Sono tornata a trovarti, mi mancavi tanto, ma i figli a volte sembrano degli estranei
I genitori si preoccupano sempre dei propri figli, vero? Però capita che, quando crescono, i figli adulti possano anche deludere un po. Ti racconto di come sono le figlie adulte nella storia di oggi.
La storia di una mamma.
Gabriella ha cresciuto tre figli. Ormai sono grandi, ognuno con la sua vita. Il più grande, Marco, vive e lavora a Londra, con moglie e bambini. Per le vacanze manda sempre foto e cartoline, che mamma Gabriella conserva con tanto affetto, e ogni tanto si commuove riguardandole.
Ci manchi tanto, Marco. Non potresti venire a trovarci una volta? Almeno conosceremmo i nostri nipoti e tua moglie – gli scrive spesso.
La seconda figlia, Alessia, ha sposato un carabiniere e si spostano spesso per lavoro. Hanno una bimba e ogni tanto passano a trovare i genitori solo di sfuggita, tra un trasloco e laltro. Il marito di Gabriella ha stima del genero: Alessia ha trovato proprio un bravo marito.
Lultima figlia, invece, non ha una famiglia. Beatrice era sposata, aveva un bambino, ma il marito lha abbandonata. Poi ha seguito il consiglio della mamma e si è trasferita a Torino, sperando in una vita migliore. Lì ha trovato lavoro in una fabbrica come sarta e si è portata dietro il figlio.
Gabriella decide di andare a trovare la più giovane.
Ce la fai per una settimana senza di me? chiede Gabriella al marito Lorenzo. Vorrei vedere come sta Bea.
Lorenzo laccompagna alla stazione. Non è facile per lei portare tutte quelle borse, ma vuole rendere felice la figlia. Ore in treno regionale, seconda classe, con tutti i suoi pensieri. Non vede Bea da tre anni, ormai.
Arrivata a Torino, Gabriella chiama la figlia:
Mamma, perché non mi hai avvisata che venivi? Ora sono ancora a lavoro. Posso venire in stazione solo stasera.
Scusa, volevo farti una sorpresa! risponde la mamma.
Sei sicura di poter aspettare lì?.
Sì, tranquilla.
Gabriella aspetta Poi decide di cavarsela da sola. Arriva a casa e trova il nipote alla porta. Alto, serio, assomiglia al nonno da giovane.
Ciao amore! dice la nonna e lo stringe forte.
Basta così si sottrae lui.
Perché non sei venuta prima? gli chiede Gabriella stanca.
Ho dovuto pulire tutto e preparare la tavola Ho lasciato il lavoro prima per cucinare minestrone e polpette.
Proprio mentre stavano parlando, Lorenzo chiama la moglie. Gabriella lo rassicura: Sto bene, caro, mi hanno aiutato a trovare la casa e ora stiamo cenando tutti insieme. Dai, stai sereno.
A tavola, Bea chiede: Mamma, quante polpette mangi? Una o due?. Gabriella muore di fame e ne mangerebbe anche tre, ma risponde: Lascia pure il piatto in tavola, poi vediamo.
Alla fine, Bea porta un vassoio con cinque polpette. Quello era il benvenuto speciale da parte della figlia. Gabriella pensa che forse hanno problemi di soldi, così decide che li aiuterà come può. Ma durante la cena la figlia le chiede subito quando pensa di tornare a casa. Gabriella ci rimane male e le risponde che, se dà fastidio, può anche andare via il giorno dopo.
Passa la giornata da sola in casa, e alla sera ognuno è in camera sua. Il nipote va dalla vicina, Bea esce con le amiche e Gabriella si ritrova seduta in cucina da sola. Si sente di troppo, fuori posto.
Comincia a preparare le valigie, ma sente una conversazione tra nipote e figlia:
Mamma, quando arriva zio Marco? Doveva portarmi alla partita!
Appena la nonna va via, risponde Bea.
Gabriella, ferita, si prepara in silenzio e esce senza salutare. Una volta arrivata a casa, trova Lorenzo che le corre incontro: lui sì che le è mancata davvero. Si sono resi conto che, nonostante tutto lamore e la cura per i figli, quando diventano grandi a volte sembra proprio che non abbiano più bisogno di te.






