Stato danimo
Grazia Bellini siede in cucina e osserva fuori dalla finestra. La primavera sta appena iniziando, la neve si scioglie, ma lei sente dentro una malinconia dautunno. Sono passati già tre anni dalla morte di suo marito e non è ancora riuscita a liberarsi dal senso di vuoto. Ormai si è abituata, quasi rassegnata, ma dentro sente come se qualcuno le avesse tolto il tassello più importante: il motore va avanti, sì, ma con un cigolio.
I figli sono lontani. Il figlio vive a Milano, la figlia sta a Torino. I nipoti sono grandi ormai, ognuno con la propria vita. Chiamano per le feste, ogni tanto mandano qualche foto via WhatsApp. Grazia guarda quelle immagini, sorride, poi torna a sedersi alla finestra.
Le vicine la invitano a uscire per una passeggiata, ma che piacere cè ad andare con loro? Si siedono sulla panchina, parlano solo di malanni… Che noia! Un tempo andava sempre al parco con suo marito, il fine settimana al cinema o in visita da amici. Ora non cè più né la persona né la voglia.
Nel frigo cè il minimo indispensabile. Per lei sola basta così. In tv girano solo telenovele romantiche che le lasciano addosso una tristezza strana.
Grazia, così ti fai solo del male, sospira lamica Nerina, che passa a trovarla una volta alla settimana. Devi cominciare a uscire. Iscriviti a unassociazione, a un corso di ballo per anziani. Vedrai che ti diverti!
Ma quali balli, Nerina? scuote la mano Grazia Bellini. Non ho con chi ballare. Né per chi farlo.
Nerina scuote la testa e se ne va. Grazia torna alla finestra.
***
A fine maggio arriva la nipote Bianca. È al secondo anno di università, piena di allegria e arrivo rumoroso, sempre con le cuffie nelle orecchie. Entra nella casa silenziosa come un turbine:
Nonna, ciao! Resto qui per tutta lestate! Sono stufa di Milano, voglio tranquillità e i tuoi tortelli!
Grazia allimprovviso rinasce. Torte rustiche, minestre, polpette si dà da fare in cucina. La nipote mangia di gusto, le racconta delluniversità, delle amiche, di quel tale Federico che le piace ma fa finta di non capire.
E tu, nonna, come stai? le chiede una sera, mentre bevono tè con la marmellata.
Cosa vuoi che sia, sospira Grazia. Sto qui ad ascoltarti. Domani pensavo di pulire i vetri.
Ti manca qualcuno, vero?
Mi manca, Bianca. Tanto.
La nipote la guarda seria, poi si illumina:
Nonna, dai, scarichiamo unapp di incontri!
Grazia quasi si strozza con il tè.
Sei impazzita? Che incontri? Ho sessantotto anni!
Embè? Bianca non si scompone minimamente. Cè gente della tua età, tutti soli, a cercare compagnia. Magari trovi qualcuna simpatica, anche solo per passeggiate.
Ma che sciocchezze, taglia corto la nonna. Ho vissuto cinquantanni col nonno… e adesso mi metto a cercare compagni col telefono? Che vergogna.
Nessuno lo sa! ride Bianca. È un segreto, tutto in incognito! Proviamoci, dai, tanto per ridere.
Grazia brontola, agita le mani, ma la sera quando Bianca esce si infila di nascosto nel telefono. Così, per curiosità. Cosè mai unapp di incontri?
La trova, la scarica, si iscrive. Mette una foto vecchia, di lei al mare con il marito ritagliata, così lui non si vede. Scrive: Grazia, 68 anni. Cerco compagnia per passeggiate e chiacchiere.
E poi se ne dimentica. Fino al mattino.
***
La mattina dopo il telefono trillìa. Grazia guarda messaggio dallapp:
“Buongiorno Grazia. Sono Caterina, ho 64 anni. Cerco anche io unamica per camminare. Mi piace andare nei parchi, respirare laria pulita. Mi manca tanto una compagnia. Che ne dici, ci vediamo?”
