Diario di Giulia
Che giornata lunga. Eppure, nonostante la stanchezza, non riesco a smettere di pensare a tutta questa storia con la casa al mare. Marco, mio marito, è di nuovo entrato in quella modalità lamentosa che mi fa venire voglia di uscire a respirare in balcone.
Dai, Giulia, dimmi sinceramente ha iniziato oggi, mentre io stendevo il bucato , cosa importa davvero a chi affittiamo la villa? Che siano nostri parenti o degli estranei, i soldi sono soldi.
Se almeno invece di piagnucolare mi avesse aiutata con le lenzuola…
Marco, tesoro, la differenza è che dai parenti poi non riesci a farti pagare gli ho risposto.
Stai parlando di Pietro? Dai, è mio fratello! Ti giuro sullonore che pagherà. Non ti ha nemmeno chiesto uno sconto, eh. La vuole tutta per lestate, a prezzo pieno! E così non devi neanche cercare affittuari…
Ho sospirato.
Marco, la casa è a Viareggio. In cinque minuti trovo qualcun altro disposto a pagare bene ho ribadito.
Ma perché sei talmente convinta che dobbiamo affittarla a degli sconosciuti?
Perché con gli estranei si fa un contratto, prendiamo lanticipo, e se non pagano li butti fuori e finisce lì. I parenti, invece, trovano sempre una scusa: Giulia, lo capisci, no, abbiamo i bambini, Possiamo pagare il mese prossimo?, Abbiamo rotto la TV, ma non mi chiederai i soldi, vero?. Giuro, ne ho viste troppe. Tu non sai come vanno a finire queste cose.
La casa ce lho da quando i miei sono andati in pensione e sono tornati a vivere a Firenze. Quando ero ragazzina, anche loro la affittavano tutta lestate. Ma io ho giurato a me stessa che niente amici, niente parenti. Ricordo ancora quanto ci sono rimasti male i miei, ogni volta che si facevano fregare da bravi conoscenti che poi non pagavano.
Ma come è finita? ha chiesto Marco.
Che i parenti nemmeno si scusavano e i soldi non li abbiamo mai visti! Che vi costa, portarci qualche giorno al mare?. Ma la casa è un lavoro, Marco. Non è un albergo gratis per la tua famiglia.
Lultimo colpo lha dato Pietro, che ha deciso che tre mesi in Versilia erano quello che ci voleva per sua moglie e i tre figli. Tanto destate il lavoro per lui va a rilento, quindi vacanza lunga, a scrocco. E io, onestamente, non credo proprio che abbia intenzione di tirar fuori un euro.
Marco ha insistito: Ma lui non ti vuole mica pagare con una stretta di mano, te lo prometto, paga tutto!.
Tutti promettono, ho pensato.
Perché dobbiamo rischiare? Per la villa ci sono già persone in coda, tutte pronte a pagare subito. Con questi, invece, non dormirò tranquilla. Amicizia è amicizia, parenti sono parenti, i soldi sono unaltra cosa.
Penso che la mia razionalità sia difficile da contestare, ma Marco sa sempre come mettermi alla prova: Non credi in Pietro, ma in me almeno sì?.
Non ho potuto fare a meno di aspettarmi un seguito, e infatti: Guarda, se Pietro fa il furbo, pago io laffitto.
Grandi promesse, peccato che sono sempre promesse fatte coi nostri soldi!
Brillante. Mi paghi affitto con quello che già è nostro.
Ehm Be, se davvero ci tieni tanto, trovo un lavoretto extra. Sera o weekend, quello che guadagno lo do a te, solo a te, promesso. Che dici?
Non immaginavo fosse così importante per lui. Magari devo davvero fidarmi…
Sei nato per convincere la gente gli dico , ok, la responsabilità è tutta tua.
Avevamo ancora tempo prima dellestate, ho provato a tranquillizzarmi e a fidarmi di Marco. Ma appena iniziato giugno, i problemi sono arrivati subito. Marco chiamava Pietro ogni due-tre giorni: Oh, magari ci dai almeno un mese di anticipo?. Ogni volta la stessa risposta: Sì, tranquillo! Sto aspettando un pagamento grosso da un cliente, appena arriva ti faccio il bonifico. Mi spiace, è solo questione di giorni, non ti preoccupare!.
Arriva la fine di giugno. Zero euro.
Ho resistito. Sul serio, non lho criticato né tormentato. Marco voleva gestire la cosa? Gli ho dato fiducia. Ma poi, dopo la solita telefonata, non ho resistito a chiedere: Allora? Ha pagato?.
Pietro ancora aspetta i soldi dal cliente… appena arrivano, ci paga!
Ripete ancora la stessa scusa.
E io penso: ma guarda un po, chi lavrebbe mai detto.
Ricordi che ti dicevo? I parenti hanno sempre una scusa, mai una colpa.
Ma Giulia, è solo un caso sfortunato! Non lo fa apposta! Ti capisco, sembra una presa in giro, ma capita!
