Sopporta, cara! Ora fai parte di un’altra famiglia, e devi rispettare le loro regole.

Sopporta, figlia mia! Hai sposato unaltra famiglia e ora devi rispettare le loro regole. Non sei qui in visita, sei figlia di loro.
Che regole, madre? Loro vivono tutti insieme, soprattutto la suocera! È evidente che mi odia! chiese Loredana, lunica figlia di una piccola bottega di tessuti.
Hai mai sentito parlare di una suocera buona? rispose Maria, stringendo la mano al collo.

Che festa! Che festa! Basta con queste chiacchiere! urlò Silvana Petroni, dalla cucina di Monteprato, il volto acceso di rabbia, gli occhi fiammeggianti. Se luomo sbandiera, la donna è la colpa sua. Che altro devo spiegarti, Loredana?

Silvana era in un furor. Gridava contro la nuora Loredana con la voce di chi ha perso lultimo pazzo di sé, tutto perché la giovane aveva sospettato il figlio, Benedetto, di tradimento.

Loredana, una fanciulla dal viso dolce e dagli occhi grandi e ingenui, si appoggiò al muro, tentando di placare la suocera infuriata.

Signora Petroni, è assurdo. Lui ha una famiglia, dei figli cercò di dire Loredana, ma Silvana la interruppe con un gesto, scacciandola come una mosca fastidiosa.

È la tua famiglia o il tuo bambino che non vuole avvicinarsi a noi? sbeffeggò la suocera, alzando il naso. Il tuo educazione, per laltro!

Che educazione, Silvana? Giovanni, il nostro piccolo, è appena nato. Ha appena un anno. ribatté Loredana, quasi a sussurro.

Un anno? fece una smorfia la donna. I nipoti dei Petroni sono più piccoli. E non sanno neanche tenere le mani, guarda questo indicò la stanza dei giochi con un gesto sprezzante.

In effetti è il vostro nipote, rispose Loredana, la voce ancora tremante. I bambini percepiscono le cattive persone, forse è per questo che non si avvicina a voi.

Siamo noi i cattivi? Che assurdo! alzò la voce, diventando un urlo. E tu, bella Loredana, dove vivi? Di che cosa ti nutri? A chi presti i tuoi soldi? Grazie di nulla!

Loredana non voleva più litigare con la suocera. Aveva già chiesto mille volte a Benedetto di vivere separato dai genitori, ma il figlio, viziato dal palmo della madre, non vedeva senso a cambiare vita.

Lui amava stare a casa dei genitori, si sentiva protetto come un pulcino sotto le ali di Maria. Lavorava sereno, mentre gli anziani si occupavano di tutto: il bucato, la pulizia, la cucina. Non era vita, ma una favola!

Loredana, nonostante le attenzioni, cercava di conquistare il favore di Silvana: aiutava in casa, la ascoltava, sopportava le sue lamentele infinite. Col tempo capì però che i suoi sforzi erano inutili.

Hai portato in casa una stolta, come se non ci fossero altre ragazze normali raccontava Silvana a una vicina, mentre Loredana raccoglieva i giocattoli sparsi da Benedetto sul marciapiede.

È da un altro paese che arriva! Le nostre nonne sono più laboriose, più sagge, più intelligenti. aggiunse Manuela, la pettegola del paese, che aveva già cotto tutti i pettegolezzi.

Lo so, ma le sue mani non servono a nulla. Non può sistemare nulla. rispose lamica, scuotendo la testa.

Quando la tensione divenne insopportabile, Loredana chiamò sua madre nella vicina contrada di San Martino, piangendo e lamentandosi.

Sopporta, figlia! Hai lasciato la tua famiglia, ora devi rispettare le loro leggi. Non sei qui per curiosare. rispose Maria.

Che leggi, madre? Sono tutti qui, soprattutto la suocera! È chiaro che mi odia! sbuffò Loredana.

Hai mai sentito parlare di suocere gentili? Tutti noi ci siamo passati, e dovrai farlo anche tu. Limportante è non far vedere che soffri. Sopporta.

Sapendo che sua madre non avrebbe potuto fare nulla, Loredana minacciò di chiamare il padre.

Non farla arrabbiare, papà! Sai che ha una condanna sospesa. Un passo fuori e lo rinchiuderanno! urlò Maria, spaventata.

Loredana conosceva bene il padre, Michele, un uomo robusto, alto due metri, con spalle larghe, che aveva scontato una pena per un furto avvenuto nella bottega del villaggio quando difese sua figlia da un aggressore.

Sapeva anche che Michele non starebbe a guardare in silenzio se avesse saputo delle angherie verso la sua unica figlia. Era un uomo di fuoco.

