Sono andata al ristorante per conoscere per la prima volta i genitori del mio fidanzato, ma quello che hanno fatto mi ha spinta ad annullare il matrimonio

Amica, ascolta, non avrei mai pensato di raccontarti una cosa del genere, ma è successo davvero e ancora adesso a volte mi sembra assurdo. Ho annullato il mio matrimonio proprio dopo aver conosciuto i genitori del mio ex fidanzato, Andrea. Ti giuro, è stata una serata da film ma non una bella commedia romantica, ti assicuro.

Tutto è cominciato quando Andrea mi ha invitata a cena con i suoi. Era la prima volta che li vedevo e pensavo che sarebbe stato uno di quei passi importanti verso la nostra futura vita insieme. Insomma, già ci vedevo tutti al pranzo della domenica a casa loro, con la pasta fatta in casa e qualche battuta della nonna. Invece… Lascia stare!

Prima di raccontarti comè andata quella maledetta sera, fammi dirti due parole su Andrea. Lho conosciuto in ufficio quando è arrivato come nuovo responsabile nel settore amministrativo. Aveva quello sguardo da italiano affascinante: alto, sempre ben vestito, con i capelli curati e un sorriso che scaldava la stanza. In breve tempo era diventato il beniamino di tutti, e tra un caffè e laltro abbiamo iniziato a parlarci sul serio.

Dopo circa due mesi mi aveva già chiesto di uscire; io normalmente non mi butto, lo sai, ma con lui è stato tutto istintivo. Era quello di cui avevo bisogno: sicuro di sé, gentile, concreto, pronto a risolvere qualsiasi cosa senza perdere la pazienza, insomma, il classico ragazzo che tutte vorrebbero nei momenti di caos.

Il nostro rapporto è decollato in fretta troppo, ora che ci penso. Dopo sei mesi mi ha chiesto di sposarlo e io, accecata dal famoso colpo di fulmine, ho detto subito sì. Lunica cosa un po strana era che non avevo ancora conosciuto i suoi genitori. Loro vivevano a Torino, mentre noi lavoravamo a Milano, ma cera sempre una scusa: Mia mamma ha il raffreddore, Mio papà lavora anche il sabato, e così via. Alla fine, quando hanno saputo del fidanzamento, ci hanno tenuto a conoscermi.

Andrea mi aveva detto: Vedrai, ti adoreranno. Ho prenotato un tavolo in un locale nuovissimo, proprio in centro, venerdì sera. Ovviamente, io nel panico: Cosa mi metto? E se non gli piaccio? E se dicono ad Andrea di lasciarmi? Ho provato almeno dieci abiti diversi prima di scegliere un semplice vestito nero, elegante ma senza esagerare, come si usa da noi.

Quel venerdì sono uscita prima dallufficio, mi sono preparata con calma: trucco leggero, i miei orecchini preferiti, una pochette nera e, ovviamente, le scarpe col tacco giusto. Andrea mi passa a prendere e mi fa quel sorriso che mamma mia.

Sei bellissima, amore. Sei pronta? Mi prende la mano e cerca di tranquillizzarmi: Ma figurati se non ti piaceranno! Sei la fidanzata che vorrebbero tutti per il loro figlio.

Appena siamo entrati nella trattoria che aveva i lampadari di cristallo che brillavano più del Duomo di notte mi sono sentita in soggezione. Musica jazz dal vivo, camerieri in giacca bianca, tavoli apparecchiati meglio del matrimonio di mia cugina.

I suoi genitori erano seduti vicino a una vetrata che guardava sui Navigli. Sua mamma, Lucia, tutta legata e curata, si è alzata senza degnarmi di uno sguardo e ha abbracciato fortissimo Andrea tipo lui fosse appena tornato da dieci anni di guerra. Suo papà, Giovanni, tipo mastino, è rimasto fermo come se non esistessi.

Solo dopo un po, Andrea si è ricordato di presentarmi: Mamma, papà, questa è Martina, la mia futura moglie. Lucia mi ha squadrata dallalto in basso e poi ha accennato un sorriso falsissimo: Sì, ciao cara.

Cerco di rompere il ghiaccio: Piacere, finalmente vi conosco. Andrea mi ha parlato tanto di voi! Nessuno fiata, arriva il cameriere con i menù e Lucia subito si piega verso Andrea: Caro, vuoi che ti ordini io? Lo so che con tutti questi piatti ti confondi. Mi sono venute le bolle. Lui ha trentanni! Ma, incredibilmente, annuisce e lascia fare tutto a lei.

Lucia ordina il fritto misto di mare, la fiorentina e una bottiglia di Brunello da cento euro. Io, senza fame per lagitazione, prendo le semplici tagliatelle al pomodoro.

Mentre aspettiamo, Giovanni si gira verso di me e, serissimo: Allora, Martina, quali sarebbero le tue intenzioni con nostro figlio? Quasi mi va di traverso lacqua: Scusi? Beh, lo vuoi sposare, no? Hai capito che lui si fa stirare tutte le camicie e deve dormire con il suo cuscino speciale?

E Andrea? Niente, muto, come se tutto fosse normale.

Non ne abbiamo ancora parlato balbetto io.

Lucia interviene subito: Devi imparare in fretta, tesoro. Il nostro Andreino non mangia verdure, cena solo alle 19:00 precise e ama i cannelloni solo come li faccio io. Mi raccomando, eh!

Quando arriva il cibo, Lucia taglia la carne per Andrea e Giovanni gli sistema il tovagliolo sul grembo. Io mi sentivo in un incubo, pensavo di non aver capito nulla del loro rapporto. Ora mi era chiaro il perché Andrea non mi aveva mai portata dai suoi.

A fine cena, sospiravo di sollievo. Ma no! Arriva il conto e Lucia lo afferra subito: Ma sì dai, facciamo alla romana, no? Così è giusto, adesso siamo una famiglia!

Ti rendi conto? Loro hanno mangiato lira di Dio fra carne e vino, io le tagliatelle da dieci euro, e volevano pure che pagassi metà! Guardo Andrea in cerca di aiuto, ma lui niente, faceva finta di interessarsi al soffitto.

A quel punto ho capito tutto. Non era solo la scena della cena, era la mia futura vita: sempre terza ruota con i suoi genitori attaccati. Ho preso coraggio: Veramente, io pago solo quello che ho mangiato. Ho lasciato venti euro con una mancia, mi sono alzata e guardata Lucia negli occhi: No, non siamo una famiglia. E non lo saremo mai.

Poi ho tolto lanello e lho lasciato lì: Mi dispiace, Andrea, ma questo non è ciò che voglio. Cerco un compagno, non un bambino di cui occuparmi. Quando sarai pronto davvero, magari ci risentiamo.

Sono uscita dal locale a testa alta, con un peso in meno sul cuore sì, fa male, sì, in ufficio sarà imbarazzante. Ma so di aver fatto la cosa giusta.

Il giorno dopo ho riportato labito da sposa in negozio. La commessa mi guarda: Va tutto bene?

Le sorrido: Sì, davvero. Meglio così.

E sai che ti dico? A volte serve tanto coraggio per lasciare andare chi non è giusto per te. Allinizio fa male, ma sul lungo periodo è la cosa più sana che puoi fare.

Tu che ne pensi?

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