Sofia corse a casa con gioia per preparare una sorpresa per il marito. Ma quando entrò…

Grazia arriva a casa con il sorriso, pronta a dare una sorpresa al marito. Ma appena entra

Corre da una stanza allaltra, infilando nello zaino gli oggetti indispensabili. I suoi gesti sono frenetici, come se qualcuno la inseguisse. Laria esce dai polmoni con un sibilo, le dita non riescono a chiudere la cerniera della borsa strapiena. Unora prima il centralino del policlinico le ha squillato; la voce sorpresa del capo reparto risuona ancora al telefono, cercando di capire la decisione improvvisa. La lasciano andare senza ostacoli, ma un flusso di domande incomprensibili rimane sospeso, senza che lei trovi la forza o la voglia di rispondere. Non spiega nulla. Lidea di raccontare ad alta voce ciò che è accaduto le sembra insopportabile.

Il ricordo del loro incontro affiora vividamente, ma ora con tinte amare. Si sono conosciuti quando Grazia era ancora studentessa tirocinante al Policlínico di Roma. Scintilla è scoccata, trasformandosi in un fuoco avvolgente. Non hanno esitato, non hanno aspettato; hanno celebrato un matrimonio semplice ma caloroso. Poi Grazia ha iniziato a lavorare al policlinico e hanno deciso di mettere le basi, costruire una carriera, e solo dopo pensare ai figli. Prima la stabilità, poi tutto il resto.

Il tempo passa e, quasi senza accorgersene, la vita prende unaltra direzione.

A volte Grazia, quasi per caso, accenna al marito che sogna di sentire risate di bambini in casa, ma lui strappa via la frase, parlando di instabilità e difficoltà. Ora, ricordando quei momenti, sente un nodo caldo e pesante in gola.

Tutto ciò che credeva fosse il suo mondo lo distrugge la sua amica Veronica, quella a cui confidava segreti e speranze.

Ieri Grazia capisce con crudele chiarezza che Veronica non è mai stata una vera amica.

Il turno di notte le viene cancellato allultimo minuto; col cuore leggero decide di tornare a casa prima del solito. Inserisce la chiave nella serratura, apre la porta e si ferma sulla soglia, come colta da un colpo al petto.

Dal soggiorno arriva una risata femminile, allegra, che conosce fin troppo bene.

Sempre mi sorprendi, dice Veronica, la voce piena di autentica tenerezza. Non ho idea di cosa preparerai la prossima volta!

Solo per te, gioia mia, risponde una voce maschile, familiare e cara. Tu sei il mio universo. Sposterei montagne solo per vedere il tuo sorriso felice

Non riesce più a sentire il resto. Ogni parola si infila nel cuore come ago affilato. Grazia indietreggia lentamente, chiudendo la porta a malapena socchiusa, e scivola silenziosa come unombra giù per le scale.

Quella notte resta sveglia nella stanza vuota del turno, fissando un punto fisso. I pensieri la lacerano, ma al mattino prende una decisione fredda e netta: partirà. Scomparirà. Per tutti quelli che la conoscono. Per quel mondo che le ha inflitto tanto dolore.

Sa di avere un rifugio dove nessuno la troverà. Sua nonna, molti anni prima, le ha lasciato in eredità una piccola ma solida casetta in un villaggio di montagna, quasi sconosciuto. Quasi nessuno ne ha sentito parlare. Dopo la morte della madre, Grazia è andata a vivere col padre e la strada per quel luogo era quasi dimenticata. Ora quelloblio diventa la sua salvezza.

Il momento è arrivato per ricordarlo.

Dopo qualche ora, lo zaino è finalmente pronto. Gira lo sguardo per lappartamentoun tempo pieno di luce e felicità, ora grigio e spoglio, come una palude che inghiotte ogni speranza in gente e amore.

Non resta più nulla della mia anima qui, sussurra al silenzio, e le parole suonano come una sentenza finale.

Due giorni dopo è già nel villaggio. Lungo il percorso butta via la vecchia SIM e ne compra una nuova, sconosciuta a tutti. Non vuole che nessuno possa rintracciarla.

La casa la accoglie con un silenzio profondo e profumato di legno vecchio e erbe secche. Quando apre il cancello cigolante, avverte allimprovviso una leggerezza quasi innaturale in tutto il corpo.

Qui nessuno potrà ferirla. Qui inizia la sua nuova vita, autentica.

Passano due settimane. Pian piano torna in sé. I vicini, persone sincere e semplici, si mostrano incredibilmente accoglienti. Aiutano come possono, senza fare domande inutili. Insieme riparano il tetto che perdeva, tagliano le erbacce del cortile. Da quel calore e generosità il cuore di Grazia si svela, il dolore si placa.

Ma il destino le riserva un nuovo test, una prova per la sua forza danimo.

Una mattina presto la vicina Valentina corre verso il suo cancello, pallida per lo spavento.

Grazietta, mi dispiace, non riesco a venire in giardino, è successo un incubo! La piccola Martina le fa un dolore insopportabile alla pancia, non riesce nemmeno a trattenere lacqua! E gli occhi gli occhi sono terrorizzati!

