Sono spariti come una palla di neve, mio marito le ha buttate via.

Lanno scorso, proprio in piena estate, era un venerdì qualsiasi e mio marito era ancora al lavoro. Io e mia figlia, Martina, am decis di andare al mercato qui a Firenze per fare la spesa per il weekend.

Tornando a casa con le borse piene di frutta fresca e salumi buoni, ci siamo messe subito allopera: Martina si è data alle pulizie, mentre io trafficavo tra i fornelli. Eravamo proprio immerse nelle nostre faccende, quando fuori abbiamo sentito il rumore di una frenata improvvisa.

Sono arrivati i nostri parenti da Bologna mia cugina Elisabetta, suo marito Pietro e la loro figlia Giorgia, che ha quindici anni. Li abbiamo fatti subito entrare, anche se ero davvero presa alla sprovvista e non avevo preparato niente per degli ospiti.

Ci siamo seduti in cucina, ho apparecchiato in fretta e furia e gli ho chiesto come mai ci fossero venuti a trovare. Ed è venuto fuori che il giorno prima era il compleanno di Elisabetta! Così, allimprovviso, avevano deciso di fare un salto a trovarci.

Chiaramente, io ero proprio impreparata: mentre loro si gustavano una tazza di tè, ho chiamato mio marito, Andrea, per raccontargli cosa stava succedendo. Lui, tutto tranquillo, mi consigliò di preparare delle braciole di maiale alla griglia, perché cerano in freezer dei pezzi giusti giusti.

Sono tornata dai parenti spiegando che proprio non mi aspettavo certi ospiti, che avremmo marinato la carne e tra unoretta sarebbe stata pronta, giusto in tempo per quando Andrea sarebbe rientrato.

Loro hanno annuito cortesemente e poi via, dritti sul divano! Hanno acceso la TV e sono rimasti fissi lì a guardarla, come se fossero a casa loro.

Devo dirti la verità, ci sono rimasta un po male. Ho chiesto a Pietro se volesse aiutarmi almeno a tagliare la carne, ma lui mi ha detto che gli faceva male il braccio, mentre Elisabetta borbottava che si sentiva stanca dal viaggio ed è tornata a guardare la TV, girandosi dallaltra parte.

Così, silenziosamente, mi sono messa dimpegno con Martina: abbiamo tagliato, marinato, apparecchiato la tavola e loro nel frattempo, niente, manco si sono alzati a offrirsi.

Quando Andrea è tornato, gli ho raccontato tutto con calma. Lui si è stupito, mi ha detto che erano davvero molto maleducati e li ha chiamati a tavola.

Durante la cena, un silenzio del tipo che si tagliava col coltello, nessuno fiata. Pietro si è divorato tre spiedini in un niente, neanche li assaporava. Andrea lanciava certe occhiate, capivo che non gli stava affatto bene quella situazione.

Finita la cena, ho chiesto se qualcuno avesse voglia di aiutare a lavare i piatti, pensando che finalmente si sarebbero fatti avanti. Invece no, Elisabetta mi ha detto che aveva appena fatto la manicure, e che Giorgia non poteva lavare i piatti.

Poi e qui davvero la trama si infittisce i parenti hanno detto che era troppo tardi per tornare a Bologna e che sarebbero rimasti a dormire da noi. E non solo: hanno pure chiesto di dormire nel letto mio e di Andrea, perché Pietro soffre di mal di schiena e ha bisogno del materasso rigido.

A quel punto Andrea non ci ha visto più e ha cominciato a sbottare:
Ma che pensate, che questa sia una pensione? Credete di avere i camerieri che vi servono? Forza, fate le valigie e tornate a casa!

Io sono rimasta senza parole, avevo la mascella a terra! Ho cercato di calmarlo un attimo, ma i parenti, appena hanno capito lantifona, sono andati subito a prendere le loro cose e sono corsi, quasi scappando, alla loro macchina. In un attimo, erano spariti. Che storia, guarda in Italia, certe scene!

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Sono spariti come una palla di neve, mio marito le ha buttate via.