Signora, io sono una persona importante, non ho tempo da perdere come lei!
E quello che succede subito dopo lo fa vergognare davanti a tutti.
Il corridoio dellospedale profuma di disinfettante e fatica.
Su una sedia di plastica, una donna vestita con semplicità tiene stretta la borsa al petto, quasi come se lì dentro conservasse sia la speranza che la paura.
È ancora mattina presto.
Dalle sette sta lì, con lo sguardo fisso sulla porta dellambulatorio. È arrivata da lontano, quasi duecento chilometri. Non si lamenta. Non dice una parola. Aspetta soltanto.
Attorno a lei ci sono altre persone: un uomo con la mano fasciata, una giovane donna con gli occhi segnati dalla stanchezza, una madre col bambino addormentato sulla spalla. Tutti in silenzio. Tutti con lo stesso pensiero: Madonna Santa, aiutaci
Ed ecco che arriva lui, dal fondo del corridoio.
Un signore anziano, avrà sui settantacinque anni, impeccabile. Cappotto costoso, bastone lucido, cappello elegante.
Cammina con passo sicuro, abituato ad aprirsi la strada.
Non chiede nulla.
Non guarda nessuno.
Si dirige deciso verso la porta, come se quel corridoio fosse solo un passaggio tra lui e ciò che desidera.
Arriva davanti allambulatorio.
Allunga la mano e afferra la maniglia.
Allora la donna si alza, piano. Senza rabbia. Senza polemica.
Con la dignità di chi non ha tanto, ma ha rispetto.
Signore ma è il mio turno. Aspetto dalle sette di stamattina. Sono venuta da duecento chilometri.
Lanziano la guarda come se solo in quel momento si accorgesse che ci fossero altri.
Abbozza un sorriso freddo.
Signora, io sono una persona di valore, non posso perdere tempo come lei!
Poi, con voce ancora più tagliente, dice:
Quando si arriva alla mia età e si è realizzato qualcosa nella vita, si sa che il tempo è troppo prezioso per sprecarlo nelle attese.
La donna resta immobile.
Le sue parole cadono su di lei con tutto il peso. Non per il turno perso ma per lumiliazione subita.
Nel corridoio cala un silenzio pesante.
Ma dura poco.
Allimprovviso la porta dellambulatorio si apre.
Il medico, un uomo di mezzo secolo, con il camice stropicciato e gli occhi segnati dalla stanchezza, esce e li guarda.
Cosa succede qui?
Lanziano fa un passo avanti, sicuro.
Dottore, sono venuto per la visita. La prego di ricevermi subito. Non posso restare ad aspettare.
Il dottore lo osserva in silenzio per alcuni istanti.
Poi si rivolge alla donna.
Lei è la signora delle sette?
La donna annuisce.
Sì sono venuta da duecento chilometri
Il dottore sospira.
Poi si volta verso lanziano e, con una voce calma e decisa, che taglia più di un urlo, dice:
Signore la riconosco.
Lanziano si immobilizza, orgoglioso.
Il dottore va avanti:
Lei era il mio professore alle superiori.
Il corridoio rimane senza parole.
Luomo sorride soddisfatto, come se avesse appena avuto la conferma del suo essere qualcuno.
Ma il medico non sorride.
Ricordo perfettamente una frase che ci ripeteva ogni anno.
E poi, scandendo bene le parole:
Il valore di una persona non si vede dai vestiti, dal ruolo o da quanto sia rumoroso ma da quanto rispetto porta a chi non può difendersi.
Lanziano sbatte le palpebre nervosamente.
Sembra meno saldo sul bastone.
Il dottore fa un passo verso di lui e dice, senza durezza, ma con onestà che punge:
Oggi non è stato qualcuno.
Oggi è stato solo un uomo che si è dimenticato di essere uomo.
Il volto dellanziano si arrossisce. Stringe la mascella.
Intorno tutti rimangono in silenzio, ma ogni sguardo è un giudizio.
Il medico apre la porta dellambulatorio e dice a voce alta, perché tutti sentano:
Entri la signora. È il suo turno.
La donna entra, con gli occhi lucidi ma la testa alta.
Il vecchio si appoggia al muro, in silenzio.
Si siede. Aspetta.
Per la prima volta dopo molti anni capisce che essere qualcuno non vuol dire passare sopra agli altri, ma non calpestarli mai.
Quando arriva il suo momento, entra anche lui.
E, prima di spiegare cosa sente, dice solo:
Dottore mi scusi per quello che è successo prima!
Il dottore gli sorride, gentile.
Non è mai troppo tardi per essere umani, signore.
Il vero valore non è in quanto forti si parla, ma in come si tratta il prossimo.
Si può essere qualcuno agli occhi del mondo e restare piccoli davanti al rispetto.
E viceversa: si può essere semplici, umili, silenziosi e diventare giganti con la propria dignità.
Tu cosa avresti fatto al posto della donna? E al posto del medico?
Se questa storia ti ha toccato il cuore, condividila.
Chissà che proprio chi ha bisogno di ricordarsi di essere UOMO non la legga oggi.
Signora, io sono qualcuno, non ho tempo da perdere come lei! E quello che è successo dopo… lo ha…





