Stai derubando mio figlio: non può neanche comprarsi una lampadina. Domenica mattina ero sdraiata …

Stai derubando mio figlio, non può nemmeno comprarsi una lampadina.

È domenica mattina, sono distesa sul divano sotto una coperta color zafferano. Mio marito è andato da sua madre, ufficialmente per cambiare le lampadine; ma il vero motivo per cui la suocera lha chiamato era tuttaltro:
Figlio mio, ti sei dimenticato che oggi è il compleanno di Riccardo?

Mio marito, Lorenzo, è uno spendaccione incallito. Il suo stipendio dura appena i primi giorni del mese. Fortuna che almeno mi consegna i soldi per le bollette e la spesa al mercato. Il resto se ne va tra nuovi videogiochi, console e oggetti strani che non so nemmeno a cosa servano. Non mi importa granché, tanto vale che Lorenzo si diverta così, piuttosto che passare il tempo a bere al bar sotto casa o a bighellonare nei locali notturni di Torino. Dicono da noi che i primi quarantanni dellinfanzia sono i più duri per ogni uomo.

Non racconto tutto questo per farmi compatire, ma per spiegare perché Lorenzo ha sempre le tasche vuote. Io invece riesco a risparmiare qualcosina, e spesso mi tocca prestargli contanti durgenza. Una sola regola: non gli do mai un euro per i bisogni della madre, dei nipoti o della sorella.

Mi sono ricordata eccome che Riccardo compiva gli anni, così la settimana scorsa gli ho preso un pensierino. Prima che Lorenzo uscisse di casa, gli ho consegnato il regaloe mi sono seduta a guardare un film dessai. Non sono andata con lui: con i miei suoceri cè da sempre una guerra fredda.

Secondo loro, non amo davvero Lorenzo solo perché non permetto che prosciughi il nostro conto per loro, o mi rifiuto di badare ai nipotini. Una volta, acconsentii a tenere i figli di sua sorella Fiammetta per unoretta, ma li vennero a riprendere dopo mezza giornata. Arrivai tardi a lavoro e, quando espressi il mio disappunto, la suocera e Fiammetta mi dissero che ero una senza vergogna e una maleducata. Da allora ho detto basta: nessuna babysitter, grazie. Che poi a me non dà fastidio se Lorenzo gioca coi nipoti. Anzi, mi diverte guardarli insieme.

Non era passata nemmeno mezzora dalla partenza di Lorenzo, che tutta la sua famigliacompresa la sorella e i nipotinisi è materializzata nel nostro soggiorno. La mamma di Lorenzo è entrata senza nemmeno togliersi il cappotto, e ha annunciato, come se fosse la cosa più normale del mondo:

Abbiamo deciso: per il compleanno di Riccardo gli regaliamo il tablet che ha scelto lui, costa duemila euro. Tu mi devi mille euro subito, è il vostro regalo. Su, dammeli.

Magari un tablet glielo prendevo pure, ma certo non uno così caro.

Ovviamente non ho mollato un centesimo. Perfino Lorenzo ha cominciato a rimproverarmi, accusandomi di tirchieria. Allora ho acceso il portatile, ho chiamato Riccardo e insieme abbiamo scelto e ordinato online un gadget che gli ha fatto brillare gli occhi.

Il bambino è corso in corridoio tutto felice a mostrarlo a sua madre. Fiammetta, come sempre, aveva le mani più appiccicose della colla e qualcosa sarebbe comunque finito nelle sue tasche. Ma la madre di Lorenzo ha fatto finta di nulla ed è scoppiata a protestare:

Non ti avevo chiesto di comprare qualcosa, volevo i soldimille euro! Sei sposata con mio figlio e lui sembra uno straccione senza nemmeno la forza di comprarsi una lampadina! Dammi subito mille euro! Lo sai che sono soldi suoi.

A quel punto si è avvicinata alla mia borsa, che stava ancora sulla credenza. Ho fissato Lorenzo negli occhi e ho sibilato:
Tre minuti. Mandali via tu!

Lorenzo allora ha preso la madre sotto braccio e lha praticamente trascinata fuori dalla porta di casa. Ha impiegato appena tre minuti, giusto come avevo detto.

Ecco perché non mi lamento se Lorenzo si spende lo stipendio in videogiochi: meglio così, piuttosto che far tornare ricca la mammà. Almeno, che si tolga qualche sfizio, invece di lasciarsi spillare fino allultimo centesimo da quei furbetti là.

Stasera sono qui che penso: sarebbe stato meglio sposare un orfano!

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