CHI TAGLIA, NON TORNA INDIETRO
Quando Tiziana mostrava le sue foto di matrimonio alle amiche, le accompagnava sempre con una risata e diceva:
Ah, quanta fatica in quellabito da sposa! Certo, bellissimo, però pesante e scomodo! La prossima volta che mi sposerò, sceglierò un vestitino leggero e svolazzante, come una nuvola.
Tutti erano sicuri che Tiziana scherzasse. E ridevano con lei. In fondo, sapevano che Tiziana si era sposata per amore reciproco. Era stata una storia come tante nate al mare, che pian piano si era trasformata in qualcosa di più. Tiziana aveva ventun anni, Marcello ventotto.
Fu un agosto dolce, con il mare che accarezzava la sabbia, il prosecco che brillava nelle coppe, una notte stellata, quella sensazione che tutto fosse possibile… E alla fine di tutto questo, la domanda in Comune. Prima, però, Marcello aveva dovuto divorziare dalla seconda moglie e Tiziana aveva lasciato Firenze per trasferirsi nella città natale dello sposo.
Firenze – Napoli – Firenze. Questo itinerario diventò per Tiziana un filo conduttore, che laccompagnò per dieci lunghi anni, tanto da conoscerlo a memoria.
Ma allinizio la giovane coppia dovette cercarsi una casa in affitto. Marcello aveva lasciato il suo appartamento alla precedente consorte, che aveva minacciato le peggiori tragedie se lui non fosse tornato: «Mi butto dalla finestra, rovinerò la terza moglie con lacido, ingoierò farmaci!»
Col tempo la seconda moglie si spense pian piano, come un fuoco lasciato senza legna. Forse Marcello le aveva promesso di tornare un giorno tra le sue braccia? Quanto alla prima moglie, Marcello la ignorava ormai da anni: era stata una storia breve, un anno e mezzo appena, e alla fine lui laveva ceduta a un suo amico, rendendo contenti tutti quanti.
La seconda era durata di più: tre anni erano bastati per capire la vera natura della donna, che non voleva avere cuccioli umani, come li chiamava lei
Tiziana, però, non si lasciava impressionare da questi nodi del passato. Anzi, viaggiava leggera, piena di sogni, conscia della sua bellezza e unicità. Marcello la adorava, la vezzeggiava: per lei cerano mazzi di fiori smisurati, pellicce in ogni colore, scarpe e stivaletti in quantità che neanche sapresti immaginare. Viaggiavano insieme tra Londra, Parigi, la Sicilia. Bisogna allargare gli orizzonti, diceva lui. E fare il pieno di energie prima della nascita del primo figlio.
Poco dopo, nacque la loro bambina, Mariella. Mentre Tiziana cresceva la piccola, Marcello acquistò una villetta e la arredò con ogni cura. Ogni dettaglio era rivolto alla felicità delle sue donne!
Fecero festa nella nuova casa. Mariella andò allasilo.
Tiziana si dedicò tutta allo studio. Ma preferiva tornare a Firenze per frequentare i corsi: lì cerano le vecchie amiche, la mamma, anche la gente sconosciuta le pareva più cordiale. Sotto i suoi tigli dinfanzia si sentiva sempre a casa.
Spesso lasciava Mariella alla suocera, che adorava la nipotina e le dava amore a piene mani. Durante le sessioni di esami, Tiziana si rifugiava nella sua Firenze. Marcello era gelosissimo. Le faceva visite a sorpresa, imboscate quasi comiche per incontrarla per caso, pur sapendo che era in unaltra città. Ma Tiziana, in realtà, non dava segni di tradimento. Peccato che non fosse proprio così limpida.
Le pesava la routine familiare. Era contenta solo quando poteva studiare: qualunque cosa piuttosto che occuparsi delle faccende, delle pulizie, del marito, delleducazione di una figlia. Sentiva come se la vita, troppo breve, le scivolasse tra le dita. Si domandava spesso perché una donna intelligente e bella come lei dovesse occuparsi di questioni tanto banali.
Col tempo, Tiziana collezionò tre lauree, tutte con lode. La sua vera passione era la psicologia. Teneva i diplomi nella borsa, pronta a mostrarli ai possibili datori di lavoro. Marcello era categoricamente contrario:
Ma ci manca forse qualcosa? Non ci basta quello che abbiamo? Io impazzisco, se devo aspettarti rientrare dal lavoro! Dai, facciamo un altro figlio! Un maschio, una femmina poco importa purché tu resti con me!
Ma Tiziana non si vedeva affatto madre una seconda volta. Si sentiva già realizzata. Aveva dato la vita a una figlia, aveva donato una bambina al marito. Cosaltro?
La suocera, sentendo i discorsi arzigogolati della nuora, le propose di occuparsi lei di Mariella. Almeno finché Tiziana non mette la testa a posto, diceva.
Alla nuora piace solo studiare, vivere fra le nuvole. Ma una bambina ha bisogno di amore, di presenza. Tiziana accettò senza riflettere e corse subito a Firenze, nemmeno avvertendo Marcello. “Lo chiamo appena arrivo”, pensò.
Ma a Firenze la attendeva… Marcello! Ormai conosceva a memoria le astuzie della moglie.
Tiziana, dovè Mariella? Perché sei qui e non a Napoli? Hai forse un altro uomo? le urlò.
Ma dai, Marcello, stai tranquillo! Non cè nessun amante, nessuno che mi corteggia. Semplicemente… mi annoio con te, capisci? Ho bisogno di libertà! rispose serena.
Libertà? Da me e da tua figlia? E lamore? È volato via? Forse hai una crisi di mezza età? Passerà, vedrai! provò a convincerla Marcello.
