Chiara e Marco si sono sposati poco più di dieci anni fa. Allora avevano entrambi circa trentacinque anni, Marco era direttore in una grande azienda a Milano e io lavoravo in un salone di bellezza. Abbiamo avuto due figli, ho preso il congedo di maternità e poi ho smesso di lavorare. Il nostro conto era a posto, perché Marco guadagnava bene.
Marco era molto ambizioso, era spesso fuori casa e passava il tempo libero con sua madre. Mia suocera, Rosa, è una brava attrice, capace di recitare malesseri e scoppi dira per attirare lattenzione del figlio.
Una volta, durante una festa di famiglia, Rosa mi ha detto:
Marco è mio, non importa che sei tu sua moglie. Per lui la famiglia è solo io! Devi capirmi, sei anche tu una madre. E, qualunque cosa succeda, devi sempre aiutare tuo marito!
Quelle parole le porto ancora dentro. Il giorno dopo ho chiesto a Marco di spiegarmi. Lui ha cercato di giustificare il comportamento della madre, come se fosse uno scherzo di cattivo gusto.
Tutte le cose belle, però, hanno un fine. Lanno scorso Marco è stato licenziato e ha iniziato a bere per annegare la tristezza. Io ho ricominciato a lavorare in un salone di bellezza.
Non ho perso la speranza che Marco tornasse ragionevole e ritornasse comera un tempo. Ma non è avvenuto nulla di miracoloso. È peggiorato. Ho deciso di chiedere il divorzio e Marco è andato a vivere da mia madre.
Mi sono sentita sollevata, perché dovevo nutrire una bocca in meno. Un mese dopo, Rosa mi ha telefonato:
Hai dimenticato quello che ti ho sempre detto? Devi sempre aiutare il tuo coniuge! La mia pensione non basta, quindi ti pretendo un trasferimento mensile di 300euro per sostenere Marco!
Una tale audacia non me laspettavo! Le ho risposto che avrei chiesto il mantenimento, perché è dovere del padre mantenere i figli!
E lei ha ribattuto che ero stata io a metterlo nella condizione in cui si trova.
Mi sono sentita a disagio per le sue parole e ho chiuso la chiamata. Curiosamente, continuo ad amare il mio ex, ma non so più come convivere con lui.
Alla fine ho capito che non si può tendere la mano a chi non vuole aiutarsi da solo; la vera forza sta nellimparare a lasciar andare.