Grazia rilegge due volte. Caterina. Una donna. Non un uomo come si aspettava.
Bianca! Vieni qua! Cè una signora che mi scrive.
Quale signora? corre la nipote, prende il telefono. Ma guarda! È della tua età, ti invita a camminare!
E che faccio?
Vai, ovvio! Cosa aspetti?
Dopo tre giorni si incontrano al parco. Grazia è emozionata come una ragazzina cambia tre maglie, due gonne, alla fine mette i suoi soliti abiti e va.
Caterina è minuta, energica, con due occhi vivaci e una voce squillante. Parte subito in quarta:
Grazia, che bello! Restare chiusa in casa è come morire piano. Ma io sento che abbiamo tanto in comune. Sposata? Anche io vedova. Figli? Mio figlio vive in Germania, lo vedo una volta lanno. Dai, diventiamo amiche!
Chiacchierano per tre ore. Camminano, si siedono sulla panchina, poi tornano a camminare. Anche Caterina ama ricamare, guarda i vecchi film, pensa spesso al marito, e non sa come riempire le giornate.
Ci vediamo ancora? chiede Caterina alla fine.
Sì, sorride Grazia. Sabato?
E per la prima volta, dopo tanto, sorride di cuore.
***
Dopo un mese si vedono quasi ogni giorno. Parco, lungolago, oppure si fermano in cucina per un tè e due chiacchiere. Caterina è una miniera di idee.
Senti un po, propone una mattina, perché non cerchiamo qualcuna in più? Lapp è piena di donne sole. Tutte in casa, che si annoiano. Noi potremmo farle compagnia.
Che tipo di compagnia?
Una specie di gruppo! Camminate, tè insieme, discutere di libri o cinema. Io vorrei provare la camminata nordica dicono che fa bene! Ma da sola è noia. In compagnia sarebbe tuttaltra vita!
Allinizio Grazia dubita. Che gruppo? Che camminate? Ma Caterina è tenace. In una settimana trovano due signore: Lucia e Rosa. Poi, la settimana dopo, altre tre.
Così nasce il Passo Leggero. Il nome lo pensa Lucia, ex-maestra, appassionata organizzatrice.
Camminata nordica lunedì, mercoledì e venerdì! ordina Lucia. Martedì tè e chiacchiere sui libri. Giovedì cinema o mostre. I weekend riposo, ma se vogliamo ci vediamo lo stesso!
Grazia allinizio partecipa e basta. Poi si ritrova a gestire la chat, segnare i nuovi iscritti… e viene pure eletta capogruppo (idea di Lucia, ovviamente).
Grazia, sei nata per organizzare! ammirava Caterina. Senza di te qui non ci sarebbe nulla!
Grazia cerca di sminuire, ma dentro sente nascere un calore.
***
Del gruppo inizia a parlare anche il giornalino del quartiere. Arriva un giovane giornalista, fa domande, scatta foto, prende appunti. Dopo una settimana esce larticolo: Vita attiva: le pensionate che si reinventano e cambiano la città.
Grazia sfoglia il giornale, non crede ai suoi occhi: eccola al centro della foto, bastoncini da camminata nordica in mano, un sorriso vero, luminoso.
Poi telefonano dalla TV locale.
Signora Grazia, vorremmo girare un servizio sul vostro gruppo. Sarebbe daccordo?
Lei sarebbe contraria, tanto contraria. Ma Caterina e Lucia la incalzano:
Grazia, fallo per noi! Così magari qualcunaltra si unisce. Aiuta chi si sente solo, no?
Alla fine accetta.
Le riprese durano tre ore. La giornalista, una ragazza simpatica chiamata Elena, fa domande gentili: comè iniziato tutto, cosa vi dona il gruppo…
Guardi, dice Grazia alla telecamera, quando perdi una persona cara ti sembra che la vita sia finita. Che non servi più a nessuno. Soprattutto se i figli sono lontani. Ma invece no… Invece servi, soprattutto a te stessa. Noi ci siamo trovate: e ora abbiamo motivo per alzarci ogni mattina. Una passeggiata, un incontro, un nuovo giorno.
