Sei un mostro, mamma! Le persone come te non dovrebbero avere figli

13 ottobre 2023

“Mamma, sei un mostro! Una come te non dovrebbe avere figli!”

Dopo il liceo, Viola lasciò il piccolo paese di provincia e si trasferì a Milano per studiare. Una sera uscì con le amiche in un locale e conobbe Stefano. Milanese, bello, con i genitori all’estero per lavoro. Si innamorò perdutamente e in poco tempo andò a vivere con lui.

Vivevano alla grande, con i soldi che i genitori di lui mandavano. Ogni sera feste, a casa o in discoteca. All’inizio a Viola piaceva. Ma a maggio si ritrovò con debiti e troppi esami indietro, fu bocciata. Rischiava l’espulsione.

Promise di rimettersi in carreggiata e recuperò gli esami. Studiava persino in bagno quando Stefano aveva ospiti. Ma dopo i primi successi, provò a convincerlo a essere più responsabile. Lui era all’ultimo anno, doveva laurearsi.

“Ma dai, Viola! Si vive una volta sola. La giovinezza passa. E poi, se non ci si diverte a vent’anni, quando?” rispose lui ridendo.

Viola vergogna di dire alla madre che viveva con un ragazzo senza essere sposata. Quando chiamava a casa, mentiva: “Sposata con Stefano, ma faremo festa quando tornano i suoi genitori”.

Un giorno a lezione si sentì male. Capogiri, nausea. Dopo aver contato i giorni, comprò un test. Incinta.

Era ancora presto, e Stefano la spinse ad abortire. Litigarono forte, tanto che lui sparì per due giorni. Viola piangeva disperata. Quando tornò, non era solo: al braccio aveva una bionda ubriaca. Viola, stanca e ferita, urlò e cercò di cacciarla.

“Lei non se ne va. Se non ti piace, vattene tu!” le gridò lui, schiaffeggiandola.

Prese il cappotto e corse in dormitorio. Con la guancia gonfia e il mascara colato, bussò. La custode, impietosita, la fece entrare.

Il giorno dopo Stefano andò a chiederle scusa, giurando che non l’avrebbe mai più toccata. Viola credette. Per il bambino.

A malapena superò gli esami. Aveva paura di tornare a casa. Eppure restare a Milano la terrorizzava. I genitori di Stefano stavano per rientrare, e lei era incinta, senza futuro.

Appena tornati, il padre di Stefano parlò chiaro: “Prendi questi soldi e torna dai tuoi. Che padre sarebbe mio figlio? Non è nemmeno sicuro che sia il suo. Faresti meglio a sparire”.

Umiliata, rifiutò i soldi (e se ne pentì amaramente). Tornò dalla madre.

Appena la vide in piedi sulla soglia con la pancia, capì tutto.

“E il marito dov’è?” chiese la madre, bloccandola nell’ingresso. “Ti ha usata e buttata via? Almeno ti ha dato dei soldi?”

“Mamma, come puoi? Non voglio i suoi soldi!”

“E allora perché sei qui? Pensavo avessi vinto alla lotteria con un milanese, ma torni incinta e senza un euro. Come facciamo in quattro qui? E con un bambino?”

“Quattro?” chiese Viola, confusa.

“Ho un uomo anch’io. Hai creduto che a quarant’anni fossi finita? Ti ho cresciuta da sola, ora tocca a me vivere. Lui è più giovane. Non voglio che ti fissi”.

“Dove dovrei andare, mamma? Sto”Viola chiuse gli occhi, respirò profondamente e capì che per la sua bambina avrebbe fatto di tutto per essere la madre che lei non aveva avuto.”

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