— Signor Vasili, di nuovo ci siamo addormentati! — la voce dell’autista dell’autobus è bonaria, ma c…

Signor Giovanni, ci risiamo, ha perso di nuovo lautobus! La voce dellautista, Marcello, è amichevole, ma velata da una lieve nota di rimprovero. È già la terza volta questa settimana che la vedo correre dietro come un ragazzino.

Appena salito, lui un pensionato con la giacca stropicciata si appoggia al corrimano, ansimando leggermente. I capelli grigi scompigliati, gli occhiali scivolati quasi sulla punta del naso.

Mi scusi, Marcello riesce a dire dopo essersi sistemato. Fruga in tasca e tira fuori alcune banconote spiegazzate da cinque euro. Forse lorologio è indietro o magari sono solo io che ormai

Marcello, Marcello De Sanctis per la precisione, ha circa quarantacinque anni, la pelle scura per le innumerevoli ore passate alla guida. Trasporta persone ormai da ventanni, conosce quasi tutti i passeggeri abituali. Ma il signor Giovanni lo ricorda in modo particolare: sempre gentile, silenzioso, ogni giorno alla stessa ora.

Va bene, si accomodi. Dove va oggi?

Al cimitero, come sempre.

Lautobus si rimette in moto. Giovanni prende il suo posto abituale: terza fila accanto al finestrino. Tra le mani stringe il suo inseparabile sacchetto di plastica, consumato dal tempo e dalluso.

Pochi passeggeri: è un mattino feriale. Un paio di studentesse che chiacchierano fitto tra loro, un uomo in giacca immerso nel suo cellulare. La scena di sempre.

Mi dica, Giovanni chiede Marcello, lanciando uno sguardo dal retrovisore , ma va lì davvero ogni giorno? Non è faticoso?

Dove dovrei andare risponde lanziano, guardando fuori dal finestrino. Mia moglie è lì Da un anno e mezzo ormai. Le ho promesso che sarei passato ogni giorno.

Qualcosa stringe il cuore di Marcello. Anche lui è sposato, adora sua moglie. Non riesce a immaginarsi senza di lei.

E abita lontano da lì?

No, in autobus ci metto una mezzora. A piedi sarebbe troppo: le gambe non reggono più. Per fortuna, la pensione basta giusta giusta per labbonamento.

Passano le settimane. Giovanni è una presenza fissa del turno mattutino. Marcello si abitua, quasi aspetta quellomino gentile. Quando Giovanni è in ritardo, Marcello si trattiene apposta qualche minuto in più.

Non deve aspettarmi, dice una mattina Giovanni, accorgendosi dei gesti dellautista. Gli orari sono orari.

Ma figurati! taglia corto Marcello. Un paio di minuti non cambiano nulla.

Poi, un mattino, Giovanni non si vede. Marcello aspetta, spera sia solo in ritardo. Ma anche il giorno dopo niente, e il successivo pure.

Hai notato che il signore anziano che va sempre al cimitero non si fa più vedere? chiede Marcello alla controllora, Giuliana. Secondo te, sarà malato?

Boh, magari hanno dei parenti venuti a trovarlo, chi lo sa si stringe nelle spalle la donna.

Ma Marcello non si dà pace. Gli manca la presenza silenziosa, il timido grazie di Giovanni scendendo dal bus, quel sorriso triste.

Passa una settimana. Di Giovanni nessuna traccia. Marcello si decide: nella pausa pranzo va fino al capolinea, accanto al camposanto.

Scusi si rivolge alla donna anziana che sorveglia lingresso , cercavo un signore che viene tutti i giorni, Giovanni capelli grigi, gli occhiali, sempre con un sacchettino. Lo ha visto per caso ultimamente?

Ah, lui! Certo che lo conosco. Veniva ogni sacrosanto giorno dalla moglie sua.

È da un po che non viene più?

Da una settimana ormai. Ogni tanto diceva che abitava qui vicino, in via dei Tigli, palazzo 7. Ma lei chi è?

Lautista dellautobus. Lo portavo ogni mattina.

Via dei Tigli 7. Un vecchio palazzo sbiadito, lingresso con le porte ormai scrostate dal tempo. Marcello sale al secondo piano, suona il primo campanello.

Gli apre un uomo sulla cinquantina, lo sguardo stanco.

Chi cerca?

Sto cercando il signor Giovanni. Sono lautista del bus, prendeva sempre la corsa mattutina

Ah, il nonno del dodicesimo il volto delluomo si fa più gentile. Lo hanno portato in ospedale una settimana fa, era stato colpito da un ictus.

Il cuore di Marcello fa un tuffo.

Sa in quale ospedale?