Non passerà chiuse lei il discorso, netta.
Marcello corse dalla suocera a chiedere consiglio. Lei spalancò le braccia:
Cosa posso fare io? Ve la dovete sbrigare voi due. Ma la mia Tiziana, caro, non la convinci. Lei è come una roccia!
Marcello tornò solo a Napoli. Non capiva come rimettere insieme la sua famiglia, come far ritrovare la ragione a quella donna che sembrava impazzita. Per il mio bene, prendo colpi io, pensava, sentendosi inadatto.
Passarono giorni, settimane… Tiziana non tornava. Rispondeva freddamente al telefono: Qui va tutto bene.
Intanto il tempo scappava.
Marcello, dopo molte notti insonni, decise di vendere la casa, prendere Mariella e trasferirsi a Firenze, per tentare il tutto per tutto e ricostruire la famiglia.
Tiziana accolse freddamente la notizia. Tentò perfino di dissuaderlo: Perché stressare la bambina? Dovrà cambiare scuola, lasciare le amichette E poi, mia madre non sarà daccordo.
Ma in realtà erano solo scuse. Tiziana si godeva, libera, la sua vita senza catene. Il suo motto era: Vivere come unupupa sui tetti. Aveva aperto unattività di sartoria. Affittava un piccolo appartamento. Gli spasimanti non le mancavano. Di tempo per annoiarsi non ne aveva.
E ora marito e figlia, perché? Tiziana voleva cancellare tutto il suo passato. Era convinta: il suo cuore ormai era altrove. Nulla di ciò che era stato sembrava appartenerle.
Marcello però non diede ascolto ai suoi discorsi e, con grande speranza, si stabilì a Firenze con la figlia. Sperava ancora che la famiglia si riunisse. E lamore per Tiziana ancora lo incendiava.
Allinizio incontrava Tiziana quando usciva dal lavoro, le portava la figlia (che, per inciso, era la copia della madre). Niente da fare. Tiziana era fredda come una pietra. Infine, Tiziana gli parlò chiaro:
Marcello, lasciami in pace! È ora di divorziare. Mariella può restare con me, se serve.
Mariella ormai aveva undici anni. Non aveva bisogno di essere accolta aveva un padre affettuoso, una nonna che pregava notte e giorno per lei. Amava ancora sua madre e non capiva come potesse abbandonarla così, di sua spontanea volontà.
…Il tempo scorre. Nessuno può fermarlo.
La vita continua. Alla fine, ognuno riceve ciò che si merita.
Marcello smise di pescare nel deserto. Aveva ormai compreso che il cuore di Tiziana era una porta sigillata.
La vita gli donò una donna semplice, concreta. Non sognava viaggi a Londra o Parigi, né voleva pellicce o cento paia di scarpe; bastava un paio di stivali di gomma per il fango autunnale, e una giacca calda per andare con i figli nellorto.
Marcello con lei provò pace e calore. (Dove tutto è semplice, sono cento gli angeli; dove tutto è complicato, non ce nè nemmeno uno, diceva la nonna.) Ben presto nacque anche una bambina: Marcello trovò la vera felicità, alla quarta volta. Lamore vero, quello sereno, era finalmente suo. Dei primi tre matrimoni non parlava mai.
…Tiziana ora vive con la madre, nella casa dove è nata. Un giorno, un socio daffari le aveva promesso il paradiso e invece la ridusse in miseria. Lattività svanì come un sogno. La schiera degli ammiratori sparì.
Insomma: Si sono proposti in tanti, ma poi tutti spariti. Oggi Tiziana lavora come psicologa in una scuola tanto studio finalmente è servito a qualcosa. Non si lamenta mai. Eppure lanimo umano è un abisso senza fondo. Chissà che un giorno in quella donna, uccello del cielo, non si accenda una scintilla di rimorso…
Mariella ormai è cresciuta, si è sposata, e vive con il marito e la stessa nonna che la aveva cresciuta, a Napoli.
Nel giorno del suo matrimonio, Mariella aveva indosso un abito da sposa leggero e vaporoso. Glielaveva regalato la mamma, TizianaMentre la musica si alzava tra le risate e i brindisi, Mariella danzava nel salone con il padre. Marcello le sorrise, stringendole la mano con orgoglio: «Tua madre, sai, sognava proprio un abito così.» Mariella inclinò la testa, i capelli sciolti sulle spalle: «Forse ha capito, in fondo, che le cose leggere restano più a lungo nel cuore.»
Fuori dalla sala, Tiziana guardava la scena dalla finestra, le dita affondate nella cornice fredda. Non era voluta entrare il suo passo era rimasto tra le ombre del cortile, lontano dalle luci e dai profumi della festa. Eppure, nel vedere quella figlia che danzava felice, sentì allimprovviso una fitta dolcissima, come una piuma passata sul cuore: la nostalgia di ciò che era stato, di ciò che avrebbe potuto essere.
E per la prima volta Tiziana sorrise, senza rimpianti né rimproveri: la leggerezza esisteva, davvero. Era nei ricordi che si fanno abbraccio, in una musica lontana che non smette mai di vibrare. Poi voltò le spalle al vetro, pronta a riprendere la sua strada finalmente, il passato le restituiva la pace. Mariella, intanto, rideva forte, sospesa tra i sogni e la realtà, inconsapevole di essere lo spiraglio luminoso delle vite che aveva attraversato.
E così, tra i fiori e le nuvole leggere dellabito, la vita tornò a ricucire ogni strappo, lasciando come il filo più sottile ma resistente solo ciò che davvero conta.






