora smarrita, fuori dal recinto. Lamica divorziata mi consigliava di lasciare perdere gli amanti rognosi e calmarmi. Aveva ragione da vendere: lei al terzo marito ci stava bene. Però, riuscivo a fermarmi solo quando Egidio cercò di darmi uno schiaffo.
Quella fu la svolta. Come dice lamica: Calma piatta solo finché resti a riva
Mi si sono schiariti gli occhi. Tre anni di tormenti, finalmente libera! Era arrivato il momento del tanto desiderato relax!
Egidio non si arrende: ci prova ancora a cercarmi dappertutto, pubblicamente chiede perdono in ginocchio… Rimango di marmo! Lamica mi abbraccia e regala una tazza con scritto Hai fatto la cosa giusta!
Per quanto riguarda Arturo, sapeva tutto della mia collezione di errori. Egidio gli telefonava: era convinto che prima o poi sarei andata via.
Arturo mi dice:
Quando sentivo le serenate del tuo corteggiatore, volevo sparire. Ho capito che è tutta colpa mia! Ho buttato mia moglie per la bottiglia. Scemo. Che potevo risponderti?
Sono passati dieci anni. Abbiamo due nipotine. Ogni tanto mi siedo col marito a tavola per un caffè. Guardo fuori dalla finestra. Arturo mi prende la mano con delicatezza:
Sveva, non cercare altrove. Io sono la tua felicità! Ci credi?
Certo, ci credo, mio unicoLo guardo negli occhi, vedo tutte le sue rughe, i chiaro-scuri di una vita vissuta fra mille errori e qualche miracolo. Emanuele ride dal salotto mentre le bambine rincorrono le bolle di sapone. Cè una calma strana, tiepida, nella stanza. Stringo la mano di Arturo, la sento tremare insieme alla mia.
Non so se la felicità esiste davvero, gli dico piano. Forse si assomiglia a questi momenti: non sono perfetti, ma sono nostri. E alla fine, viaggio tanto, corro, inciampo… e torno sempre qui.
Lui sorride, appoggia la testa sulla mia spalla. Fuori la pioggia picchietta piano, come una carezza.
Insieme siamo quello che resta quando tutto finisce, sussurra.
Mi accorgo che il dolore si è trasformato in un ricordo, come il profumo dei biscotti la domenica mattina. Ci siamo scelti, e ci siamo persi, e poi ancora ritrovati. Forse la felicità è proprio questo: avere qualcuno che ti aspetta, anche solo per un caffè. Dentro di me, sento un calore sottile, e mi fermo a vivere.
Resto seduta accanto a lui, stringendo forte la sua mano. La felicità non la cerco più, la tengo stretta qui.