Al San Camillo, in Viale Donatello. Allinizio dicono fosse grave, ma ora pare si stia riprendendo.

Quella sera, dopo il turno, Marcello si presenta in ospedale. Chiede della camera a una delle infermiere.

Giovanni? È qui, sì. Ma lei chi è?

Un conoscente balbetta, non sapendo come spiegare meglio.

Sta nella stanza sei, non si trattenga troppo: è ancora debole.

Giovanni è vicino alla finestra, il viso pallidissimo ma sveglio. Allinizio non riconosce Marcello, poi gli occhi si allargano dallo stupore.

Marcello? Ma come come mi ha trovato?

Mi sono informato, sorride imbarazzato lautista, poggiando sulla mensola un sacchetto di frutta fresca. Mi sono preoccupato che non la vedevo più ai capolinea.

Si è preoccupato per me? negli occhi di Giovanni qualcosa brilla di commozione. Ma io non sono nessuno

Come nessuno? lo interrompe Marcello. È il mio passeggero più fedele. Già mi manca di mattina.

Giovanni tace, lo sguardo fisso sul soffitto.

Al cimitero non vado da dieci giorni, mormora piano. È la prima volta in un anno e mezzo. Ho mancato alla promessa

Ma no, Giovanni. Sua moglie capirà. La salute viene prima di tutto.

Non lo so ogni giorno andavo da lei, le raccontavo tutto, il tempo, le novità ora sono qui, e lei resta lì sola

Marcello vede che quelluomo si strugge e prende una decisione istintiva.

Vuole che ci vada io? Dalla sua signora? Le racconto che lei è in ospedale, e che presto tornerà

Giovanni lo guarda incredulo, una speranza improvvisa nei suoi occhi velati.

Lo farebbe? Per una persona che conosce a malapena?

Ma non scherzi, Giovanni! sorride Marcello. In fondo ci vediamo da quasi due anni. Più che un parente, ormai!

Il giorno dopo, nel suo giorno libero, Marcello torna al cimitero. Trova la tomba: sulla pietra la foto di una donna dagli occhi buoni, Francesca Cattaneo, 1952-2024.

Allinizio si sente impacciato, ma le parole escono da sole:

Buongiorno, signora Francesca. Sono Marcello, lautista dellautobus. Suo marito veniva ogni giorno da lei ora è in ospedale, ma si sta riprendendo. Mi ha chiesto di dirle che ancora la ama, e che presto tornerà lui stesso

Aggiunge qualcosa, parla della gentilezza di Giovanni, della sua nostalgia, della sua fedeltà. Si sente quasi sciocco, ma dentro di sé sa che sta facendo la cosa giusta.

In ospedale trova Giovanni che beve il tè. È già più forte, il viso meno pallido.

Sono stato da sua moglie, dice semplicemente Marcello . Ho fatto tutto come voleva.

E comè lì?

Tutto in ordine. Qualcuno ha portato fiori freschi, penso vicini di tomba. È tutto pulito. Lei la aspetta, sapendo che tornerà presto.

Giovanni chiude gli occhi. Le lacrime gli bagnano le guance.

Grazie, figlio mio. Non immagini cosa significa

Dopo due settimane, Giovanni viene dimesso. Marcello lo aspetta fuori dallospedale, poi lo riaccompagna a casa.

Ci vediamo domani? chiede, mentre lanziano scende dallautobus.

Certamente, risponde Giovanni. Alle otto, come sempre.

E davvero, il mattino seguente, lui è di nuovo al solito posto. Ma tra loro qualcosa è cambiato: ormai, non sono più soltanto autista e passeggero.

Senta, Giovanni, gli dice un giorno Marcello perché nei weekend non la porto io con la macchina, fuori servizio? Così facciamo con calma.

Non si disturbi, davvero

Ma mi fa piacere. E poi, mia moglie dice: Se un uomo è così gentile, merita aiuto!

Così è diventata una piccola tradizione: durante la settimana, servizio di linea, nel fine settimana Marcello porta Giovanni al cimitero in macchina. Talvolta anche sua moglie si unisce si sono conosciuti, simpatici da subito.

Sai, dice una sera Marcello a sua moglie , pensavo che per me era solo lavoro: orari, fermate, passeggeri E invece, ognuno sullautobus ha la sua storia. La sua vita.

È vero, annuisce lei. Hai fatto la cosa giusta.

E Giovanni, un giorno, confida loro:

Dopo la morte di Francesca, credevo che la mia vita fosse finita. Che non contassi più per nessuno. E invece ho scoperto che alle persone importa ancora qualcosa. E questo vale tanto.

***

E tu, credi che nel quotidiano le cose grandi siano davvero fatte dalle persone semplici?

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