Sospettando il tradimento del marito, una donna assume un investigatore privato: ma quando arriva al…

Lucia sospettava da tempo che suo marito, Andrea, la tradisse. Troppe riunioni serali, troppi viaggi al magazzino degli attrezzi che si prolungavano oltre il dovuto, troppe scuse e odori sconosciuti. Per settimane aveva sopportato in silenzio, fingendo di credere a ogni parola, ma dentro di sé cresceva il dubbio e la paura. Alla fine, decise di rivolgersi a un investigatore privato, il signor Rossi, che le promise una risposta chiara entro pochi giorni.

Quella mattina, ricevette un messaggio secco e allarmante: solo un indirizzo, nessuna spiegazione. Vada subito. Deve vedere tutto con i suoi occhi. Le mani le tremavano mentre saliva in macchina. Uscì lentamente da Milano, e via via il traffico si diradava, i palazzi lasciavano il posto ai campi, poi a strade sempre più strette che si insinuavano tra le colline lombarde.

Il cuore batteva allimpazzata sotto il cappotto. Si aspettava di trovare una villetta isolata, forse la macchina di Andrea parcheggiata di nascosto davanti a una casa di campagna, la scena di un tradimento finalmente svelato.

Ma ciò che trovò al termine della strada la lasciò paralizzata: un vecchio casale in pietra, abbandonato, incastrato tra gli alberi di un bosco fitto. Nessuna macchina, nessun rumore di voci.

Scese dalla macchina tenendo il telefono in mano, pronta a chiamare Rossi, forse persino la polizia. La porta del casolare era socchiusa, come se qualcuno fosse entrato da poco.

Entrò. La porta cigolò, lancinando il silenzio. Nellaria stagnava un odore acre di muffa e ferro arrugginito, e il pavimento era ricoperto di foglie secche e sporcizia. In fondo, una tavola di legno insolitamente regolare attirò la sua attenzione. Con dita tremanti la toccò: la tavola si mosse, rivelando uno stretto passaggio nascosto.

Oltre, Lucia vide una stanza angusta, dove una donna sfinita era rannicchiata su un materasso lurido, una catena le serrava la caviglia. Per un istante, il tempo si fermò.

La donna sollevò lo sguardo con fatica. Tu sei… la moglie? mormorò, la voce spezzata. Non dovevi venire. Lui disse che tu non avresti mai scoperto niente.

Lui chi? le sfuggì a Lucia, mentre sentiva le gambe cedere.

La sconosciuta abbassò gli occhi. Tuo marito. Mi tiene qui da sette mesi. Dice… che cerca una sostituta.

Solo allora Lucia notò il vassoio a terra, con una scodella ancora calda di minestrone: qualcuno era passato lì da poco.

Poi, alle sue spalle, il rumore di passi. Era la polizia, avvertita dallinvestigatore. Il male più grande, spesso, si nasconde proprio dove pensiamo di conoscere tutto. Da quel giorno, Lucia imparò che la verità va affrontata, per quanto dolorosa: solo così si rompe la catena della menzogna e si può ricominciare a vivere.

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