Sono stufo di ascoltare sempre le stesse storie sulle sue parenti!
È la nostra vicina, potresti ascoltarla un po? mi ha chiesto mia moglie.
Ripete sempre la solita solfa.
Martina è una donna paziente, calma, ma quando si tratta della sua vicina, Rosaria, perde quella pazienza che sembra inesauribile con tutti gli altri. Io, invece, non riuscivo proprio a capire il motivo di questa insofferenza. Un tempo, erano quasi come di famigliaamiche strette, insieme ai rispettivi mariti. Rosaria, poi, ha quindici anni in più di Martina. Quando i suoi genitori sono mancati, lei e le due sorelle hanno cominciato a condividere la casa di famiglia qui vicino, a Verona.
Tutto sembrava filare liscio: avevano deciso di vendere la casa e dividersi i soldi, circa novantamila euro a testa. Ma, come spesso accade, è scoppiata una lite.
Martina non conosce nei dettagli la faccenda, ma la nonna le aveva raccontato che Rosaria aveva detto di voler restare nella casa perché attraversava un periodo difficile; aveva promesso alle sorelle che le avrebbe rimborsate una volta sistemate le cose. Le sorelle hanno accettato e hanno perfino rinunciato ufficialmente alla loro parte sulleredità. Poi però Martina non sa cosa sia successo esattamente. Sospetta che Rosaria non abbia mai restituito quei soldi.
Spesso, Rosaria viene a trovare Martina, si siede al nostro tavolo e inizia a lamentarsi delle sorelle:
Si sono dimenticate di me. Non mi chiamano, non mi scrivono. Non ci parliamo più. A loro interessa solo il denaro.
Beh, chiaro! Se hai fatto una promessa, devi mantenerla! E invece Rosaria ribalta tutto, dipingendosi come la vittima e accusando tutti gli altri di essere egoisti o malvagi.
Continua, stanca,
Volevo telefonare a una delle mie sorelle, dice, ma non ho abbastanza soldi per mantenere la casa da sola. Dovrebbero aiutarmi anche loro, no? Non è solo casa mia, in fondo!
Ma avevano detto che lasciavano a te prova a farle notare Martina.
E allora? Rimane comunque anche casa loro! Sono cresciute qui, è la casa di nostro padre. Possibile che a loro non importi?
Si saranno sentite ferite quando non hai restituito i soldi, avevi promesso prova ancora Martina.
Rosaria sbuffa:
Innanzitutto, nessuno le ha costrette, laccordo labbiamo fatto insieme! Poi, ho detto che avrei restituito i soldi quando li avrei avuti, e ancora non li ho. Vuoi che venda questunica casa, la nostra storia, solo per dargli quei soldi? E poi dove dovrei andare a vivere io? Nessuno pensa a me, solo al denaro.
A questo punto, Martina mi lancia una di quelle occhiatacce che sanno parlare da sole. Capisco finalmente il motivo per cui ogni visita di Rosaria la lascia così esausta.
Mi sono reso conto, scrivendo queste righe stasera, che a volte ascoltare davvero una persona significa anche riconoscere quando le sue lamentele nascondono responsabilità non accettate. E bisogna imparare a proteggere la propria serenità senza sentirsi in colpa.