Sì sì, aspettiamo settembre, vedrai, se ne vanno con tre valigie e un grazie mille per lospitalità, poi ti facciamo sapere per i soldi.
Giulia, in fondo tu non perdi niente. Se non paga, lavoro di più io e ti copro io.
Ah sì? Allora inizia subito, vai.
E lì Marcuzzo ha perso tutto il suo entusiasmo.
Diamogli un paio di settimane ancora, se proprio non ce la fa… ci penso io, ok? Dai, se proprio ci tieni.
Non ti ho chiesto io di fartene carico! Lhai voluto tu, per dimostrare che tuo fratello è affidabile. Ora dimostralo.
Da quel momento in casa si è abbassata la temperatura tra noi. Marco parlava meno e non mi guardava più negli occhi.
Arriva luglio, lestate esplode. Marco lo trovo spesso la sera davanti al computer a guardare annunci di lavoro, ma non chiama nessuno.
Marco, oggi è il trenta! Ci sono passati due mesi daffitto senza vedere una lira!
Ancora nulla da Pietro ma dai, appena riscuote ci sistema tutto.
Come al solito: appena può, appena arriva…
Giulia, te lo giuro che appena riesce paga e magari ci dà anche qualcosa in più!
Io non ci credo più. Tu hai dato la tua parola. Trova un secondo lavoro, dai.
Si vede lontano un miglio che non ha nessuna voglia. Le parole sono facili, ma lavorare il doppio… beh, quello pesa.
Cercherò, ma qui le offerte non sono il massimo. Non vado certo a scaricare casse con la schiena che mi ritrovo.
Chiedi a tuo fratello di scaricare lui. Tu mi hai dato la tua parola. O inizi a cercare davvero, o chiamo Pietro e gli dico che se non vedo almeno metà dellaffitto entro venerdì, lo mando via, punto e basta.
Marco è impallidito.
No, ti prego, non chiamare! Non puoi. Ma poi la mia famiglia? Cosa dico a mia madre? Che ho portato mio fratello in tribunale? Giulia, non capirebbe nessuno.
Pietro non vuole pagare, Marco non vuole prendere le sue responsabilità né litigare col fratello. Alla fine sono diventata io il capro espiatorio.
Lo fai apposta! A te non frega niente di me, no? Non ti importa che debba spaccarmi la schiena per darti questi soldi! ha iniziato a urlare Marco.
Non sono stata io a chiederti questo sacrificio! Sei stato tu a pretendere di coprire tuo fratello!
Ma non sapevo che ci avrebbe bidonati!
Invece io sì, perché lho già visto accadere mille volte. Ma non mi hai ascoltato.
Ok, ok! si è messo a fare la vittima E comunque tu! Mi mandi in bancarotta e non ti interessa mica della mia salute, basta che ti prendi quei soldi maledetti! Che succede se mi viene un infarto per questa storia?
Non ti ho costretto. Sto solo richiedendo ciò che tu hai promesso.
Bene! Vado a lavorare la sera per ripagare Pietro, contenta? Se i soldi valgono più di me…
È andata a finire che lui ha ceduto: ha iniziato a fare il pony express la sera. Ma mi odiava per questo, lo vedevo dagli occhi, ogni volta che rientrava.
Tutta colpa tua… mha detto una sera.
Davvero? Oppure finalmente impari che essere generosi con i soldi miei è facile. Adesso paga tu per tuo fratello e poi vedi…
La speranza che Pietro almeno alla fine pagasse cè sempre stata. Sarebbe bastato un bonifico, almeno un gesto.
Poi mi telefona proprio lui. A me, non a Marco.
Pensavo: non sarà mica che stavolta…
Giulia, ascolta, ho un problema…
Pietro, guarda, sono molto impegnata. Dovevi già pagare luglio e invece siamo ancora fermi a giugno. Ormai la questione riguarda Marco, è lui che si è messo in mezzo.
Sì, Marco mi ha spiegato, povero lui. Però sai, la macchina ci ha abbandonato, ho dovuto pagare il meccanico, adesso non ho un euro. Fammi tornare a casa, poi vediamo per laffitto…
Facile così.
Ho chiuso la telefonata. Ho guardato Marco e basta uno sguardo.
Hai ragione tu ha ammesso, non avrei dovuto fidarmi così tanto. Ma tu… tu non mi lasci mai sbagliare! Anzi, invece di sostenermi, mi stai ancora addosso.
E io cosa dovrei fare? Sorridere e dire che va tutto bene, che può restare gratis e che io mi arrangio? Sei stato tu a insistere.
Sì, ma non pensavo che davvero preferissi i soldi alla mia salute! Ti importa solo che io lavori giorno e notte, eh? Mai chiesto come sto…
Tuo fratello si domanda come stai, secondo te?
Non ha colpa, è andata così…
Certo. Lui è una bravissima persona, mentre io che voglio solo quello che mi spetta sono la cattiva.
Marco ha abbassato lo sguardo.
Temo che nella nostra famiglia ci sarà aria pesante per un po’…