Non dirò nulla al padre promise Loredana ma se continueranno così, non so cosa farò.

Si sistemerà tutto, figlia mia la rassicurava Maria, cercando di confortarla. Tra qualche settimana non ne parlerai più.

Loredana sperava di dimenticare, ma il rapporto con Silvana peggiorava. La suocera sembrava sempre più ostile, come se Loredana fosse la colpevole di ogni sventura. Perfino il vecchio Giovanni, il padre di Silvana, non poteva più tollerare la situazione.

Una mattina, quando la lite aveva raggiunto il culmine, Giovanni intervenne:

Perché continui a urlare contro la giovane? chiese, cercando di placare gli animi. Se se ne va, è meglio!

Io vado via! scoppiò Silvana, minacciando di trascinare via ogni euro guadagnato in tutti questi anni e di portare via anche il bambino, per non farlo crescere in una famiglia così misera!

Loredana temeva le parole di Silvana, ma amava ancora Benedetto.

Le voci che Benedetto avesse una amante, Oksana, erano solo pettegolezzi di paese, sparsi da donne come Silvana.

Il tormento della suocera non sarebbe durato se non fosse per la sua lingua lunga. Un giorno, colta da unorgia di vittorie contro sua nuora, raccontò i suoi trionfi alla migliore amica, la signora Manuela. E da lì, la storia si diffuse, arrivò alle orecchie di Michele.

Michele, uomo severo, due metri daltezza, con spalle possenti, prese la sua ascia, ancora imbrattata di legna, salì sul suo vecchio motorino Ural e, senza una parola, partì verso San Martino per liberare la figlia dal giogo.

Nel frattempo, nella casa di Silvana scoppiò un vero e proprio scandalo. Loredana, per un attimo, lasciò il piccolo Giovanni sul divano giallo brillante per andare a prendere un pannolino fresco. Al suo ritorno trovò una macchia marrone sotto il bambino. Per Silvana quel segno era come un buco nero pronto ad inghiottire lintera stanza.

Hai rovinato il divano! Il mio amato! Sai quanto costava? Ti strapperò le mani e le ricucirò dove vuoi! urlò la suocera.

Sistemero tutto, pulirò tutto balbettò Loredana, tremante, stringendo un panno.

Pulirai? È nuovo! Come puoi sapere? Non hai mai comprato nulla con i tuoi soldi! rispose Silvana.

E voi? Che ne sapete? scoppiò Loredana, accusando la suocera di aver vissuto tutta la vita sulle spalle del marito.

Il volto di Silvana si incrinò di rosso.

Ora togli questa macchia e poi vai a casa con tuo figlio! Continuerete a vivere qui e a fare schifo finché non imparerete a comportarvi!

Loredana, in lacrime, cercava di strofinare la macchia, ma il colore marrone sembrava rifiutarsi, quasi a sfidare la sua debolezza. Il piccolo Giovanni, sentendo lansia di sua madre, piangeva a squarciagola, aumentandone il clima teso.

Silvana continuava a scagliarle imprecazioni, mentre una figura sconosciuta apparve nella porta: era Michele, il padre. Stava lì come una statua, con lascia stretta nella mano.

Silvana, accorgendosi di una presenza, si voltò, il suo sguardo cadde sullarma. Conoscendo la natura ardente di Michele e il suo passato, il terrore le attraversò la pelle.

Oh, Michele! Ti sto educando balbettò Silvana.

Ho sentito quello che fai, ruggì il padre, entrando a piedi nudi. Sollevò lascia sopra la testa, ma invece di colpire, la appoggiò sulla spalla e tese la mano a Loredana.

Vieni, Loredana, non cè più nulla da temere qui, disse, guidandola verso la porta.

Silvana cercò di fermarlo: E il mio figlio?

Che venga da me, con la sua sposa. Parlerò con lui da uomo. lanciò Michele, con uno sguardo gelido.

Michele portò via Loredana e il piccolo Giovanni. Benedetto, temendo lo scontro con il suocero, esitò a prenderla, ma alla fine accettò.

Michele chiacchierò a lungo con Benedetto, senza minacce, ma con voce ferma e lascia posata sul tavolo, le parole pesavano più di qualsiasi colpo. Benedetto promise di vivere separato da Silvana, di non far più interferire la madre nella loro vita, e di proteggere Loredana e il bambino.

Quando Michele stringette la mano a Benedetto, il giovane sentì il peso delle promesse.

Da quel giorno Silvana evitò Loredana e il nipote, non li salutò più per strada. Benedetto e Loredana vivevano in una piccola casa fuori dal borgo, in armonia e comprensione. Forse era linsegnamento del suocero, o forse il vero amore.

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