Passano il servizio alle notizie della sera. Grazia riceve una marea di chiamate vicini, amici, vecchi colleghi. In una settimana al gruppo si iscrivono venti donne nuove.
***
Grazia sta per fare settantanni. Un compleanno importante. Lei vorrebbe ignorarlo quale festa, a questa età? Il gruppo decide il contrario.
Grazia, ti festeggiamo! annuncia Caterina. Al ristorante, con musica, balli. Ormai sei la nostra star!
Allinizio cerca di svicolare, ma a sentirsi davvero apprezzata, le piace. Compra un vestito nuovo, blu a fiorellini, come portava da ragazza. E anche un paio di scarpe col tacco basso.
Poi chiama il figlio da Milano:
Mamma, veniamo al tuo compleanno. Io, Anna, i ragazzi.
Venite davvero? Non avete lavoro, scuola…?
Prendiamo ferie. Vogliamo esserci. Sono anni che non ci vediamo davvero.
La notte prima della festa, Grazia non chiude occhio per lagitazione. La mattina arriva la famiglia. Quando entrano in casa, capisce di non vedere figli e nipoti da quasi tre anni. Il maggiore ha diciottanni, la piccola quindici… So cresciuti proprio!
Nonna! la abbraccia la nipote. Sei diversa. Più giovane!
Grazia ride:
Cosa credi? Qui funziona il gruppo della vita attiva! Troppo impegnata per invecchiare!
La festa al ristorante è allegra e colorata. Arrivano quasi tutte le donne del gruppo, con abiti sgargianti, fiori e regali. Vicini di casa, amici dal lavoro. Caterina conduce la serata, Lucia recita una poesia, Rosa canta con la chitarra.
Il figlio osserva la madre: tre anni fa era spenta, curva, con lo sguardo perso. Ora…
Mamma, sei tu?
Sono io, sorride lei. Prima ero sola. Ora ho amiche, delle passioni, qualcosa per cui alzarmi. Capisci?
Capisco, annuisce lui. Scusa se siamo stati lontani.
Ma dai, minimizza Grazia. Ognuno ha la sua vita. Ora anche io la mia. E va benissimo così.
Proprio allora chiama Bianca in video:
Buon compleanno nonna! Sono così felice per te! Ti ricordi quando ti proponevo quellapp e tu dicevi che erano sciocchezze?
Sciocchezze, certo… ride Grazia. Ma a volte le sciocchezze cambiano la vita.
***
Epilogo
Un anno dopo il gruppo Passo Leggero è famoso in tutta la città. Vanno in tv, ne scrivono sui giornali. Aprono altri gruppi: uno di cucito, uno darte, persino un laboratorio teatrale.
Grazia ormai è la coordinatrice di tutto. Con aiutanti, agenda, programmi per lanno intero.
Il figlio e la sua famiglia passano più spesso. I nipoti la contattano via chat, chiedono consigli, mandano foto. Bianca, dopo la laurea, viene a fare uno stage al giornale locale vuole scrivere di anziani attivi.
Nonna, sei la mia fonte dispirazione! le dice.
E Grazia sorride, guardando fuori. Ma adesso, oltre il vetro, è proprio primavera.
La vita va avanti. Ed è bellissima.
Grazia conserva ancora quellapp sul telefono. A volte la apre, guarda le nuove iscritte, ma non cerca più niente. Ha già trovato la cosa più importante: ha ritrovato se stessa. Il resto viene da sé.
Ragazze, dice alle nuove arrivate, imbarazzate, la cosa principale è non aver paura. La vita è lunga, molto più di quanto pensiamo. E in qualsiasi momento si può ricominciare. Anche quando sembra tutto finito.
E le donne le credono. Perché davanti hanno una donna viva, felice, in fiore. Che a settantanni è diventata la star del paese. Che ha dimostrato che letà è solo un numero. E che la vita… è solo uno stato danimo.