Ha bisogno subito di una flebo, dice subito Grazia, con la precisione di una dottoressa. La bambina è gravemente disidratata, è pericoloso.

Ma non abbiamo nemmeno un medico, balbetta Valentina, quasi in lacrime.

Grazia tira fuori la sua piccola borsa medica, ben fornita. Le mette la flebo e, dopo poche ore, la piccola migliora visibilmente. Di sera Martina sorride debolmente e chiede un sorso dacqua.

Il giorno successivo tutto il villaggio sa una cosa: la nuova arrivata è una vera dottoressa. Non può più nascondere la sua professione.

In quel momento Grazia capisce con chiarezza che non può rinunciare al suo vocazione. Solo aiutando gli altri, donando una parte di sé, sente davvero di vivere, non solo di esistere.

Un mese dopo inizia a lavorare ufficialmente al FAP locale, quel piccolo ambulatorio dove nessuno voleva andare. Per lei è la salvezza: fuggire, nascondersi, ricominciare da zero, senza macchie.

Il tempo scorre, passano altri mesi.

Una mattina presto la chiamano per una bimba con febbre alta. Alla porta di quella casa vecchia ma curata apre un uomo.

Buongiorno, sono Davide, si presenta, gli occhi pieni dansia. Per favore, aiuti mia figlia.

Grazia lo osserva per un attimo: gli occhi profondi, la voce sicura. Scaccia subito da sé ogni pensiero: gli uomini non le servono più, il suo cuore è ben chiuso.

Portami da lei, dice con decisione.

La piccola è sdraiata su un letto, avvolta in una coperta di stracci. È pallida, ma i suoi grandi occhi azzurri sono limpidi e fiduciosi.

Ha un respiro molto rumoroso, constata Grazia. Le prescriverò i farmaci necessari. Dovrà andare in città a comprare tutto dalla lista. Chieda a sua moglie, le spiegherò il trattamento

Non ho una moglie, risponde Davide a bassa voce. Sono da solo con Arianna. Sua madre è morta quando è nata.

Grazia guarda di nuovo la bambina; il suo cuore si stringe per una tenerezza dolorosa. Quanta ingiustizia nella vita! Ha pregato per anni il suo ex marito di avere un figlio, e ora una bambina straniera suscita in lei una tempesta di affetto e protezione.

Con dolcezza accarezza il piccolo capo caldo:

Andrà tutto bene, piccola principessa. Ti prenderò cura di te.

Arianna accende un sorriso timido ma prezioso, e Davide annuisce con profonda gratitudine.

Non so come ringraziarla, dice. Posso almeno accompagnarla a casa e venire ogni giorno, così non deve camminare per le strade dissestate.

Grazia vuole rifiutare, ma qualcosa dentro di lei cambia idea. Lui è sincero, premuroso, e la sua figlia è un vero miracolo.

Va bene, accetta dopo una pausa. Grazie.

Il tempo scorre ancora. La vita nel villaggio procede lenta e serena.

Grazia siede su una vecchia panca di legno davanti a casa, sorseggiando un tè alle erbe. Davide si avvicina, la abbraccia delicatamente alle spalle e le bacia la guancia.

Amore mio, sussurra, la voce colma di tenerezza. Sei mia e per sempre sarai mia.

Lei sorride, chiude gli occhi, sente il calore delle sue braccia. Arianna salta dal portico con un grido gioioso, e Davide, ridendo, aggiunge:

Più giusto dire non solo mia, ma nostra.

Grazia ride, il suo riso si fonde con quello della bambina in una melodia felice.

Un anno passa. È il periodo più sereno e gioioso della sua vita. Per Davide e Arianna trova la forza di tornare in città, chiudere definitivamente la pratica del divorzio. Il suo ex marito e Veronica vivono ancora insieme, indifferenti al suo ritorno. Firma i documenti e lascia il tribunale senza voltarsi.

Ora la sua vita è totalmente diversa, piena di nuovo senso e luce. Ricomincia a fidarsi delle persone, a permettersi di amare e di essere amata.

Tutto questo grazie a quel piccolo e insignificante casolare di montagna, ereditato dalla saggia nonna.

Grazia inspira un sospiro di felicità, posa la mano sulla forte mano di Davide.

Abbiamo davanti a noi una vita intera, sorride, guardandolo negli occhi gentili.

Ti amo, risponde lui, stringendo le dita. E non ti stancherò mai, cara. Sei la mia ispirazione, il mio porto tranquillo.

Fuori dalla finestra, il tramonto scende lentamente, tingendo il cielo di rosa e lavanda. Il fiume silenzioso vicino scorre placido, portando via il dolore di un tempo. In quel silenzio nasce una nuova melodia, la musica di un amore felice, più forte di ogni ferita passata. I loro cuori, come due rive sicure, si fondono per sempre, offrendo sostegno e calore, e nel loro legame si cela il segreto più grande: la casa vera non è fatta di mattoni, ma di fiducia reciproca e silenziosa comprensione.

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